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Lunedì, 04 Febbraio 2019 10:51
L'intervista

Traffico e viabilità, quando la Polizia locale dà i numeri In evidenza

Parla Salvatore Mento, 59 anni, memoria storica dei vigili urbani di Trezzano. Dal 1979 è sempre stato in prima linea

Nella foto, Salvatore Mento, vicecomandante della Polizia locale di Trezzano durante l'intervista concessa a pocketnews.it Nella foto, Salvatore Mento, vicecomandante della Polizia locale di Trezzano durante l'intervista concessa a pocketnews.it

Diecimilesettecentoundici multe per infrazioni al codice della strada (incasso previsto: duemilioniduecentoventisettemila e spiccioli di euro). Centoquarantadue incidenti stradali, per fortuna senza vittime decedute. Dieci infortuni sul lavoro. Ventitré automobili rubate ritrovate e restituite.

Sono solo alcuni dei numeri iscritti al bilancio di un anno di lavoro, il 2018, svolto dalla Polizia locale di Trezzano.  pocketnews.it ne ha parlato con chi quel lavoro lo ha svolto sulla strada, tentando di risolvere piccole e grandi emergenze, qualche volta trovando la solidarietà dei residenti, altre volte critiche più o meno meritate.

Memoria storica

Salvatore Mento, 59 anni, è la memoria storica della Polizia locale di Trezzano. È entrato in servizio nel 1979 e tranne una parentesi vissuta a Buccinasco (dall’87 al ‘94), è sempre stato in prima linea. È vicecomandante con deleghe al personale, all’infortunistica stradale al traffico e alla viabilità. Ha due figli e un nipote e nel tempo libero allena la prima squadra del Nuovo Trezzano.

10711 verbali, in media, sono circa 30 multe al giorno. Quali sono i quartieri, le strade o i luoghi in cui transitano gli automobilisti più indisciplinati?
“In via Circonvallazione all’incrocio con via Roma, in piazza san Lorenzo, agli incroci della Nuova Vigevanese con via Garibaldi e al rondò che precede lo svincolo della Tangenziale Ovest. Poi via Indipendenza e largo Risorgimento”.

Una delle grandi emergenze di Trezzano è il traffico. Come si risolve?
“Il volume di auto che percorrono il territorio è enorme. Le due Vigevanesi, la statale 151 che da Zibido porta a Trezzano, le direttrici che dal sud ovest, da Gaggiano e Abbiategrasso, la direttrice di Cusago, riversano un fiume di vetture sulla Vecchia e Nuova Vigevanese. Se si aggiunge il traffico di attraversamento che ha un unico punto per superare il Naviglio (il Ponte Gobbo) si capisce come Trezzano rischi la paralisi a ogni minimo incidente. La soluzione? Investire sulla Tangenzialina, di cui si discute da quarant’anni, che da via Maroncelli  scavalchi la Nuova Vigevanese e la ferrovia, e colleghi la vecchia Vigevanese in entrambi i sensi”.

Per una nuova Tangenziale serve una montagna di soldi?
“Certo, la coperta è corta, come in ogni settore, ma è indispensabile una seconda via di accesso e di uscita dal paese. La vecchia idea di trasformare la linea ferroviaria Milano Mortara in una linea di metropolitana leggera di superficie, con un grosso parcheggia a Gaggiano o ad Abbiategrasso, avrebbe aiutato a smaltire il traffico adesso congestionato”.

Gli svincoli della Tangenziale ovest riversano su Trezzano un fiume di automobili, oltre a provocare numerosi incidenti stradali. È nato un comitato che chiede di metterli in sicurezza. È una richiesta che merita attenzione?
“Certo! Gli svincoli erano stati tarati per volumi di traffico decisamente inferiori rispetto agli attuali. Oggi, effettivamente, riuscire a entrare o uscire e immettersi sulle Vigevanesi è difficoltoso. Modificarli, ampliarli o trasformarli, però, non è una scelta che può fare l’amministrazione comunale. Le competenze sono di altri. Una soluzione per alleggerire il traffico potrebbe essere l’apertura di un nuovo svincolo sul territorio di Buccinasco, avanzata qualche anno fa. Eviterebbe che Trezzano sia invasa da Tir che vanno e vengono nella zona industriale alle spalle dell’ex Ivisc. Putroppo, Buccinasco, in passato, si è sempre opposta a questa soluzione”.

Qual è l’organigramma della stazione di Polizia locale di Trezzano?
“Ci sono 13 agenti più un vicecomandante e un comandante che garantiscono il servizio dalle 7,30 alle 20 di ogni giorno. La domenica e i festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18”.

È un numero sufficiente per assolvere tutti i compiti affidati?
“Siamo sotto organico. Basti pensare che nel 1979 eravamo in 19 e servivamo una popolazione inferiore e problematiche diverse. Oggi servirebbero almeno altre 4 – 5 risorse da suddividere sui tre turni di lavoro. Purtroppo le norme sul blocco delle assunzioni previste dell’ex patto di stabilità hanno impedito, sin ora, di poter procedere a nuove assunzioni”.

Nel 2018 avete fatto verifiche su una quarantina di attività commerciali, una decina in cantieri edili, su una settantina di veicoli abbandonati. Che cosa è emerso dalle verifiche delle attività commerciali?
“I controlli riguardavano verifiche amministrative, la corretta applicazione delle norme sui saldi, sulle regole della corretta concorrenza, sui cartellini dei prezzi. In quest’ambito non c’è stato nulla di davvero rilevante”.

Lei è anche coordinatore della Protezione civile. A Trezzano c’è la Brenntag, un’azienda ad alto rischio incidente. Come si convive con una realtà di questo tipo e che problemi causa alla Polizia locale?
“Dal punto di vista di eventuali emergenze, siamo stati chiamati in causa poche volte, ma quando è capitato siamo intervenuto in forze per appurare le necessità. Per fortuna non si è mai verificato un incidente grave. All’interno dell’azienda i controlli sono delegati all’Arpa, noi possiamo solo accertare se le disposizioni indicate vengano adottate. Per quanto riguarda il transito dei tir che trasportano sostante pericolose, effettuiamo dei controlli grazie alle nostre pattuglie, ma forse avrebbe maggiore effetto una circolare prefettizia che imponesse il transito dei mezzi pesanti in specifiche fasce orarie”.

La Polizia Locale ha anche compiti di ordine pubblico. Si parla di dotarle di bodycam e taser. Cosa ne pensa?
“Siamo ausiliari di pubblica sicurezza e interveniamo su molti aspetti in quest'ambito. Certo ogni innovazione tecnologica che aiuti a svolgere meglio il nostro lavoro è la benvenuta. Per quanto riguarda il taser è e rimane un’arma. Oggi è in fase di sperimentazione. Va testata e va capito a chi affidarla, oltre all’uso che se ne può fare”.

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