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Venerdì, 01 Settembre 2017 11:11
La bocciatura

Regione e Citta Metropolitana azzoppano il Pgt di Trezzano In evidenza

La variante al piano regolatore presentata dalla giunta è stata in parte smontata dai rilievi degli organismi sovracomunali che hanno chiesto lo stralcio degli interventi previsti alla Cascina Antonietta

Nell'immagine da sinistra verso destra, il segretario comunale, il presidente del Consiglio e il sindaco di Trezzano durante la discussione del Pgt Nell'immagine da sinistra verso destra, il segretario comunale, il presidente del Consiglio e il sindaco di Trezzano durante la discussione del Pgt

Tutto da rifare o quasi. Dopo mesi di discussioni e una "due giorni" trascorsa in Consiglio comunale, la variante del Pgt (il vecchio piano regolatore) è un’anatra azzoppata. I rilievi avanzati da Regione Lombardia e Città metropolitana, infatti, ne hanno stravolto l’impianto. Lo strumento urbanistico proposto dalla maggioranza di centrosinistra che governa la città poggiava su due caposaldi: la realizzazione di un centro commerciale sull’area Cascina Antonietta e la riqualificazione dell’area Demalena, nel cuore del quartiere Marchesina.

Tutela del suolo

Regione e Città metropolitana hanno chiesto, in forme diverse, lo stralcio dell’intervento  previsto alla Cascina Antonietta perché l’area, a differenza di come era stata presentata dall’amministrazione, non è considerata degradata, ma di pregio ambientale. Urbanizzarla rappresenterebbe un consumo di suolo che è in contrasto con le leggi ne tutelano la conservazione.

Svincoli addio

Lo stop imposto dagli organismi sovracomunali riapre la questione degli svincoli della tangenziale sulla vecchia vigevanese che secondo gli auspici del sindaco Bottero sarebbero stati realizzati dalla Brico Center, in cambio delle autorizzazioni all’apertura di un loro nuovo centro commerciale. La viabilità, a quello svincolo, corre il rischio di rimanere inalterata perché la stessa Città metropolitana per bocca dell’assessore Ariana Censi ha rigettato la palla nelle mani di Bottero con un perentorio “soldi non ne abbiamo. Progettatela e realizzatela voi”.

Investire a perdere

Anche sull’area Demalena, i problemi non sembrano finiti. A parte che per la concessione delle licenze, l’Arpa pretende prima la certificazione dell’avvenuta bonifica, che le proprietà invece chiede essere contestuale al rilascio delle licenze, esiste una questione economica di non poca rilevanza. Secondo la documentazione presentata dalle stesse società immobiliari che ne detiene i diritti, la realizzazione di piazza, piccolo centro commerciale e residenziale prevede un investimento di 44 milioni di euro. Con gli indici volumetrici concessi, i premi per le energie rinnovabili e la bonifica, si possono realizzare 64mila metri cubi. I ricavi previsti agli attuali prezzi di mercato ammonterebbero a circa 42 milioni di euro, 2 in meno delle somme investite. Un’operazione in perdita che nessun imprenditore avvierebbe a queste condizioni.

Il fallimento

Il residenziale poi dovrebbe accogliere circa 300 famiglie. Il loro insediamento creerebbe problemi alla viabilità e al traffico che in quella zona è già critico e la variante non prevede alcun intervento per migliorarla.
Che cosa potrebbe succedere? Che le società immobiliari proprietarie dell’area decidano di aspettare le prossime amministrazioni comunali per chiedere loro un aumento di volumetrie che permettano la renumerazione dell’investimento. Intanto la Demalena rimarrebbe così com’è. Un vero fallimento per l’attuale amministrazione.

Lo scontro

Dopo la "due giorni" in Consiglio comunale (la seduta di ieri è finita alle tre del mattino), la variante torna a Regione e Città metropolitana che devono verificare il recepimento delle loro osservazioni da parte del Comune. Il dibattito in Consiglio ha registrato momenti di alta tensione soprattutto tra il sindaco Bottero e il consigliere Russomanno. Quest’ultimo, viste la quantità e l'importanza dei rilievi presentati, ha accusato il primo cittadino di Trezzano di “essere inadeguato” a svolgere le funzioni di assessore all’Urbanistica e lo ha invitato a rimettere le deleghe a qualcuno più competente. Bottero si è difeso rigettando le accuse e mettendo all’indice Russomanno “un frustato della politica trezzanese”. Uno spettacolo deprimente, reso ancora più insopportabile dal caldo infernale cui sono stati costretti, pubblico e consiglieri, ad assistere (una colletta per installare un condizionatore, no?).

Il comunicato

“L’impianto della variante – ha dichiarato il sindaco Fabio Bottero in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio – non cambia, in particolare per l’ambito della Demalena per cui prevediamo interventi che porteranno alla riqualificazione generale dell’intero quartiere, con volumetrie nettamente ridotte rispetto al passato, con premialità solo dopo le bonifiche se necessarie e a fronte della realizzazione di opere pubbliche. Viene invece stralciato, accogliendo il parere della Città metropolitana e di Regione Lombardia, parte del progetto previsto per l’area della Cascina Antonietta. Recepiamo i loro pareri sul consumo di suolo in coerenza col nostro programma, ma contiamo di continuare a confrontarci perché il nostro obiettivo rimane il ripensamento dello svincolo. Tutti gli enti concordano sulla necessità di intervenire ma ci dicono di non avere risorse. Il Comune, dopo aver fornito con generosità una soluzione ritenuta non adeguata dagli Enti superiori, formulerà una nuova richiesta per una seria e non più rinviabile presa in carico del problema sia da parte di Città metropolitana che di Serravalle”.

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