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Sabato, 04 Maggio 2019 18:55
La polemica

Una nuova pioggia di centri commerciali cadrà su Trezzano?

Fa discutere una delibera approvata lo scorso 23 aprile con il quale si dà il via a una nuova variante del Pgt che ipotizza tutta una serie di insediamenti

Nella foto di repertorio, un centro commerciale a Trezzano Nella foto di repertorio, un centro commerciale a Trezzano

Fatta una variante, eccone subito un’altra. Così, quel che è uscito dalla porta, lo si fa entrare dalla finestra. Almeno questa è l’impressione che si prova leggendo una delibera approvata dalla giunta di Trezzano lo scorso 23 aprile. Una lettura davvero interessante, almeno dal punto di vista concettuale.

Variante n° 2 - Intanto il titolo: “Avvio di procedimento della variante n 2 al Pgt (piano di governo del territorio ndr) vigente per promuovere la rigenerazione economica e il riuso del tessuto industriale artigianale e commerciale esistente per favorire l’insediamento di nuove imprese nei settori manifatturiero, del commercio e dei servizi”. Non male, davvero.

Che cosa significa? - Che approvata lo scorso anno la prima variante del Pgt, variante in parte smontata dai rilievi degli organismi sovracomunali che avevano chiesto lo stralcio degli interventi previsti alla Cascina Antonietta, si torna a parlare di insediamenti di nuovi centri commerciali, di nuove aziende e di nuovi uffici.

Le aree - Non si tratta di quisquiglie, come direbbe Totò. Le aree in oggetto sono molte. Il documento parla dell’ex Scapa, a ridosso della tangenziale, dell’ex area Happening, dell’area Cascina Antonietta (definita area degradata), e cita ipotetici insediamenti sull’area dell’attuale Vetropack (che entro due anni dovrebbe lasciare Trezzano), o della Brenntag su cui da almeno quattro lustri si combatte una battaglia per la sua delocalizzazione.

Le motivazioni - La decisione di avviare l’iter per una nuova variante al piano di gestione del territorio viene motivata con la necessità di “ammodernare ed adeguare gli svincoli di connessione tra la Tangenziale ovest e la nuova e vecchia Vigevanese”, di realizzare “un nuovo ponte a ovest della città” che decongestioni il traffico che attualmente transita sul ponte gobbo.

L'evoluzione - Per mettere in cantiere queste opere servono, oltre ai finanziamenti pubblici anche risorse comunali. E come reperirle? Tramite oneri di urbanizzazione e convenzioni. Nel documento si parla di “evoluzione dalla città fabbrica (produttrice di quantità) alla città impresa (produttrice di qualità). Motivazioni nobilissime se davvero fossero rispettate.

La versione di Bottero - La questione è che tra poco meno di venti giorni ci sono le elezioni amministrative. Era necessario approvare la delibera prima del responso delle urne? Secondo il sindaco Fabio Bottero si tratta solo di un “documento di indirizzo che traccia ipotetiche linee di sviluppo. “Un contributo alla campagna elettorale affinché si discuta di contenuti. Se vinceremo, sarà la base su cui operare, se perderemo, chi vincerà potrà cambiarlo”.

Quella di Ivano Padovani - Per il candidato per il centrodestra alla carica di sindaco si tratta invece di “un atto inopportuno a sole tre settimane dal voto, un atto che non è stato discusso in alcuna commissione consiliare e nemmeno in consiglio comunale, di cui non si capisce l’urgenza”.
Un tentativo di condizionare le scelte della futura amministrazione?

Quella di Vittorio Coccia - Il candidato delle liste civiche Il Ponte e Trezzano solidale, ha detto: “Prima di entrare nel merito della delibera, mi riservo di leggere attentamente i documenti, nel metodo non posso fare a meno di sottolineare la scorrettezza dell’approvazione di una delibera di questa portata a pochi giorni dal voto”.

E quella di Villa Zina -  La candidata del M5stelle ha sottolineato: “Altro che indirizzo. La delibera stabilisce cose precise: centri commerciali alla Scapa e alla Cascina Antonietta, quest’ultimo già bocciato dalla Regione. Trezzano muore di inquinamento, muore di traffico e qui si vogliono aprire nuovi centri commerciali: quello approvato è un documento che impegna la futura amministrazione, che sia Bottero o un altro a vincere, non c’era bisogno di tutta questa fretta”.

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