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Lunedì, 26 Ottobre 2020 10:15
Il personaggio

Da Trezzano a Buccinasco e Milano: Paolo Negri, l’ironia dietro al rigoroso concertista In evidenza

Insegnante alla scuola di musica Alda Merini, da poco nominato direttore artistico della Basilica di San Vincenzo in Prato a Milano suggerisce: “Ai giovani che scelgono la musica come professione consiglio di studiare anche management”

di Antonio Casa

Un organista vicino di casa, serio e ironico al tempo stesso. È il trezzanese Paolo Negri, 47 anni, diploma presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Nicolini” di Piacenza, che a soli 23 anni ha vinto il diploma di merito e il premio “G. Zanaboni”, assegnato per la migliore esecuzione. Nelle scorse settimane, il maestro Negri è stato nominato direttore artistico della Basilica di San Vincenzo in Prato a Milano. Pocketnews lo ha intervistato.

Insegnare musica è una di quelle professioni che ancora si scelgono.
“Si nasce con una passione che divora come il fuoco. È inoltre il piacere della condivisione, con addetti ai lavori e il pubblico che ascolta. Sapere che ci sono persone che apprezzano ciò che fai, non ha prezzo.”

Qual è la sua attività sul territorio?
“Proprio nel mio, sostanzialmente nessuna. Abito a Trezzano sul Naviglio, ma lavoro a Buccinasco dove insegno pianoforte e composizione nella Scuola Civica “Alda Merini”. Inoltre sono organista titolare in due chiese e direttore artistico della Basilica di San Vincenzo in Prato.”

A tal proposito, quest'ultima è una nomina recente. Quali sono i suoi programmi?
“Nel programma di quest'anno abbiamo inserito cinque concerti per organo all'interno del calendario liturgico. Un modo per pensare al mistero cristiano attraverso la musica.”

Organo e cristianesimo, un sodalizio eterno.

“Tutti i compositori, dai più grandi ai minori, si sono prodigati nella produzione artistica per spiegare il mistero cristiano. Esso stesso è, dunque, fonte di ispirazione.”

Quanto tempo occorre per diventare organista?
“La carriera scolastica prevede che si studi dapprima pianoforte, poi organo e composizione. Servono tra i 10 e i 15 anni di studio.”

Addirittura. Più tempo rispetto alla formazione di un medico!
“Beh, sì. Con un vantaggio: per diventare organisti in genere si comincia a 11 anni. Quindi a 26 lo si diventa. Più o meno come un medico.”

I giovani sono ancora attratti dallo studio della musica? A vedere tutti i cosiddetti “talent show”, sembra che inseguano tutti il successo…
“Guardando questi programmi tv, sembra in effetti molto facile. Tutti possono, in teoria, intraprendere una carriera. Ovviamente non è così. Lo studio serio certamente può fare la differenza. Però è anche vero che chi è molto bravo rischia di rimanere nell'anonimato. I problemi sono essenzialmente due. Il primo è sapersi gestire. Le varie scuole, conservatori inclusi, non preparano in modo adeguato su questo aspetto. Negli Stati Uniti, oltre alla musica, nei conservatori si studia management. Non si viene preparati psicologicamente ad affrontare il pubblico, sia quelle poche decine di persone che vengono ad ascoltare, che le centinaia di persone in un teatro. L'altro problema riguarda gli aspetti legali e tecnologici legati a chi vuole fare della musica la sua professione.”

Nel suo profilo facebook lei si dichiara organista-elettricista.
“Sì, le spiego. L'organo della chiesa di San Giovanni Battista alla Creta di Milano ha una trasmissione elettrica. Per cui, ogni tanto, mi tocca sistemare qualche problemino tecnico.”

Sempre su fb si autodefinisce anche domatore di leoni…
“Avendo a che fare con allievi, è così. Il mio compito è farli studiare e applicare, ma anche domare in modo saggio le loro aspettative e saper dosare impegno e passione.”

Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare, il Governo nazionale magari ha altro a cui pensare. Ma ci pensa alla musica?
“Lo Stato, in quanto apparato, non si occupa granché della cultura in generale e della musica in particolare. Mi spiego. Pensiamo al Parco della Musica di Roma. Sapete che in una simile struttura, non è prevista la presenza di un organo? Almeno uno! Questo è un aspetto negativo, che riguarda tutti, dai progettisti ai direttori artistici, prima ancora dei politici. In altri Paesi evoluti non sarebbe successo, tutti i teatri hanno un organo. In Italia si pensa che l'organo sia uno strumento presente soltanto in chiesa e ciò è inaccettabile. C'è molta ignoranza e indifferenza verso questo meraviglioso strumento. Solo da noi chiudono le orchestre, come accaduto alle sinfoniche Rai di Milano e Napoli, anziché di crearne delle nuove.”

Lezioni nell'era Covid: nella Civica Scuola “Alda Merini” di Buccinasco come vi state organizzando?
“Già durante lo scorso anno sono state attivate le lezioni on line, per adesso siamo rigorosamente in presenza. Siamo comunque attrezzati alle evenienze. Più che altro, le restrizioni causate dal contagio provocano disagi per i concerti dal vivo. Dei cinque concerti d'organo a San Vincenzo in Prato, uno è stato fissato alle 21 (19 dicembre), gli altri alle 16,30. Speriamo di confermarli.”

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