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Venerdì, 13 Gennaio 2017 15:51
La risposta dell'Amministrazione

Gestione immigrati, parla l’assessore Volpe: ecco la nostra posizione sull’accoglienza ai minori In evidenza

Seconda puntata sull’affaire dell'assistenza agli extracomunitari minori non accompagnati garantita dal Comune di Trezzano, oggetto dell’esposto alla magistratura sottoscritto dai rappresentanti del M5s e di Controcorrente. Intervista alla responsabile dei Servizi Sociali

L'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Trezzano, Sandra Volpe, durante l'intervista a pocketnews.it L'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Trezzano, Sandra Volpe, durante l'intervista a pocketnews.it

Premesso che tutte le motivazioni di carattere umanitario, non sono in discussione, qui si vuole solo fare chiarezza sulla gestione dell’assistenza agli extracomunitari minori non accompagnati garantita dal Comune di Trezzano. L’intera vicenda è oggetto di un esposto inviato alla magistratura, sottoscritto dai rappresentanti del M5s e di Controcorrente. Nel documento si chiede ai giudici di verificare la correttezza dell’intera operazione e si ipotizza un conflitto d’interesse nella persona del sindaco di Trezzano, Bottero, ex presidente dell’associazione Villa Amantea, che di fatto assiste i minori.

La vicenda ha inizio nel giugno 2015, quando l’amministrazione presenta domanda per ottenere contributi per i servizi di accoglienza Sprar (l’acronimo indica il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Come prende effettivamente il via e chi sono i protagonisti?
“Non ci sono state pressioni da parte di chicchessia. La giunta decise di partecipare al bando Sprar e diede mandato al nuovo funzionario del settore Servizi Sociali, Lisa Amicarella di procedere e verificare le possibilità che l’iniziativa offriva. Il Ministero dell’Interno comunicò che il Comune poteva gestirla in proprio o con il contributo di terzi. Fu lanciata allora la manifestazione d’interesse, cui aderirono due associazioni: Villa Amantea e il Melograno”.

È vero che inizialmente, quello proposto assieme a Villa Amantea era un progetto studiato per il comune di Cesano Boscone, così come affermato dallo stesso Bottero, allora presidente della cooperativa, durante la campagna elettorale.  Qual è il motivo per cui, con Bottero appena eletto sindaco, è stato subito dirottato su Trezzano?
“In campagna elettorale era stato discusso un progetto di “accoglienza diffusa” al quale avrebbero dovuto aderire Gaggiano, Zibido e molti altri comuni del Sud ovest. Non c’era una collocazione precisa e, anzi, Cesano forse non c’era. Per questo motivo non è stato dirottato alcunché”.

Che fine ha fatto il progetto di accoglienza diffusa?
“Si è perso per strada perché alcuni comuni rinunciarono. Trezzano e Buccinasco, invece, sottoscrissero una lettera d’intenti che confermava la loro volontà a procedere sul percorso tracciato”.

Sempre nel 2015, con una “determina” (la 690/2015) cioè senza bando fu presentato al Ministero degli Interni il progetto condiviso con Villa Amantea. Tenuto conto che la “determina” non indica i criteri che hanno convinto l’amministrazione a scegliere Villa Amantea piuttosto che il Melograno perché la compilazione dell’atto fu affidata a un funzionario con poca esperienza nei servizi sociali? È sicura che nessuno le abbia suggerito la direzione da intraprendere?
“Nessun suggerimento, la dottoressa Amicarella aveva tutte le prerogative per fare una corretta valutazione.”

Quali criteri ha adottato visto che nella determina non vengono citati?
“I criteri non li conosco, ma ribadisco che aveva tutti gli elementi per fare la scelta. E poi, se l’altro concorrente, il Melograno, non ha fatto ricorso vuol dire che la procedura era ok”.

Appare singolare che non esista o non è stato prodotto, alcun documento che spieghi i motivi per cui è stata preferita Villa Amantea…
“Non esiste e non so perché, ma io mi fido dei funzionari del Comune di Trezzano”.

Non sarebbe stato più trasparente, dopo aver preso atto delle manifestazioni di interesse, indire un regolare bando al termine del quale assegnare l’incarico? Magari avrebbe perso l’aurea di affare targato Pd che adesso ha. O no?
“Se si accettasse questa logica, tutte le realtà che hanno espresso un amministratore pubblico, dalla Caritas alle associazioni di volontariato, non dovrebbero più partecipare a gare del Comune”.

