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Venerdì, 17 Marzo 2017 11:38
Tasse & tributi

Pagamenti Ici 2011, a Trezzano piovono cartelle pazze In evidenza

Sono decine gli episodi segnalati in questi mesi. Le notifiche della società di riscossione comunale in alcuni casi sono immotivate. Ci sono contribuenti che non conoscendo le normative in vigore nel 2011 sono stati costretti a pagare più del dovuto: adesso potranno chiedere il rimborso

L’appalto per la riscossione dei crediti riguarda solo il 2011, mentre per quanto riguarda 2009 e 2010 c'è la prescrizione L’appalto per la riscossione dei crediti riguarda solo il 2011, mentre per quanto riguarda 2009 e 2010 c'è la prescrizione

Avevamo lanciato l’allarme lo scorso 15 dicembre, giorno del debutto on line di pocketnews.it . Ci era stato suggerito da un post pubblicato da Silvana Montanari sul gruppo Facebook Sei di Trezzano sul Naviglio se… e diceva: “Vorrei un'informazione… mi è arrivata una raccomandata dal comune di Trezzano sul Naviglio, inerente il mancato pagamento Imu 2011!!!!!! Io non risiedo più a Trezzano dal 1995… e non ho immobili in questo comune… so che altre persone stanno ricevendo lo stesso avviso e non risiedono più a Trezzano da tempo… per caso il comune ha necessità di denaro? Vi ringrazio se avete notizie, insieme chiameremo Striscia la notizia… chissà se la dr.ssa Riboldi responsabile del procedimento, ci darà una risposta… in comune non sanno nulla!!!!!!!!!!!!!.
Il post era stato commentato da Marco Ilnotaio: “A me ne hanno mandate 2 . Totale 800 euro per Ici su abitazione principale (che nel 2011 non era dovuto) ho perso 10 ore di permessi per contestarle e non ho ancora una risposta” e da Alessandra Laurà: “Sì, mio fratello che vive all’estero dal 2009 e nn saprei dire nemmeno dove esattamente ha ricevuto una raccomandata x tarsu 2013 ahahahahahahajaj avevo già perso le sue tracce da 6 anni”.

Notifiche immotivate

Sono decine gli episodi segnalati in questi mesi. Le notifiche della società di riscossione comunale, in alcuni casi, sono immotivate.  Ci sono contribuenti che non conoscendo le normative in vigore nel 2011 sono stati costretti a pagare più del dovuto, altri che hanno comunque pagato perché le cifre richieste non giustificavano il tempo perso tra uno sportello e l’altro. In qualche caso si tratta di pensionati che si lamentano di essere stati costretti a rinunciare a una parte della loro misera pensione, per sanare una vicenda che per loro non doveva nemmeno sorgere. Nel 2011, infatti, le norme recitavano che “ai fini dell'esenzione Ici, valgono gli eventuali regolamenti adottati a livello locale”. Ne consegue pertanto che: “se il comune non ha approvato regolamenti, le pertinenze dovranno essere individuate sulla base dei soli criteri civilistici, qualunque sia il numero e l'accatastamento” e che “se il comune ha approvato il regolamento, l'esenzione potrà essere applicata alle unità immobiliari che rientrano nei limiti della delibera locale”.

Motivi d'esenzione

Che cosa significa? Che nel 2011, la normativa prevedeva che se il comune non specificava in una propria delibera le pertinenze di alcuni manufatti di un unico proprietario, sul secondo vigeva l’esenzione. Rifacendosi a quelle norme, alcuni titolari di immobili (box o quant’altro) avevano pagato l’Ici dovuta per uno solo. La scorsa estate, il comune, ha affidato in fretta e furia, pena la prescrizione, a una società di Cuneo, Area Riscossione, il compito di accertare e recuperare i crediti Ici eventualmente non corrisposti.

Tributi in prescrizione

Va sottolineato che l’appalto riguarda solo i crediti del 2011, mentre per quanto riguarda quelli del 2009 e del 2010 sono andati in prescrizione e il comune non ha incassato un solo centesimo. Ricevuto l’incarico, la società cuneense, ha così cominciato a inviare cartelle, alcune corrette, altre completamente sbagliate perché non tenevano conto delle norme in vigore nel periodo di imposta. Per esempio se uno è proprietario di due box gli sono stati chiesti soldi non dovuti per il secondo box. C’è chi ha fatto ricorso e dopo aver vagato per sportelli e uffici, ha visto riconosciuta la correttezza della propria posizione e chi invece non conoscendo le norme ha pagato somme non dovute, somme per cui adesso può chiedere il rimborso.    

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