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Giovedì, 10 Gennaio 2019 11:26
Ambiente e Sicurezza

Brenntag: lo spettro del disastro si aggira per Trezzano

É necessario almeno ridurre il rischio rappresentato dalle autocisterne cariche di materiali chimici altamente pericolosi e infiammabili, e sono decine al giorno, dirette in via Boccaccio

Autocisterne colme di materiali chimici pericolosi o altamente infiammabili che vanno e vengono. Silos installati più di venti o trenta anni fa che, nonostante gli aggiornamenti, non offrirebbero assolute garanzia di tenuta. La possibilità di incidenti dalle conseguenze catastrofiche, sempre dietro l’angolo.

Il quadro

È un quadro desolante quello che emerge dall’analisi della presenza della Brenntag, l’azienda “a rischio di incidente rilevante” che sorge in via Boccaccio 3 a Trezzano, a poche centinaia di metri da una scuola e nel cuore di un quartiere ad alta densità residenziale. pocketnews.it ha pubblicato l’8 gennaio appena trascorso, l’atto di accusa dei vigili del fuoco sulle responsabilità dell’azienda sull’ultimo incidente occorso all’interno del sito (leggi qui). Oggi registra un nuovo capitolo.

La lettera

Lo ha sottoscritto l’Unione dei comitati di quartiere che un paio di giorni prima di Natale ha inviato una lettera all’amministrazione locale con la quale “A fronte del grosso pericolo che la Brenntag rappresenta per tutti gli abitanti di Trezzano”, segnala, ancora una volta, “una serie di interventi e procedure che l’Ente Pubblico può porre in essere”.  Si tratta di poca cosa rispetto alla necessità che la Brenntag lasci Trezzano e si trasferisca in un sito isolato, lontano da centri abitati, che dovrebbe essere l’obiettivo di qualunque amministrazione attenta e che tuteli davvero la salute e la sicurezza dei residenti. Adottare i provvedimenti suggeriti, potrebbe essere un segnale che la musica è cambiata, ripetto a un passato fatto di inerzia.

Divieto di circolazione

Cosa suggerisce l’Unione dei comitati di quartiere? Beh, innanzitutto ridurre il rischio rappresentato dalle autocisterne, e sono decine al giorno, che transitano sulle strade di Trezzano dirette in via Boccaccio. “Per attenuare le possibilità di pericoli alla collettività e dare un segnale all’azienda – è scritto nella lettera - sarebbe opportuno vietare la circolazione  dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 17 alle 19 (negli orari di punta del traffico ndr) ad autobotti contenenti liquidi pericolosi o infiammabili e camion con materiale chimico. Si ritiene inoltre indispensabile che il sindaco emetta una ordinanza per vietare l’accesso delle autobotti contenenti liquidi pericolosi o infiammabili nel centro storico e di conseguenza nella via Treves”.  

Il rischio ferrovia

Tra gli altri pericoli, il sito Brenntag è attraversato dalla linea ferroviaria Mortara – Milano. Nessuno osa immaginare cosa accadrebbe in caso di incidente ferroviario con ricadute all’interno dell’area occupata dai silos di stoccaggio dell’azienda. Il Comitato si domanda se sono mai stati effettuati controlli sul rispetto delle leggi vigenti, soprattutto se vengono rispettate “le  distanze tra binari e le aree di stoccaggio dei materiali pericolosi all’interno dell’azienda”.

La relazione

A questo proposito è illuminante la relazione di vigili del fuoco che addebita la responsabilità dell’incidente avvenuto nel 2012, a filo spinato sistemato abusivamente dall’azienda a contatto con due garitte metalliche che proteggono apparecchiature elettroniche determinanti per la regolazione della circolazione dei treni. Le scintille di un corto circuito attaccarono decine di bidoni che, secondo l’azienda, erano stati sistemati in quell’area in attesa di essere lavati. Il problema è che se avessero innescato l’incendio delle 7.500 tonnellate di materiali infiammabili stoccate nei silos di via Boccaccio, l’intero quartiere Boschetto sarebbe sparito

Sorveglianza

Il Comitato ha chiesto anche “sopralluoghi periodici e senza preavviso della Polizia Municipale sia nei pressi degli ingressi, sia all’interno dell’azienda con successive relazione sulle situazioni riscontrate”  e di “effettuare almeno due volte all’anno carotaggi da porre a confronto con quelli di Arpa e delle certificazioni dell’azienda".

Bonifica di via Galimberti

La Brenntag ha anche un ingresso in via Galimberti. Secondo il comitato “E’ indispensabile e urgente che il sindaco emetta una ordinanza di bonifica dell’area esterna che si trova in prossimità della recinzione e del passo carraio di ingresso dove sono presenti arbusti, tronchi di grosse dimensioni, materiale da cantiere, lastre di amianto abbandonate, erba alta, bottiglie di plastica e immondizie di vario genere”. Se inconsapevolemente del pericolo presente, fossero incendiate… Sempre l’ingresso Brenntag di via Galimberti “è incredibilmente sprovvisto di illuminazione esterna tanto da essere utilizzato da coppiette, tossici e spacciatori."  L’area non può continuare ad essere buia. Cosa si aspetta a illuminarla? 

Insegna esterna

Cusiosa è la questione delle insegne della Brenntag. Ce n’è una piccola, quali invisibile sul cancello d’ingresso del deposito all’angolo tra via Boccaccio e via Pergolesi. Poi più nulla. Nulla che indichi la sua presenza, nulla che indichi la sua pericolosità. Secondo il Comitato è  “indispensabile imporre la collocazione di una insegna esterna con logo BRENNTAG che identifichi l'accesso dei camion in arrivo. Assurdo che una azienda a grande rischio non abbia esposto il nome e non la si possa identificare”.

Nessuna segnalazione

Continua il documento del Comitato “Oltre ad essere anonima senza scritte e senza indicazioni precise per l’ingresso dei mezzi, la Brenntag è anche sprovvista dei cartelli esterni che indichino la pericolosità. Questo tipo di segnaletica è necessario in quanto identifica la pericolosità dell'azienda e ne informa i cittadini, è da considerare parte dell'informazione obbligatoria per legge". Senza cartelli è cose se la Brenntag non esista. Peccato che, invece, ci sia e che continui a essere classificata "a richio incidente rilevante".

1 commento

  • Link al commento Stefano Aggradi Giovedì, 10 Gennaio 2019 12:44 inviato da Stefano Aggradi

    È dagli anni sessanta che in quel sito vengono trattati prodotti chimici infiammabili e pericolosi eppure si è costruito attorno ogni genere di residenziale. Sono d'accordo che Brenntag si impegni al massimo per garantire la sicurezza dei cittadini confinanti ma l'assurdo si è consumato con i piani regolatori degli ultimi cinquant'anni e nessuno lo dice. Saluti a tutti

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