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Martedì, 28 Maggio 2019 10:01
L'analisi

Elezioni, the day after: la festa dei vincitori, la delusione degli sconfitti

Da Trezzano a Cesano Boscone, da Cusago a Rozzano sino ad Assago, breve analisi dei risultati del voto del 26 maggio

Nella foto, sindaci e candidati sindaci nei comuni del sud ovest milanese Nella foto, sindaci e candidati sindaci nei comuni del sud ovest milanese

C’è chi fa festa e chi si lecca le ferite. Chi deluso annuncia l’abbandono e chi sottolinea la voglia di continuare a lottare. Il “day after” dello spoglio dei voti delle amministrative registra stati d’animo talmente diversi tra di loro che ci vorrebbe uno psicologo per definirli tutti al meglio.

LA FESTA - Festeggia il centrosinistra che dopo la valanga di voti che li ha investiti alle Europee temeva una debacle di proporzioni bibliche. Aver invece confermato alla carica di primo cittadino i sindaci di Trezzano e Cesano Boscone, Bottero e Negri, senza nemmeno passare dai ballottaggi, è un risultato che ha sorpreso gli stessi protagonisti.

LO SBAGLIO - Si lecca le ferite il centrodestra che dopo le stesse Europee pensava di avere maggiori chanche di riconquistare comuni che da tempo non amministra più. Il problema è che se da un lato, quello del centrosinistra, si è puntato su persone quotidianamente impegnate sul territorio, dall’altro si è perso talmente tanto tempo a individuare il candidato, che quando la scelta è stata fatta, gli spazi erano tutti occupati.

CANDIDATI BRUCIATI - Le litigate, si sa, non fanno bene alla salute, nemmeno a quella dei partiti. A Trezzano, soprattutto, la lista dei candidati “bruciati” dal veto di questo o quel componente la coalizione è piuttosto lunga. Comprende insegnanti, funzionari comunali, gestori di social. A Cesano, l’elenco è solo più corto, ma le motivazioni sono le stesse.

POCO TEMPO - Ivano Padovani a Trezzano e Fabio Raimondo a Cesano Boscone sono stati promossi a un paio di mesi dalla scadenza elettorale. Troppo pochi per poter incidere in profondità. A Trezzano, poi, una grossa mano alla rielezione di Bottero l’ha data Controcorrente che sulla carta era alleata di Padovani, con una comunicazione aggressiva nei confronti del sindaco uscente che ha provocato il rigetto da parte degli elettori.

LA DEMONIZZAZIONE - Invece di proporre le proprie soluzioni, Russomanno e compagnia bella hanno demonizzato l’avversario. Certo i problemi irrisolti sono molti e Bottero dovrà affrontarli prima o poi, magari con un sorriso in meno e battendo un pugno sul tavolo in più, (dall’inquinamento atmosferico al traffico, dalla Brenntag alla Vetropack, dalla tangenzialina ai nuovi insediamenti commerciali) ma una delle regole basilari della comunicazione è: “non parlare mai male del tuo avversario, ma valorizza le tue proposte”. Invece è stato fatto tutto il contrario.

L'INCUBO - È la seconda volta che, a Cesano, Negri batte Raimondo. La prima, cinque anni fa al ballottaggio, ieri direttamente al primo turno. Il sindaco potrebbe diventare l’incubo ricorrente (notturno o diurno, non si sa) del molto ambizioso esponente di Fratelli d’Italia. Raimondo, come consigliere di minoranza, è stato presente sul territorio, ma probabilmente ha pagato la non felice esperienza come assessore a Corsico e la sua propensione a “usare” le persone per poi dimenticarsene nel momento del bisogno.

LE MOSSE DECISIVE - Ma la sorpresa vera di questa tornata è l’elezione, a Cusago, di Gianni Triulzi, ex assessore della giunta di centrodestra uscente che ha battuto un moloch come il vecchio sindaco Cairati, rimesso in corsa dallo stesso Silvio Berlusconi che, in paese, qualche “cosina” ha realizzato. Due le mosse che hanno permesso a Triulzi di prevalere: aver sparigliato il fronte dell’opposizione garantendosi l’appoggio di  Maria Invernizzi e Valentina Pillai e aver accettato che il Pd invitasse i suoi militanti a votarlo.  Se ne è fregato delle polemiche sul “connubio” ed è andato avanti sulla sua strada.

LA SORPRESINA - Se ad Assago l’elezione di Lara Carano era scritto nelle stelle e nei voti che gli ha garantito il sindaco uscente Graziano Musella, una “sorpresina” arriva da Rozzano dove Barbara Agogliati, il “peggior sindaco” dell’ultimo secolo (fallimento Api con conseguente vendita del patrimonio immobiliare di proprietà del comune, dissesto Area sud e tante piacevolezze di questo genere) così come viene definita da più parti, è in testa nel confronto con Gianni Ferretti.

IL BALLOTTAGGIO - L’esito del primo turno ha sorpreso molti addetti ai lavori, ma la Agogliati sta combattendo per la sua sopravvivenza e ha messo in campo tutta la potenza di fuoco del Pd locale e regionale per non soccombere. Intanto sui social si è scatenata la caccia alle motivazioni di chi l’ha votata. E c’è chi parla apertamente di voto di scambio, di controllo dei voti tramite il meccanismo delle preferenze, e chi più ne ha, più ne metta. Polemiche destinate a durare ancora due settimane, sino alla resa dei conti, al ballottaggio.
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