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Mercoledì, 10 Luglio 2019 15:17
Il caso del giorno

Magrì Arreda: lavoratori senza stipendio e licenziamenti in arrivo

Il prossimo 16 luglio gli attuali responsabili della società incontreranno a Roma i sindacati e in quella sede si deciderà la sorte di 35 posti a rischio

Nella foto, un'immagine della sede Magrì Arreda di Trezzano pubblicata un anno fa, al momento dell'inaugurazione avvenuta il 10 febbraio 2018 Nella foto, un'immagine della sede Magrì Arreda di Trezzano pubblicata un anno fa, al momento dell'inaugurazione avvenuta il 10 febbraio 2018

Si fa sempre più complicata la situazione di Magrì arreda, il rivenditore di mobili che aveva aperto un punto vendita anche a Trezzano. Ci sarebbero 35 licenziamenti in vista all’interno dell’intero gruppo. Ci sarebbero anche stipendi non pagati, debiti verso fornitori e fisco, utenze interrotte per morosità. Una situazione che ha dell’incredibile e che in poco più di una anno ha portato la società sull'orlo del fallimento.

Sì anticipi, niet mobili

Intanto va segnalato che il punto vendita di Trezzano inaugurato solo il 10 febbraio 2018, è stato ceduto alla società Torino 2, che anche lei commercializza mobili ed elementi d’arredo. Poi va anche segnalato che da quando pocketnews.it ha pubblicato alcuni articoli (leggi qui e qui) sulla mancata consegna dei mobili dietro l’incasso degli anticipi, sono decine i clienti del punto vendita che si sono fatti vivi e hanno segnalato le proprie disavventure.

L'incontro

Il prossimo 16 luglio, gli attuali responsabili delle Magrì Arreda incontreranno a Roma i sindacati e in quella sede si deciderà la sorte dei 35 posti a rischio.  La società, infatti, il 3 giugno scorso, ha chiesto di aprire una procedura di riduzione del personale per 35 dipendenti su 59. La maggior parte di questi lavora nella sede di Francavilla Fontana in Puglia.

L'indotto

Quelli che lavoravano a Trezzano, probabilmente saranno assorbiti, se non tutti, almeno in parte dall’azienda che è subentrata. Ma sia a Trezzano, sia negli altri comuni in cui esiste un punto vendita Magrì, ai licenziamenti diretti si devono aggiungere quelli dell’indotto. Sono infatti oltre 60 gli addetti alle consegne. A questi vanno aggiunte le difficoltà cui vanno incontro i fornitori.

La guardia di finanza

Un tracollo che sino a pochi mesi fa sembrava impossibile. Dopo dieci anni di stipendi regolari e nessun problema con la proprietà, l’inizio della fine ha una data ben precisa: dicembre 2018, quando una verifica della Guardia di Finanza ha evidenziato alcune irregolarità che hanno portato all’azzeramento dei vertici societari.

Scarsi risultati

A questo va aggiunto l’investimento fatto su Trezzano sul Naviglio, che nonostante i costi elevati non ha dato i risultati sperati. E oggi che la sede è stata venduta a Torino 2 srl, i clienti si trovano nella condizione di aver pagato un acconto a una società che non opera più, mentre i nuovi proprietari si dicono “estranei alla gestione dei clienti in capo a Magrì Arreda srl”.

Gli stipendi

Proprio a Trezzano erano mesi che le cose non andavano bene. Secondo la testimonianza di alcuni dipendenti, che hanno chiesto di restare anonimi,  lo scorso Natale non sarebbero stati pagati gli stipendi di novembre, arrivati solo a gennaio. Non solo. Avrebbero anche passato l’inverno al freddo perché l’impianto di riscaldamento era stato staccato per morosità.

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