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Giovedì, 13 Febbraio 2020 11:33
La vertenza

Dipendenti comunali, lo scontro sindacati-sindaco si fa durissimo

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il comune di Trezzano non rispetterebbe gli impegni e la “macchina comunale” apparirebbe sempre più come un’auto con le ruote sgonfie, priva di servosterzo e servofreni

Nella foto, il responsabile dell'area Metropolitana Milano, Gianni De Francesco della Uil e, nel riquadro il sindaco Bottero Nella foto, il responsabile dell'area Metropolitana Milano, Gianni De Francesco della Uil e, nel riquadro il sindaco Bottero

Quello che era un normale confronto tra i rappresentanti dei dipendenti del comune di Trezzano e l’amministrazione che governa la città si è trasformato in uno scontro durissimo con accuse e contro accuse. Al centro della contesa le dichiarazioni rilasciate a pocketnews.it (leggi qui) dal sindaco Fabio Bottero che in merito alla vertenza sull’applicazione del contratto integrativo e sulla proclamazione dello stato di agitazione del personale aveva detto: “Mi fanno cadere le braccia: dovevamo vederci ieri per chiarire alcuni aspetti della vertenza, ma l’incontro è saltato e non per colpa nostra: dovevamo definire alcuni progetti incentivanti che non sono facili da raggiungere viste le condizioni generali. Ma stiamo lavorando: sono arrivati cinque nuovi vigili, è arrivato nuovo personale negli uffici. Non capisco le accuse: sono il primo a non accontentarmi, ma è necessario che il confronto non esca dai binari della lealtà e della correttezza”.

Accuse rispedite al mittente

Dichiarazioni che hanno scatenato i sindacati che hanno respinto le accuse al mittente, diffondendo questa mattina un durissimo comunicato stampa che ripercorre le tappe degli ultimi confronti tra rappresentanti dei lavoratori e amministrazione locale. La Uil Fpl nel documento sottoscritto dal responsabile dell'area metropolitana Milano, Gianni De Francesco, ha prima accusato l’amministrazione di aver approvato una delidera “illegittima ed evasiva” rispetto  agli accordi firmati sul contratto integrativo. Poi ha messo una serie di puntini sulle i.

Impegni da onorare

“Un fatto per noi gravissimo – denuncia il comunicato stampa in merito alla delibera – che non possiamo in alcun modo accettare e annunciamo sin da oggi che andremo avanti sia con le azioni sindacali sia legali, affinché, la volontà, espressa o con una specifica assemblea per l'approvazione del contratto decentrato. (Approvato all'unanimità dell'assemblea stessa dei lavoratori del Comune di Trezzano) sia onorato come gli accordi sottoscritti e deliberati siano rispettati”.

Trezzano Day

Non solo contratto. Il documento denuncia anche “lo sconcertante disinteresse e disattenzione della politica e l’assenza di una visione strategica delle P.O. del comune di Trezzano per l’attuale situazione in cui versano gli uffici. Una situazione che si riflette negativamente sul quotidiano lavorativo del personale. a questo proposito, il 3 febbraio 2020, durante un’assemblea   convocata in quello che è stato ribattezzato come “Trezzano day”, è stato proclamato lo stato di agitazione. " Durante l’assemblea - ricorda il comunicato - sono state sottolineate le diverse criticità: l’assenza del Segretario Generale del Comune e del Comitato di gestione si traducono in una profonda incertezza operativa che non consente agli uffici e al personale di agire in modo efficiente, con assenza di interlocutori certi, indispensabili per affrontare la complessità e le esigenze di una moderna “macchina comunale”.

Ruote sgonfie

La “macchina comunale” - scrive De Francesco -  appare sempre più come una macchina con le ruote sgonfie, priva di servosterzo e servofreni. Il personale del Comune, più volte si è reso disponibile ad operare come una vera ruota di scorta, onde rendere più sicuro il percorso affrontando anche le curve più complesse, a frenare e guidare con prudenza nei percorsi più ripidi, ora in estrema difficoltà. La carenza di personale del Comune nel suo complesso è pari a decine e decine di unità nell’ultimo biennio".

Uffici a rischio chiusura

Il quadro descritto non è confortante. "Tutte queste carenze - segnala il documento - si traducono in profondi limiti e difficoltà nel dare risposte puntuali alle richieste dei cittadini, che giustamente si rivolgono agli uffici per avere indicazioni su norme e procedure di competenza del Comune. Si rischia la chiusura di uffici, non per risparmiare, stante l’impossibilità di garantirne la funzionalità per mancanza di personale. I carichi di lavoro inevitabilmente sono esorbitanti e insostenibili, a meno che si voglia far perdere qualità al servizio fornito da un’amministrazione che deve essere prima di tutto strumento per garantire l’equità dei servizi".

Salari bloccati

A fronte di questo impegno, le risorse del salario accessorio sono state bloccate per mancanza della sottoscrizione del contratto decentrato (si era concordato che la sottoscrizione si doveva concludere entro febbraio 2019, questo non è stato possibile per problemi tecnici da parte della commissione di parte pubblica). Ancora oggi dopo avere sottoscritto il contratto decentrato a dicembre non è stato messo in atto.

Ridefinire i budget

"I dipendenti del Comune - sempre secondo De Francesco - vogliono ottenere il salario accessorio, avviare un processo significativo di assunzione di personale, stabilire percorsi certi e costanti per lo sviluppo di carriera e professionale del personale, ridefinire gli attuali budget costruiti senza considerare la progressiva diminuzione del personale per continuare a garantire la qualità del servizio, al fine di una riorganizzazione con equa assegnazione di carichi di lavoro e una migliore organizzazione del lavoro, facendo gruppo, formazione, e un ambiente sicuro che rispetti le misure di sicurezza".

Attacco al sindaco

"Caro Sindaco, conclude il comunicato stampa - ci spiace che le siano “cadute le braccia”, ma quanto ha asserito nella sua dichiarazione verifichi quanto le hanno riferito, noi ci siamo ritrovati decurtati il fondo per errori commessi da chi era al vertice e abbiamo un debito da risanare in dieci anni che ci vede bloccati nelle progressioni economiche di professionalità e di progetti come ha dichiarato Lei, forse non le hanno detto che il fondo è bloccato e non può aumentarlo. Rifletta prima di fare delle dichiarazioni, oramai sono 6 anni che fa il Sindaco a Trezzano dovrebbe conoscere perfettamente la situazione di tutta l'organizzazione, a meno che non abbia sbagliato a vedere l'organizzazione dell'altro comune in convenzione".

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