Magari, non prima di cinque anni, come recita il regolamento comunale per la gestione dei beni sottratti alle mafie. Infatti, il 29 dicembre 2015, la giunta destinò un immobile che sorge in via Pitagora 4 a Trezzano, confiscato alle mafie, come luogo di residenza dei minori non accompagnati. Secondo il già citato regolamento comunale “non possono concorrere alla concessione comunità, associazioni, enti dei quali facciano parte amministratori o dipendenti comunali che ivi svolgano funzioni direttive, ovvero le abbiano svolte nel quinquennio precedente”. Perché non si è rispettato questo semplice principio?
“Noi non abbiamo “concesso” l’immobile a Villa Amantea. Se lo avessimo fatto, avremmo dovuto cederlo per 10 anni, e avremmo sbagliato. Abbiamo semplicemente messo a disposizione l’immobile all’attuazione del progetto, il cui bando durava solo un anno. A Novembre, infatti, abbiamo partecipato a un nuovo bando che è stato accettato e durerà per altri tre anni. In ogni caso l’immobile non poteva essere dato in concessione”.

Quanto vale in termini economici il nuovo progetto?
“390mila euro di trasferimenti statali più 20mila euro di contributi comunali all’anno”.

Per assistere quanti richiedenti asilo?
“Circa 14”.

Chi sono i vostri nuovi partner?
“Per questo nuovo percorso riservato ai minori, ha manifestato interesse solo Villa Amantea. C’è una quota che riguarda rifugiati adulti che è stata assegnata all’associazione Farsi prossimo”.

Secondo i firmatari dell'esposto alla magistratura, l’aver tenuto la disponibilità degli immobili in uso del comune appare un escamotage messo in atto unicamente per aggirare il regolamento. Nella sostanza, sottolineano, gli immobili sono in uso di Villa Amantea che li utilizza per le sue finalità o no? E il sindaco Bottero è stato o no il presidente di Villa Amantea nei cinque anni precedenti l’assegnazione?
“Non è un escamotage, queste sono le regole”.

Anche l’immobile messo a disposizione dal comune di Buccinasco, quello in via Nearco 6, è stato confiscato alle mafie. Anche quello è stato assegnato in uso al comune di Trezzano?
“Certo, lo ha dato solo perché si potesse realizzare il progetto”.

È vero che non esiste alcuno schema di convenzione che stabilisca l’uso di questi immobili da parte di Villa Amantea?
“Esiste un protocollo, che stabilisce le attività e che dovrà essere rielaborato sulla base dei contenuti del nuovo progetto”.

Nel 2016, la somma stanziata era di circa 340mila euro per assistere 12 minori non accompagnati. Si tratta di una cifra che ha provocato la reazione di molti lettori di pocketnews.it. Non le sembrano troppi circa 27/28mila euro all’anno per ogni minore?
“Non siamo noi che la stabiliamo, ma il Ministero dell’interno che eroga i fondi solo dopo la rendicontazione delle spese”.

Quanti degli assistiti hanno poi visto riconosciuto lo status di rifugiato politico o gli è stato concesso asilo?
“Non conosciamo gli esiti delle commissioni che si occupano del riconoscimento”.

 Secondo le statistiche neanche l’1 per cento, gli altri che fine fanno?
“Quando escono dal sistema di protezione molti si perdono sul territorio: è il limite dell’accoglienza in Italia. È il sistema generale che va migliorato e forse l’accoglienza diffusa è la soluzione migliore”.

Checché se ne dica, con il primo progetto e con il secondo, Villa Amantea potrebbe gestire in soli quattro anni quasi un milione e mezzo di euro per assistere una ventina di extracomunitari. La sensazione che purtroppo rimane sospesa nell’aria è che la sua presenza nella gestione degli immigrati sul territorio di Trezzano appare quantomeno inopportuna visto che Bottero ne era il presidente. È come se Trump una volta eletto capo della Casa Bianca facesse gestire la sanità americana dalle aziende di sua proprietà. Certo lui si è dimesso o si dimetterà, ma le ha trasferite o trasferirà ai figli. La puzza di conflitto d’interesse si sentirebbe ovunque.
“Nessun conflitto d’interesse: le aziende di Trump producono utili, Villa Amantea è un’associazione senza fine di lucro.”

Sarà senza fine di lucro, ma con un milione e mezzo di euro da gestire in quattro anni…

 

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