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Mercoledì, 22 Gennaio 2020 16:58
Il personaggio

Il premio Bagutta giovani al rozzanese Jonathan Bazzi e alla sua “Febbre”

L’autore racconta gli anni vissuti a Rozzano, un'esistenza difficile, tra la durezza della periferia, la scoperta dell'omosessualità e l'irrompere dell'Hiv

Nella foto, Jonathan Bazzi (a sinistra con il microfono in mano) Nella foto, Jonathan Bazzi (a sinistra con il microfono in mano)

Parla di Rozzano il libro che oggi ha vinto il premio Bagutta per le opere prime. Il titolo è “Febbre”, l’autore Jonathan Bazzi. Ed è proprio a Rozzano che Bazzi ha trascorso la prima parte della sua vita. In città ha vissuto il dolore della separazione dei genitori, il bullismo dei compagni di scuola, lo squallore dei palazzoni in cui abitava. Aveva un unico desiderio: essere compreso e accettato, senza dover dare spiegazioni.

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La scoperta dell'omossessualità

"Un'esistenza difficile, tra la durezza della periferia, la scoperta dell'omosessualità e l'irrompere dell'Hiv, che il giovane autore  rozzanese racconta con una schiettezza che ha convinto la giuria, a larghissima maggioranza, ad assegnargli il premio.

L'attesa

Racconta nel suo libro: “Mio padre che, secondo quello che hanno deciso al momento della separazione, dovrebbe venire a prendermi un giorno a settimana e un weekend ogni quindici giorni e invece non segue l’accordo, non viene quasi mai. Lo aspetto per giornate intere, vicino al telefono di plastica grigia a casa dei nonni”.

La solitudine

Un passato di solitudine riproposto in un romanzo autobiografico in cui alterna il presente al passato l’essere adulto e il bimbo cresciuto a Rozzano. Una storia, la sua storia, che fa emergere l’incredibile forza di un ragazzo che vuole vivere e vive, lasciando che la sopravvivenza appartenga a chi non sa di poter andare oltre.

Debolezze umane

La sua è una storia di debolezze umane e resilienza, che esula dai giudizi e sposta il baricentro sull’accettazione delle fragilità. Una storia che gli ha permesso di vincere un premio che non è un risarcimento, ma un riconoscimento alla sua voglia di rapporti senza ipocrisie.

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