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Lunedì, 17 Luglio 2017 17:52
Operai in lotta

Rimaflow: “Se il lavoro è un reato, arrestateci”

L’amministrazione comunale di Trezzano incontrerà le cooperative che temono il sequestro delle loro attività oltre che sanzioni penali e amministrative a carico di chi le svolge, martedì 18 luglio

Il volantino distribuito dai lavoratori durante il Consiglio comunale di Trezzano (foto da Facebook) Il volantino distribuito dai lavoratori durante il Consiglio comunale di Trezzano (foto da Facebook)

Da un lato il “Rispetto delle regole e legalità” che “non possono essere invocate a giorni alterni o valere solo per alcuni”, dall’altro il timore che, con un pretesto, si voglia mettere fine all’esperienza della Rimaflow, la cooperativa nata dopo il fallimento dell’azienda di via Boccaccio. Da un lato sindaco e amministratori comunali, dall’altro ottanta lavoratori che vedono mettere in pericolo la speranza di continuare la propria attività. Nel mezzo un sopralluogo durante il quale i tecnici comunali hanno riscontrato attività non autorizzate, tra le quali un rimessaggio di camper e un’attività di smaltimento e differenziazione di rifiuti (alluminio, plastica e cartone).

Lo scontro

È il nuovo scontro che anima la vita, politica e non, di Trezzano. Sindaco e amministratori si difendono affermando, in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio, che la “Rimaflow è stata sottoposta ai controlli dei tecnici comunali al pari di tutti gli altri soggetti produttivi e commerciali. Controlli che hanno innanzitutto lo scopo di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini verificando rispetto delle norme e delle autorizzazioni richieste, a maggior ragione se indotti da segnalazioni dettagliate che pervengono all’Ente”.

Il protocollo

La "querelle" ha aspetti che devono essere chiariti. In Prefettura, a Milano, c’è il testo di protocollo di intesa che coinvolge la proprietà dell’immobile di via Boccaccio (Unicredit Leasing), la Cooperativa RiMaflow, l’Associazione Libera, la Cooperativa IES di Caritas e il Comune di Trezzano. I lavoratori, da tempo, si dicono disposti a sottoscriverlo con le modifiche proposte dal comune e affermano che “Se si fosse firmato il protocollo a tempo debito le irregolarità rilevate sarebbero state sanate”. Non solo.

La sede della Rimaflow, in via Boccaccio a Trezzano

Sanzioni penali

I lavoratori, un gruppo di operai e operaie che sta cercando da quasi 5 anni di far ripartire l’attività economica senza mezzi, senza aiuto alcuno, a costo di immensi sacrifici personali, attaccano: “Il procrastinare la firma del Protocollo da parte della proprietà, a causa di propri contenziosi legali con una società in leasing, ha dato il pretesto all’Amministrazione comunale di effettuare “ispezioni” che, guarda caso, hanno rilevato irregolarità”. Il sospetto è che dietro le iniziative del Comune ci sia una regia che punti a far sloggiare tutti coloro che usufruiscono delle strutture Rimaflow per le proprie attività. Infatti, i rilievi fatti da polizia locale e tecnici del comune prevedono anche il sequestro delle attività oltre che sanzioni penali e amministrative a carico di chi le svolge.

Se lavorare è un reato

Scrivono i lavoratori: “con il nostro impegno è stato possibile porre le basi per la costruzione di oltre 80 posti di lavoro a Trezzano, regolarizzabili attraverso il riconoscimento di un contratto di comodato di locazione. Non c’è impresa sul territorio che è riuscita a creare tante occasioni di occupazione, anzi, si continuano a cancellare ogni giorno posti di lavoro”. Durante l’ultimo Consiglio comunale, un gruppo di operai ha distribuito un volantino dal titolo: “Se lavorare è un reato, arrestateci”.  Il volantino si chiude con una promessa: “Non accetteremo di essere messi sul banco degli imputati e di subire una seconda volta una chiusura e un licenziamento. Non abbiamo alcuna altra alternativa che non sia quella della regolarizzazione delle attività artigianali e industriali avviate. Non siamo delinquenti, non siamo inquinatori, non mettiamo in pericolo la sicurezza”.

Non chiudere gli occhi

“Il dialogo con Rimaflow è sempre aperto – ha spiegato il sindaco Fabio Bottero – e ricordo che con la Cooperativa e Unicredit Leasing abbiamo aperto un tavolo di confronto coinvolgendo anche la Prefettura di Milano per arrivare a un protocollo condiviso in modo che tutte le attività svolte vengano regolarizzate una volta per tutte. Sono ormai passati due anni e mezzo dall’avvio del tavolo. Noi abbiamo avanzato le nostre proposte sul protocollo, siamo ancora in attesa di avere riscontri dalla Cooperativa e da UniCredit Leasing. Nel frattempo però non possiamo chiudere gli occhi e derogare al nostro ruolo, abbiamo il dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle norme, secondo quanto è nelle nostre competenze, soprattutto se veniamo coinvolti da soggetti esterni. La legalità è un valore che deve essere condiviso non soltanto a parole ma con fatti e comportamenti concreti”.
L’amministrazione comunale incontrerà come richiesto i rappresentanti di Rimaflow, martedì 18 luglio.

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