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Giovedì, 06 Aprile 2017 17:45
Rotte le trattative

Guerra aperta in municipio tra giunta e dipendenti In evidenza

Sospesi gli straordinari e proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del Comune di Trezzano sino alla conclusione della trattativa sul contratto integrativo

I sindacati del comune di Trezzano hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori sino alla conclusione della trattativa sul contratto integrativo I sindacati del comune di Trezzano hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori sino alla conclusione della trattativa sul contratto integrativo

Trattative in alto mare e minacce di pignorare la cassa. Sono agitate le acque tra personale e amministrazione comunale di Trezzano. Non solo acque, ma anche parole, parole pesantissime come macigni. Sono quelle contenute in un comunicato stampa diffuso dai rappresentanti sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori sino alla conclusione della trattativa del contratto integrativo e hanno sospeso il lavoro straordinario.

Atteggiamento provocatorio

Nel documento firmato da tutte le sigle sindacali del pubblico impiego, si parla di grossolane interpretazioni in delibere di giunta sui “Nuovi indirizzi sulla contrattazione decentrata”, di atteggiamento provocatorio e spesso insultante da parte del presidente della delegazione che rappresenta il comune nella trattativa, il segretario comunale Pietro Sammartino. Con il suo atteggiamento, sempre secondo i sindacati, Sammartino non avrebbe mai permesso una seria e costruttiva discussione, e non avrebbe mai fornito indicazioni precise sulla volontà dell’Amministrazione di giungere a una conclusione sul contratto decentrato. Il contendere verte su tutta una serie di questioni. A partire dal fondo, previsto dallo stesso contratto nazionale, per gli incentivi e le indennità. Un esempio? Trezzano, in maniera unilaterale avrebbe abolito l’indennità di rischio di cui godeva la polizia locale.

Presi in giro

“Ci sentiamo presi in giro perché” sottolinea Gianni De Francesco (nella foto qui in alto), rappresentante dei lavoratori trezzanesi, “il signor Sammartino ha disdetto il contratto, non dà risposte chiare alle istanze dei dipendenti, e non si comprende chi deve assumersi la responsabilità di determinate decisioni”. L’atteggiamento evasivo avrebbe esasperato gli animi.   “In municipio”, attaccano i sindacati nel loro comunicato stampa, “si lavora senza programmazione e si costretti a fronteggiare continue emergenze, non si ha consapevolezza delle rispettive mansioni e, conseguentemente, vi è una grandissima confusione nella divisione dei compiti, manca un efficace collegamento tra gli uffici e la necessaria condivisione dei dati” Un vero disastro, insomma.

Ingiunzione di pagamento

La stoccata è durissima: “L’aspetto organizzativo di tutto l’Ente è assolutamente deficitario e non esiste alcuna proposta di riorganizzazione che metta fine a questa confusione se non alimentare una “guerra tra poveri” che crea soltanto malessere e un non positivo clima lavorativo”. “Abbiamo inviato in prefettura una richiesta affinché il prefetto faccia da conciliatore in una trattativa che sin ora è stata sorda a tutte richieste avanzate dai lavoratori” ha concluso De Francesco “e non vorremmo essere costretti a rivolgerci al giudice ordinario, come hanno fatto già una decina di dipendenti che hanno visto riconosciuti i loro diritti nei confronti dell’amministrazione. Quest’ultima è stata condannata a risarcire danni che non ha ancora onorato per cui a breve saremo costretti a richiedere un’ingiunzione di pagamento e pignorare le casse comunali”.

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