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Martedì, 30 Luglio 2019 16:14
L'operazione

Cocaina nella carrozzeria di Trezzano: tutti i segreti dei trafficanti In evidenza

Dopo pochi giorni i contorni dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri sono diventati più nitidi

Nella foto, una fase della pequisizione della carozzeria di Trezzano, laboratorio per estrarre la cocaina dei libri Nella foto, una fase della pequisizione della carozzeria di Trezzano, laboratorio per estrarre la cocaina dei libri

Un italiano e quattro peruviani. Non sono i personaggi di una nuova barzelletta, ma i protagonisti dell’operazione che, la settimana scorsa, ha permesso di scoprire un laboratorio per l’estrazione di cocaina allestito in una carrozzeria di Trezzano, con annessa autoambulanza per occultare le attrezzature, per la confezione delle dosi e per la loro consegna.

Da dove partire

Dopo pochi giorni, i contorni dell’operazione sono diventati più nitidi. Da dove partire? Dall’italiano e dall’autoambulanza. Lui si chiama Giuseppe Annuzzo, è milanese e ha una sfilza di precedenti alle spalle. L’ambulanza utilizzata dallo stesso Annuzzo è della Croce oro (molti alle prime notizie avevano temuto un coinvolgimento della locale Croce verde, ma l’associazione trezzanese è completamente estranea alla vicenda).

Giornali e libri alla cocaina

I quattro peruviani sarebbero i “geni della lampada” o almeno dei parenti molti vicini. Sono gli emissari dei cartelli peruviani. Assieme ai loro complici avrebbero inventato un metodo per estrarre cocaina liquida dalle pagine di libri che erano stati impregnati nel paese sudamericano. Non solo libri: giornali e riviste  venivano messi a bagno fino ad assorbire tutta la droga. Un’intera biblioteca, insomma che aveva viaggiato dal Perù all' Italia, superando i controlli di porti e aeroporti, destinazione Trezzano. Un traffico controllato da uno dei cartelli più pericolosi del Perù. 

La formula magica

A Trezzano, in una carrozzeria aperta nella zona artigianale del quartiere Zingone e sull’ambulanza della Croce oro, era stata installata l’attrezzatura per riportare la coca allo stato solido, tagliarla, confezionarla e immetterla sul mercato.Dopo la perquisizione, nel portafoglio di uno dei fermati, è stata trovata la formula chimica per riportare la cocaina a polvere.

I «contadini»

Secondo gli investigatori, due dei peruviani sono dei «contadini» ma non hanno nulla a che vedere con campi da arare o mais da coltivare. Il termine è stato coniato negli Anni ’80 per indicare i chimici che senza alcuna preparazione accademica insegnavano ai trafficanti italiani come raffinare la cocaina, o l’eroina. La loro attività è stata interrotta grazie alla guardia di finanza di Pavia e ai carabinieri di Torino, coordinati dalla Direzione centrale per i servizi antidroga di Roma.

Oggetti d'uso comune

Nella carrozzeria trezzanese, mercoledì scorso, sono stati sequestrati 3 chili di cocaina pura, oltre a litri di stupefacente allo stato liquido. Nelle indagini che hanno preceduto il bliz, coordinate dal pm Marcello Musso, gli investigatori si sono quindi trovati di fronte a un nuovo espediente dei trafficanti: la fusione della cocaina come componente di oggetti di uso comune, che quindi passano inosservati. I libri non nascondevano la cocaina, erano “fatti” (scusate il gioco di parole) di cocaina da recuprare in laboratorio, seguendo le indicazioni di una precisa formula chimica.

La stoccata vincente

Trafficanti un passo avanti alle forze dell’ordine? Forse. Queste ultime hanno recuperato e piazzato la stoccata vincente quando mercoledì scorso. Appena Annuzzo alla guida di un' ambulanza della Croce Oro si è presentato davanti all'officina, è scattata l’irruzione e tutti sono finiti in una cella di san Vittore.

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