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Mercoledì, 05 Dicembre 2018 18:36
La trattativa

Crisi ex Sidis, ceduti 15 supermercati ma Trezzano rimane al palo In evidenza

L’incontro è avvenuto al Ministero dello Sviluppo Economico: alla presenza del sottosegretario Davide Crippa, sono stati stipulati due contratti preliminari di compravendita per la cessione di diversi punti vendita ad operatori del settore

Nella foto, l'Iperdì di Trezzano chiuso da più di un mese Nella foto, l'Iperdì di Trezzano chiuso da più di un mese

Sono stati stipulati l’altra sera i primi contratti per la cessione di alcuni rami d'azienda. È la prima buona notizia dall’inizio della crisi dell’Iperdì e Superdì che ha portato alla chiusura di decine di punti vendita e alla cassa integrazione per 670 lavoratori, tra cui una ventina solo a Trezzano.

Due contratti

L’incontro è avvenuto al Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del sottosegretario Davide Crippa, la proprietà della società Gruppo Commercianti Associati Generalmarket Srl ha stipulato due contratti preliminari di compravendita per la cessione di diversi punti vendita ad operatori del settore. Tra questi c'è anche quello di Rho ceduto a Italmark, assieme ad altri nove sparsi in tutta la Lombardia.

Mistero su un terzo acquirente

Nessuno degli operatori (l’altro è Maxi Di)ha presentato un’offerta per quello di Trezzano, che rischia di rimanere al palo. La cessione dovrebbe, inoltre, riguardare il passaggio alle dipendenze degli acquirenti di 308 lavoratori. Secondo alcune indiscrezioni, non confermate da fonti ufficiali, sarebbero in corso incontri finalizzati alla cessione di altri 10 punti vendita (nei quali sarebbero occupati circa 217 dipendenti) con un’altra importante società commerciale.

Concordato fallimentare

Rientrerebbe in questa trattativa, condotta, si dice, da il Gigante, anche Trezzano.Ma, al momento non c’è nulla di certo. Il problema è che martedì, l’azienda proprietaria dell’Iperdì di Trezzano, è stata posta in concordato fallimentare (scadevano i termini). Le trattative, in questo caso certamente potranno andare avanti, ma devono sottostare all’approvazione del giudice che dovrebbe vagliarle e valutarle tenendo conto delle esigenze dei creditori dei vecchi proprietari.

Stipendi pagati sì, stipendi pagati no!

I sindacati intanto, hanno fatto sapere che fra le condizioni contrattuali stabilite dal passaggio dei 15 negozi a Italmark Srl ed a Maxi Di Srl ci sarebbe anche l’accollo degli ultimi due mesi di retribuzione non corrisposta. A questo proposito il fatto che i lavoratori dipendenti delle altre società riconducibili alla stessa proprietà non abbiano ancora percepito gli stipendi di agosto, settembre ed ottobre (e fra qualche giorno anche quella dello scorso mese di novembre) ha spinto i sindacati a chiedere lo stesso trattamento “per tutti i lavoratori comunque facenti parte di uno stesso gruppo”.

Triste Natale

Al riguardo, un allarme parte proprio da Trezzano. Secondo Giuseppe Sellino, uno dei lavoratori colpiti dalla chiusura dell’Iperdì, nonostante l’accordo siglato per la messa in cassa integrazione dei dipendenti del supermercato, nelle sue tasche e in quelle dei suoi colleghi non è ancora arrivato un solo centesimo né di stipendio e nemmeno delle somme previste dalla cassa integrazione stessa. Che triste Natale.

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