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Sabato, 15 Dicembre 2018 15:25
Il progetto

Marchesina, presentato il piano della rinascita. Con un neo

Il progetto per la riqualificazione della ex Demalena prevede la realizzazione di quattro fabbricati con al centro spazi verdi privati, circondati da spazi aperti ai residenti del quartiere, che però temono i problemi creati dal traffico

Nell'immagine, il render del nuovo quartiere che sorgerà sull'area dell'ex Demalena nel cuore del quartiere Marchesina a Trezzano Nell'immagine, il render del nuovo quartiere che sorgerà sull'area dell'ex Demalena nel cuore del quartiere Marchesina a Trezzano

38 milioni di euro di investimento complessivo, quattro palazzine per un totale di 180 appartamenti, negozi, un centro commerciale ritagliato a misura di quartiere. E poi aree dedicate al verde con la piantumazione di essenze autoctone, parcheggi. Una meraviglia, con un grosso punto interrogativo: la viabilità.

 La rigenerazione

È stato presentato ieri sera, il piano che dovrebbe “rigenerare” l’area ex Demalena, la fabbrica abbandonata che sorge nel cuore del quartiere Marchesina, a Trezzano. Un piano illustrato dall’architetto Raimondo Campanini per conto della L.C. spa, una delle aziende dell’imprenditore edile trezzanese Concolino.

Il progetto

Il progetto prevede la realizzazione di quattro fabbricati con al centro spazi verdi privati, circondati da spazi verdi fruibili dai residenti del quartiere, con porticati sotto cui si apriranno le vetrine degli spazi commerciali. I lavori dovrebbero partire la prossima primavera, dopo l’analisi dei materiali recuperati con dei carotaggi decisi per capire che tipo di bonifica l’area richiede.

La bonifica

Non bisogna dimenticare che dalle coperture dei capannoni abbandonati è stato già rimosso l’amianto e che le volte degli stessi capannoni sono sostenuti da tiranti che hanno come componente principale lo stesso amianto. Le case saranno tutte in classe energetica A, in cui la funzione del verde sarà fondamentale sia per chi ci abiterà, sia per chi vivrà nei dintorni. Una specie di “Bosco in città” di dimensioni più limitate, sviluppato in ampiezza invece che in altezza.

Gli oneri

Da questa operazione il comune dovrebbe incassare circa 2 milioni e seicentomila euro di oneri che saranno spesi in opere pubbliche (ripristino di Largo Pertini, del parcheggio che serve il Centro socio culturale, nella rimozione dell’amianto dai muri della scuola di via Giacosa, nella realizzazione di un parco giochi e di una nuova aula nella scuola materna. Secondo Fabio Bottero, il sindaco, l’operazione Demalena “è la ripartenza del quartiere Marchesina, una ripartenza che avviene dopo anni di attesa e dopo un percorso articolato necessario per individuare il miglior progetto possibile”. Ci vorranno almeno dieci anni perché venga concluso.

Il neo viabilità

Nella piantina, tratteggiato in rosso il senso di marcia delle auto in uscita o in ingresso nel nuovo insediamento

Tutto meravigliosamente bello. Peccato che la soluzione prospettata per smaltire il traffico che un insediamento di quelle dimensioni proporrà, non ha convinto molti dei presenti, soprattutto i rappresentanti del quartiere Marchesina che da anni si battono affinché il comune adotti soluzioni che allievino i problemi causati dal traffico di attraversamento, dalle auto delle persone che già abitano la zona e dalle strade invero strette dell’intero quartiere.

La rotatoria

La proposta prevista dal piano presentato dall’architetto Campanini prevede la realizzazione di una specie di rotatoria che abbia al centro il nuovo insediamento con un senso unico di circolazione (Via Matteotti, via Lazzati, Via Virgilio o una parallela di nuova realizzazione) che permetta lo smaltimento del traffico generato dai nuovi residenti. Il problema è che già oggi, via Marchesina, Via Matteotti, via Costa, Via Lazzati sono intasate di auto che la mattina fanno fatica ad immettersi sulla vecchia Vigevanese o ad accedere alla Tangenziale.

Partire dalle fondamenta

Secondo Crisina D’Alessandro, infatti, “Il comitato è favorevole alla riqualificazione, ma per costruire qualsiasi cosa è necessario partire dalle fondamenta e le fondamenta di un nuovo quartiere sono proprio la viabilità che, nel caso della Demalena, è già oggi insufficiente. “Senza soluzioni alternative – ha concluso -, il nuovo insediamento, creerà problemi ancora maggiori”. Gli stessi concetti sono stati ribaditi da Giorgio Villani del Circolo che riunisce i comitati di quartiere di Trezzano e da Giuseppe Russomanno, consigliere comunale di Controcorrente.

La replica

A tutti ha risposto il sindaco Bottero, secondo il quale la sua amministrazione è aperta a soluzioni fattibili alternative a quelle presentate, che indichino anche con quali risorse possono essere realizzate. E qui casca l’asino. Per una vera rivoluzione viabilistica servono talmente tanti soldi che difficilmente si potrà realizzare qualcosa di diverso da quello proposto dall’architetto che ha illustrato il progetto.

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