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Venerdì, 04 Ottobre 2019 11:53
Il caso del giorno

Trenord e Atm: ovvero come si distrugge un povero pendolare

L’odissea di una lavoratrice costretta a recarsi a Milano con i mezzi pubblici, dopo l’introduzione delle tariffe integrate

Odissea per centinaia di passeggeri per acquistare un abbonamento a tariffa integrata Odissea per centinaia di passeggeri per acquistare un abbonamento a tariffa integrata

Pressapochismo, disorganizzazione, superficialità, mancanza di informazioni, personale impreparato, pochi sportelli e code, code lunghissime per acquistare abbonamenti e ticket di viaggio. La lettera di una lettrice di pocketnews.it

Gent.le  direttore
Ha sentito parlare di biglietti integrati? Della grandissima idea che hanno avuto i dirigenti di Trenord e Atm? Sicuramente sì, ma forse non sa l’odissea che stanno vivendo centinaia di pendolari. Tenga conto che sono persone temprate e pronte a tutto. Dopo le vicissitudini che vivono quotidianamente, grazie alla disorganizzazione, all’incompetenza e la superficialità delle persone che sono alla guida di Trenord e, dopo l’introduzione delle tariffe integrate, anche di Atm.   

Ore di vita buttate via aspettando treni perennemente in ritardo  sotto il sole, al freddo con la pioggia e con la neve. Persone con mille impegni: andare a lavorare, a scuola, a prendere un altro treno o tornare a  casa per trovare un po’  di tranquillità. Ma non è così. Persone che vivono costantemente nell’ansia: ci sarà il treno? sarà in orario?. In ufficio tormenti il cellulare guardando l’app di Trenord: è in ritardo di 5, no di 10, no di 25, ma se esco adesso e corro forse riesco a prendere quello delle 18,17 che è in ritardo di 20 minuti…………   che tristezza!!!!!!

I cari dirigenti di Trenord e Atm avranno pensato che comunque la nostra poteva essere una vita monotona, perciò perché non rallegrarla con le tariffe integrate e il biglietto unificato? Sicuramente si saranno sentiti dei grandi Innovatori…. Bene, allora io pendolare con il mio piccolo abbonamento mensile Trezzano sul Naviglio – Porta Romana di € 33,50, mi chiedo perché devo pagare circa € 25 in più anche se non prendo altri mezzi per andare al lavoro? Mi informo, chiedo se c’è la possibilità di mantenere il mio abbonamento, la risposta è NO!

Ok. Paghiamo. Vado all’oratorio di Trezzano e chiedo l’abbonamento mensile integrato. Loro non lo vendono … Ci vuole la “tessera”. Ok cosa devo fare? Andare ad un punto Atm, posso acquistarlo lì. Va bene, nella pausa, posso andare alla Metro Duomo. Intanto salgo sul treno, prima carrozza per fare il biglietto, ma il capotreno non c’è. Proseguo. Dopo sei sette carrozze lo trovo e chiedo: “Un biglietto”. Mi guarda stranito e non sa cosa fare. Telefona non so a chi e alla fine mi fa il biglietto ancora con il vecchio prezzo.  Comunque - mi dico - non c’è problema, risolvo tutto nella pausa.

Una mia collega mi informa che devo prima fare la foto, perché devono darmi un tesserino che dovrei pagare € 10, in più l’abbonamento. D’accordo. Prendo la metropolitana, scendo in Duomo, faccio la foto € 5  e dopo 300 metri di camminata  trovo l’agognato punto ATM.  Bene, mi metto in fila… Peccato che con me ci siano circa 120 persone… Mi dicono che non danno più i numeri, è questo mi sembra molto strano… visto che di numeri, i loro capoccioni, li danno tutti i giorni.

Dopo circa un quarto d’ora, fila ferma, vado a chiedere. Un addetto Atm circondato da decine persone stremate, riesce a dirmi che devo compilare un modulo e che ci sono 6 ore di attesa… Vista la mia faccia stupita mi risponde: “Non è colpa mia se arrivate tutti insieme”. Prendo il mio modulino e torno in ufficio, non posso permettermi una pausa di 6 ore. Finito il lavoro, devo tornare a casa, vado all’edicola della Metropolitana Brenta per acquistare i famosi biglietti. La macchinetta non funziona, dal tabaccaio idem. A questo punto decido di prendere il biglietto sul treno.

Salgo nella carrozza dove vedo il capotreno, sorrido e chiedo il biglietto. Mi risponde: “non si possono più fare biglietti sul treno, non siamo attrezzati per le nuove direttive e dovremmo fare una multa di € 42 + il costo del biglietto a chi non ce l’ha, sia per chi è in buona fede, sia per quelli che fanno i furbi”. Gli racconto la mia odissea, gli faccio vedere il modulo dell’ATM e spinto da pietà, mi fa viaggiare gratis. Non solo alla sottoscritta, ma anche alla decina di disperati che erano nella stessa condizione.

Durante il tragitto per tornare a casa, oasi di pace, la sensazione di impotenza seguita da rabbia e odio profondo  per  le persone che hanno creato questa novità senza organizzarsi monta sino all'inverosimile. Poi arrivo a casa e scarico tutta la mia frustrazione su mio marito, un angelo che per svicolarsi dal fiume di parole che gli riverso contro, cerca rifugio prima in cucina, poi nello studio, infine in camera da letto. Ma io non lo mollo.

Stamattina sono andata a comprare i biglietti. Non li vendono più sul treno, quindi…. Sono davanti al bar dell’oratorio: ore 7 e 15. Bar chiuso: apre alle 7,30. Mi sono girata verso la chiesa pensando: “vado a pregare,”  ma guarda un po’ la chiesa è chiusa… Ore 7,32 il bar ancora chiuso. Ansia, devo  prendere il treno. Finalmente apre, olè ce l’ho fatta. Ma non ho ancora fatto i conti con il barista: “Signora non ho più biglietti, sono quelli da 2,40 e sono finiti, anche al bar di via Roma sono terminati, a Trezzano non ce ne sono più”.

No ci credo, non è possibile. .. Vado in stazione pronta a pagare i € 42, oramai sono allo stremo. Trovo altre 20  persone con il mio stesso problema, il capotreno è quasi commosso. Scendo, corro alla MM Brenta per cercare di accaparrarmi qualcuno di questi  preziosissimi foglietti. Evviva, la macchinetta funziona. Ne compro 4, con la speranza che nel fine settimana, dopo qualche ora di fila riesca a fare la famosa tessera e relativo abbonamento.

Nonostante la tempra da pendolare sono distrutta e facendo i conti, in 4 giorni ho speso: € 16 di biglietti + € 2 biglietto metropolita + 5 fotografie e dovrò spendere € 10 tessera + 58 abbonamento. Totale € 91   contro un abbonamento di € 33,5 e regalare € 25 tutti i prossimi mesi  da Atm dato che non prendo altri mezzi. Che tristezza. E che tristezza sapere che ci sono persone talmente inette che ti costringono a buttare via i tuoi soldi e il tuo tempo. Sono disgustata e amareggiata: è possibile che l’Italia sia ridotta così?

sua Lucia Maria Di Gilio

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