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Venerdì, 12 Aprile 2019 14:36
La "querelle"

Box di Largo Risorgimento, approvato il progetto definitivo

Saranno eseguiti gli interventi di rispristino dell’area, così come stabilito dalla Corte d’Appello di Milano, che si è espressa a favore dei proprietari  del condominio

Nella foto, uno scorcio di piazza Risorgimento al centro di un contenzioso durato dieci anni Nella foto, uno scorcio di piazza Risorgimento al centro di un contenzioso durato dieci anni

Dovrebbero concludersi entro la fine di luglio, i lavori per il ripristino del selciato di piazza Risorgimento, che deve essere a prova di infiltrazioni, oggetto di un contenzioso durato anni e che ha visto contrapposti da un lato i proprietari dei box che si trovano sotto la piazza e in via Indipendenza, dall’altra l’amministrazione comunale.

Entro fine Luglio

Lo ha reso pubblico un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio con il quale è stata annunciata l’approvazione del progetto definitivo da parte della giunta di Trezzano. La delibera impone di finire i lavori entro il prossimo 29 luglio, così come era stato imposto da una sentenza della corte d’ Appello di Milano. Si è giunti così, o almeno si spera, alla conclusione di una vicenda che ha a lungo lacerato il dibattito politico amministrativo in città.

Dieci anni di battaglie

La storia ha inizio nel 2008. Sindaco di Trezzano era Liana Scundi che guidava una giunta di centrosinistra. L’amministrazione, visto il degrado cui versavano le due aree di piazza Risorgimento, aree private ad uso pubblico, chiese ai proprietari di rimetterle a posto per ridare alla zona un aspetto decoroso. I proprietari, riuniti nel supercondominio di via Indipendenza, si rifiutarono, giustificandosi con il fatto che la piazzetta era d’uso pubblico.

L'accordo

Alla fine si trovò un accordo. Il Comune avrebbe eseguito i lavori per la trasformazione della piazzetta in una specie di salottino di Trezzano in cambio “della costituzione di una servitù di passaggio e di uso pubblico del lastricato condominiale, mettendolo a disposizione della collettività”. Detto fatto: il Consiglio comunale all’unanimità approvò la delibera e qualche mese dopo cominciarono i lavori per la sistemazione della piazzetta.

Il diluvio

Peccato che furono affidati a degli incapaci. Infatti, sin dalle prime piogge, un diluvio di acqua si riversò all’interno dei box sottostanti il lastricato, provocando ingenti danni ai loro proprietari. Che naturalmente reagirono e, nel 2013, avviarono una causa di risarcimento nei confronti del Comune.

La consulenza

Dopo varie schermaglie e rinvii, i giudici decisero di affidare a un consulente del tribunale una perizia per capire chi, cosa, e come aveva sbagliato. La perizia non fu per nulla favorevole. Anzi. L’ingegnere che l’aveva  eseguita, aveva rivelato tutta una serie di negligenze nell’esecuzione dei lavori, negligenze che provocavano l’allagamento dei box ogni volta che pioveva.

La prima sentenza

In primo grado, con un provvedimento emesso il 30 agosto 2017, i giudici avevano condannato il Comune oltre al pagamento dei danni nei confronti dei proprietari dei box, anche dei costi della perizia del consulente del tribunale, delle spese del giudizio. Infine, ciliegina sulla torta, avevano disposto la trasmissione di tutta la documentazione raccolta su questo ennesimo pasticcio alla trezzanese, alla Procura della Corte dei conti, "affinché accerti eventuali danni erariali."

La seconda sentenza

L'amministrazione trezzanese aveva dato mandato ai propri legali di richiedere alla Corte di Appello di Milano la sospensiva perché “impossibile per il Comune di Trezzano intervenire sul parcheggio di Largo Risorgimento nei tempi brevissimi richiesti dal giudice". La Corte d’appello, pur mitigandola, aveva confermato la condanna, imponendo fine luglio come termine ultimo per rispettarla.

La domanda inespressa

“Nelle scorse settimane – rivela il comunicato dell’amministrazione -  è stato necessario provvedere nuovamente all’esecuzione di ricerche di infiltrazioni”.  Oggi la giunta ha dato il via ai lavori. Su tutta l’operazione, però, rimane un grosso punto di domanda: visto che i giudici hanno verificato la mancanza di una qualsiasi convenzione tra comuni e condomini, che fine faranno i parcheggi della piazza?

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