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Venerdì, 05 Luglio 2019 15:23
Il caso del giorno

Virginia: “Vi racconto la mia odissea da truffata da Magrì Arredi” In evidenza

Aveva comprato una cucina mai consegnata: il 12 luglio, davanti ai giudici del tribunale di Milano, ci sarà l’udienza preliminare per la risoluzione coatta del contratto di fornitura

Nella foto di repertorio, la sede di Magrì arreda a Trezzano e, nel riquadro, Virginia Saracino Nella foto di repertorio, la sede di Magrì arreda a Trezzano e, nel riquadro, Virginia Saracino

Ha 46 anni, separata, con due figli adolescenti a carico. Vive a Settimo Milanese. Per più di due mesi non ha avuto una cucina in cui cuocere un uovo, preparare un te, un piatto di spaghetti. Ha speso una fortuna in pasti consumati in emergenza in un fast food. A volte è stata costretta a chiedere ospitalità, per lei e i suoi figli, all’ex marito.

Ritratto di una vittima

Virginia Saracino è una delle vittime del buco nero creato dai gestori di Magrì Arreda di Trezzano, che per mesi hanno incassato anticipi per l’acquisto di mobili e che da mesi non rispettano gli impegni presi con i loro clienti. Stanca di essere “presa in giro” si è affidata a un avvocato. Il 12 luglio prossimo, infatti, ci sarà un’udienza preliminare durante la quale tenterà di mettere fine alla sua odissea.

L'inizio

La sua è una storia emblematica che vale la pena raccontare. È iniziata lo scorso 21 gennaio, quando ha sottoscritto con un venditore della sede Magrì Arreda di Trezzano, un contratto per l’acquisto di una nuova cucina. Contestualmente ha firmato con la Findomestic anche un finanziamento a tasso zero. L’avesse mai fatto. I guai le sono piovuti addosso, uno dopo l'altro.

La promessa non mantenuta

Prima della stretta di mano finale, la promessa: “L’architetto verrà a casa sua per le misure ed entro trenta giorni avrà la sua bellissima, nuova cucina”. La prima parte della promessa è stata mantenuta, la seconda no. Non ancora preoccupata (quindici, venti giorni di ritardo possono essere fisiologici), a marzo, Virginia Saracino ha chiamato Magrì Arreda e ha chiesto informazioni sullo “stato dell’arte” dell’ordine.

I preparativi

Dall’altra parte del telefono le hanno garantito: “Tutto procede per il meglio, tra qualche giorno verremo a installare la sua cucina”. Fidandosi di questa nuova promessa, Saracino ha chiamato alcuni operai e ha fatto smontare la sua vecchia dispensa: forno, fornelli, frigo, lavastoviglie, pensili, sono finiti in discarica.

L'attesa

Poi è trascorso un giorno, ne è trascorso un altro. Nulla. È passata una settimana e di cucine all’orizzonte non se ne è vista nemmeno una. Da marzo ad oggi, Simona Saracino è stata costretta a preparare i pranzi e le cene su attrezzi di fortuna, consumarli in fast food, in qualche pizzeria o chiedendo aiuto al suo ex marito che ha ha affrontato l’emergenza ospitando i suoi due figli e, a volte, anche l’ex moglie.

Il confronto

In aprile, disperata, la donna è tornata nella sede Magrì di Trezzano e ha affrontato il direttore. Il dirigente le ha dato la sua parola d’onore che avrebbe risolto la questione: “Noi non siamo Aiazzone e nemmeno Mercatone uno, rispetteremo gli impegni presi, nonostante i guai giudiziari che hanno riguardato la sede centrale in Puglia”.

L'avvocato

Da allora, ogni tentativo di riparlare con il direttore è naufragato. La donna, disperata, ha contattato Altroconsumo. L’associazione di tutela dei consumatori le ha consigliato di “mettere in mora il venditore”. Lei si è affidata a un legale, Gian Antonio Maggi, che ha scritto una lettera di fuoco ai responsabili di Magrì. La risposta? “Non è colpa nostra, la ditta fornitrice non ha evaso l’ordine”.

La finanziaria

Per evitare di pagare le rate del finanziamento, Virginia Saracino, ha richiamato quelle già pagate e ha bloccato il prelievo dal suo conto. L’istituto di credito fiorentino l’ha minacciata di iscriverla nella “lista dei cattivi pagatori” del circuito bancario e così ha fatto. Poi è diventato più conciliante e dopo aver dichiarato di essere rammaricato, ha promesso di verificare la messa in mora del venditore per la risoluzione del contratto.

Il giudice

Il 12 luglio, davanti ai giudici del tribunale di Milano, ci sarà l’udienza preliminare per la risoluzione coatta del contratto di fornitura. C’è stato un tentativo di conciliazione da parte di Magrì, ma in teleconferenza che, senza alcuna garanzia, è stato rigettato.

La "class action"

Nel frattempo sono un centinaio le persone che hanno preso contatto con Virginia Saracino: tutte hanno subito la stessa odissea. Alcune hanno lanciato l’idea di una “class action”, altre hanno preferito andare avanti da soli, altre ancora hanno rinunciato alla rivalsa. Intanto, ieri gli addetti di un’azienda diversa da Magrì, hanno installato una nuova cucina in casa della donna. Che da oggi potrà riprendere a cucinare per se stessa e per i suoi due figli.

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1 commento

  • Link al commento CLAUDIO Martedì, 09 Luglio 2019 10:18 inviato da CLAUDIO

    Avendo un problema analogo con il negozio di Magri di Trezzano s/n, come posso contattare Virginia Saracino ?

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