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Venerdì, 08 Marzo 2019 00:23
Ambiente malato

Polveri ferrose, le nuove analisi sollevano una montagna di dubbi

I dati dei residui raccolti dalle associazioni locali non combaciano con quelle fatte eseguire dall’amministrazione comunale di Trezzano, i cui risultati sono stati resi pubblici nei giorni scorsi

Ancora sconosciuta la fonte di emissione delle sostanze che inquinano l'aria di Trezzano Ancora sconosciuta la fonte di emissione delle sostanze che inquinano l'aria di Trezzano

Fa ancora discutere il fenomeno delle polveri ferrose che inquinano l’atmosfera del quartiere Marchesina,  a Trezzano e ricoprono case e balconi. Infatti, le analisi sui residui raccolti dalle associazioni locali  non combaciano con quelle fatte eseguire dall’amministrazione comunale, i cui risultati sono stati resi pubblici nei giorni scorsi.

Piombo, nickel e altri veleni

La differenza è notevole. Se nel rapporto del tecnico incaricato dal sindaco Bottero si parla di presenza di “sferule composte da ferro, fibre di amianto e altre sostanze organiche e minerali”, in quelle ordinate dal comitati di quartiere c’è bario, piombo, nichel, rame, stagno, molibdeno, vanadio e idrocarburi della categoria C10 e C40”. In poche parole non c’è traccia di sferule composte da ferro.

Atto dovuto

Si tratta di sostanze che, secondo la quantità dispersa nell’aria, potrebbero rappresentare una grave minaccia per la salute dei residenti che hanno deciso, tramite i loro rappresentanti di depositare una denuncia per  “inquinamento ambientale”. Un atto “dovuto” per sollecitare le autorità locali e regionali ad avviare una serie di controlli affinché si riesca a capire da dove provengano queste sostanze.

Autotassazione

Visto che i dati non collimano, i responsabili dei comitati di quartiere interessati (oltre al Marchesina, quello del Centro storico) hanno deciso di continuare nella raccolta di residui e nelle conseguenti analisi. Vogliono capire quale sia il livello di pericolosità dell’aria che respirano. Per farlo si stanno autotassando.

Individuare la fonte

Per accertare la reale portata di questo fenomeno che da novembre sta angustiando i residenti, nei prossimi giorni  saranno installate su alcuni balconi di viale San Cristoforo e nelle vie limitrofe alcune attrezzature che dovrebbero essere in grado di individuare sia i materiali ferrosi, sia tutti gli altri elementi che eventualmente  sono presenti nell’aria e compararli con le lavorazioni industriali delle aziende presenti nel quartiere e nei comuni limitrofi.

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