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Domenica, 22 Settembre 2019 22:13
L'intervista

L'appello di Giuseppe Foieni della Croce Verde: : “Pochi giovani fanno volontariato”

Il presidente dell’associazione trezzanese ha appena inaugurato la nuova ambulanza dotata anche di defribillatore, dono di una famiglia locale. La complessa gestione, i tanti aneddoti e il rammarico sul presente

Nella foto, Giuseppe Foieni, corpo e anima dell'associazione Croce verde, fa volontariato civile dal 1971 Nella foto, Giuseppe Foieni, corpo e anima dell'associazione Croce verde, fa volontariato civile dal 1971

di Antonio Casa

 Da sabato scorso, la comunità di Trezzano sul Naviglio ha a disposizione un'ambulanza per pronto soccorso dotata anche di defibrillatore. Dono della famiglia Arreghini alla locale associazione della Croce Verde, è stata benedetta da don Franco Colombini, parroco della chiesa di Sant'Ambrogio.Alla cerimonia erano presenti le autorità cittadine (vedi foto qui sotto), tra cui il sindaco Fabio Bottero, gli assessori Cristina De Filippi e Giulia Iorio, il comandante della stazione dei carabinieri Michele Cuccuru, il responsabile della polizia locale Michele Genna e una rappresentanza della Protezione civile.

A fare gli onori di casa è stato il presidente della Croce Verde, Giuseppe Foieni, corpo e anima dell'associazione, uno che fa volontariato civile dal 1971. pocketnews.it lo ha intervistato.

Cosa la spinse 48 anni fa a dedicarsi a questo variegato mondo del volontariato sociale, spesso invisibile ma prezioso?
“Assistetti a un grave incidente stradale sulla Nuova Vigevanese. Passarono parecchi minuti prima dell'intervento dell'ambulanza che caricò il ferito e corse all'ospedale più vicino, perché allora questi mezzi arrivavano direttamente da Milano. Riflettei molto su quell'episodio e decisi di rendermi utile come avrei potuto. Dopo una settimana decisi di iscrivermi all'associazione che poi, nel 1987, ha dato i natali all'attuale Croce Verde.”

Il vostro è volontariato puro?
“Sì, a parte il personale specializzato, in tutto sei persone. Gli altri sono tutti volontari nel vero senso della parola, che dedicano ore e ore ad aiutare il prossimo. Garantiamo servizi notturni, sabati e festivi.”

Quindi, tutte persone che hanno un lavoro...
“Certamente. Uno dei nostri motti è “Prima il lavoro e lo studio, poi la Croce Verde”. Ci sarebbero anche le famiglie, eh!”

Quanti mezzi avete?
“Tre per il trasporto di anziani e disabili. A tal proposito, mi lasci dire una cosa a cui tengo in particolare...”

Dica pure!
“A Trezzano sul Naviglio, la popolazione sembra che sia invecchiata di colpo. La maggior parte delle richieste che riceviamo è per il trasporto di anziani in vari ospedali e cliniche per esami e controlli vari. Però c’è un problema di non poco conto: abbiamo i mezzi, non il personale.”

Mancano i volontari? C’è una crisi di vocazioni?
“Sì. Purtroppo sono pochissimi i giovani che si avvicinano a noi. Eppure non chiediamo chissà quali impegni, basterebbero poche ore alla settimana. Però è così. Il problema è che a volte, proprio per mancanza di personale, non possiamo garantire tutti i servizi. Allora qualcuno si arrabbia, ma non possiamo farci più di tanto.”

Allora, poniamo il caso che un giovane legga queste righe e decida di avvicinarsi a voi. Cosa deve fare?
“Viene qui in sede, in via Sant’Angelo 13, e s’iscrive alla nostra associazione. Nel colloquio valuteremo le sue potenzialità. Se avrà una patente auto, potrà svolgere subito la mansione di autista. Altri potranno fare il corso per operatore di pronto soccorso o di autista di ambulanza.”

Sono difficili?
“Abbastanza impegnativi, direi. Ma è normale, perché a volte la vita delle persone in difficoltà dipende da chi guida l’ambulanza e da chi soccorre i feriti o le persone che stanno male, prima del loro arrivo nell’ospedale più vicino o attrezzato. Il primo corso per soccorritori di pronto soccorso ha una durata di 42 ore, che diventano il doppio nel secondo livello. In entrambi i casi, gli esami sono sostenuti al Niguarda di Milano. Andando avanti nell’iter, si può aspirare a diventare caposervizio, attraverso il superamento di un altro esame. Anche il corso per autisti di ambulanza è abbastanza duro. Non tutti ce la fanno.”

Sfrecciare a sirene spiegate non è da tutti...
“Servono competenza di guida ad alta velocità, spesso in mezzo al traffico, sangue freddo e velocità di comunicazione con la sala operativa che segue i mezzi. Non è che uno, dopo un intervento, possa andare a fare pausa caffè...”

Come si auto sovvenziona la Croce Verde?

“Per gli interventi di pronto soccorso abbiamo una convenzione con il 118. Da questa voce abbiamo registrato una media di 350mila euro di introiti l’anno. Il resto delle entrate in bilancio proviene dal pagamento dei nostri servizi in convenzione con il comune di Trezzano per il trasporto di persone in ospedali per esami e terapie. I servizi espletati in emergenza di notte, il sabato e nei festivi, sono completamente gratuiti e lo sono in ogni caso per le persone meno abbienti. Approfitto dell’occasione per ringraziare le varie amministrazioni comunali, che negli anni ci hanno dato una mano d’aiuto, come nel caso del comodato gratuito della nostra sede.”

Da quanto tempo siete in via Sant’Angelo?
“Dal 1995. La nostra prima sede fu in via IV novembre, sotto la sede dell’allora Pci. Dopo ci spostammo in viale Indipendenza.”

Anche i mezzi sono donati?
“Quasi tutti. In certi casi da privati, come è avvenuto grazie alla famiglia Arreghini. Un regalo di circa 70mila euro. Per la fornitura dei mezzi, ci sostiene soprattutto la Fondazione Marazzina di Milano.”

Presidente Foieni, in 48 anni chissà quanti aneddoti lei avrà da raccontare...
“Beh, tanti. I più belli sono sicuramente legati ai parti in ambulanza”:

Addirittura...
“A me successe tanti anni fa. Stavamo portando una donna con le doglie in ambulanza, quando poco prima di arrivare al San Carlo la signora partorì un bel maschietto. Una grande emozione!”

C’è stato un rovescio della medaglia?
“Purtroppo. Anche in questo caso, tanti anni fa. Una bambina di due anni, lasciata incustodita, bevve dell’acido. Morì fra le mie braccia. Un evento dolorosissimo che mi segnò, tant’è che da allora rinunciai alle uscite in ambulanza.”

A giorni si terranno le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali. Si ricandida?
“Non so ancora. Ho una certa stanchezza, ma in tanti mi chiedono di restare presidente. Deciderò alla vigilia del voto.”

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