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Lunedì, 12 Novembre 2018 13:27
La polemica

Chiara Crosti; “Io non sono cambiata, è cambiato il M5s”

Lettera aperta del neo-consigliere comunale di Trezzano accusata dai militanti del Movimento 5 Stelle di aver usurpato il seggio di Guido Nani

Nella foto, Chiara Crosti, compagna dell'ex assessore alla Cultura di Trezzano e neo consigliere comunale Nella foto, Chiara Crosti, compagna dell'ex assessore alla Cultura di Trezzano e neo consigliere comunale

Egregio direttore,

L’attuale Movimento 5 stelle di Trezzano definisce sfregio l’aver accettato un incarico istituzionale che sono stata chiamata a ricoprire secondo i termini della legge e che mi sono proposta di svolgere con il massimo impegno per portare sempre al centro delle discussioni l’interesse dei cittadini e null’altro. Sì è proprio così, da un lato si difende la costituzione a spada tratta ma poi si insulta e si cerca di far sentire a disagio chi si offre per rispettarla con responsabilità. Un altro segno della perdita di coerenza con la mission iniziale!

Offro il mio contributo al paese in cui sono nata e vissuta, per migliorarlo, per creare rete con altri comuni, portare nuove attività, mi dedico a questo non solo attraverso la politica ma anche attraverso comitati di quartiere e collaborando con associazioni culturali, contribuendo a creare eventi culturali in diversi comuni del nord Italia.

Come ho dichiarato nel mio intervento in consiglio comunale, mi sono allontanata dal Movimento 5 stelle trezzanese perchè l’ingresso di attivisti diversi da quelli che si sono candidati in lista hanno utilizzato la mia posizione personale per mettermi in cattiva luce e volutamente spostato l’attenzione dei lavori verso una continua caccia alle streghe, mentre invece le idee che ci accumunavano in campagna elettorale erano quelle di lavorare su proposte concrete per il territorio; tutto questo è stato disatteso e a sentirmi tradita dal movimento Trezzanese sono io, così come gli altri cittadini che mi hanno votato in quella campagna elettorale che ci portò a guadagnare due seggi, uno poi svanito a causa dell’apparentamento a sorpresa tra Lega Nord e Controcorrente.

Gli intenti rivolti alla partecipazione democratica dei cittadini nel progetto e nella gestione del bene comune, che hanno caratterizzato il Movimento 5 Stelle all’inizio e che mi hanno convinta a dedicare tanti sforzi in campagna elettorale, qui a Trezzano sono stati messi da parte, gli attivisti hanno voluto praticare una politica di pura contestazione fine a se stessa, senza più proporre ai cittadini incontri per progettare azioni propositive sul territorio e per far dialogare cittadini e istituzioni come è stato fatto insieme nel primo anno di attività; molti gruppi 5 stelle sono esemplari nell’organizzare questo tipo di incontri, basta prenderne esempio da loro o chiedere il loro aiuto.

Si è parlato inoltre di etica, secondo la quale avrei dovuto lasciare il posto a qualcun’altro, anche se gli stessi attivisti, prima che accettassi l’incarico, mi avevano informato che nessuno degli aventi diritto dopo di me avrebbe accettato e che quindi quel posto sarebbe rimasto vuoto, questo è rispetto del voto? Proprio due dei componenti di quel gruppo che adesso si presenta così compatto, quando ci siamo incontrati hanno mostrato assoluto disinteresse su quale sarebbe stata la mia decisione in merito all’incarico e sulle sorti del Movimento trezzanese, informandomi che erano inattivi e che alcuni non si vedevano da più di un anno, la conferma l’ho avuta quando ho chiesto loro un indirizzo mail a cui inviare un mio messaggio ma si è rivelato un indirizzo inattivo, anche il sito web è risultato inattivo.

Sono poi riuscita a fargli recapitare il messaggio ma non ho mai avuto nessuna risposta. Perchè non mi hanno contattato nei giorni prima della mia accettazione dell’incarico? Perché aspettare invece di comunicare i loro intenti solo a posteriori attraverso comunicati stampa e annunci pubblici? Non ho mai mostrato chiusura nei loro confronti, bastava contattarmi e parlarne invece di attaccarmi pubblicamente solo dopo, a cose fatte.
E’ proprio per motivi etici che ho deciso di accettare l'incarico, per portare di nuovo l’attenzione sulla mission con la quale il Movimento 5 stelle di Trezzano si era presentato ai suoi elettori e per la quale è stato votato.

Nel Movimento il consigliere assume la figura di portavoce, non avrei mai potuto farmi portavoce di attivisti che non hanno condiviso i principi che ci hanno portato a candidarci e che addirittura dichiarano serenamente e ripetutamente la propria ammirazione verso il Duce. Ritengo inoltre un commento sessista quello del consigliere Russomanno che ipotizza che il mio libero arbitrio sia stato completamente fagocitato dal mio compagno. Non c’è nello statuto del movimento la regola di accoppiarsi solo con i propri simili di “partito”, vietato sposare qualcuno che non la pensa come noi politicamente? Inoltre il mio compagno non possiede alcuna tessera politica e si è iscritto ad una lista civica. 

Fantasiosa anche l’ipotesi dell’incarico di Assessore concesso dal Sindaco come favore alla sottoscritta, non conoscevo né il Sindaco né tanto meno il mio compagno quando è stato investito dalla carica di Assessore che oggi non ricopre nemmeno più; le nostre vite si sono incontrate quasi un anno dopo, quando gli chiesi un colloquio per parlargli di cultura sul territorio e lui non esitò a rendersi disponibile ad un incontro conoscitivo! Rimangono quindi argomentazioni da salotto, utilizzate per vociferare, tipiche di chi non ha argomenti; sono segni allarmanti e demenziali che contraddistinguono coloro che nutrono la loro cultura solo leggendo riviste scandalistiche durante l’attesa noiosa in qualche salottino di un luogo pubblico, oppure sdraiati sul divano facendo zapping tra quelle emittenti televisive che trasmettono programmi di clamore.

Ho dismesso le vesti del Movimento 5 stelle per richiamare l’attenzione su quello che sarà il Movimento 5 stelle trezzanese, indipendentemente che sia rappresentato ufficialmente in Consiglio o meno. Invito nuovi veri attivisti a creare un gruppo di lavoro che possa presentarsi per le nuove elezioni che si terranno tra pochissimi mesi, portando al centro delle discussioni tematiche coinvolgenti, di stimolo per far crescere il territorio. Ritorniamo a fare politica spinti da una reale volontà di attivare soluzioni e instaurando un dialogo collaborativo con i cittadini ma anche nei confronti delle Amministrazioni in cui i rappresentanti politici sono eletti.

Non bisogna pensare alla politica solo come momento di ostruzione contro qualsiasi potere costituito. Impariamo a dialogare e a inventare soluzioni ai bisogni e alle necessità che oggi devono trovare il giusto equilibrio tra la dimensione locale e quella globale. Pensiamo a Trezzano come ad un contesto inserito in un sistema ampio, europeo, mondiale. Lo sviluppo del territorio è possibile solo se vengono comprese le dinamiche di internazionalizzazione: oggi l’ONU ci pone per la sostenibilità del pianeta e del genere umano, obiettivi chiari, approvati e confermati a Parigi nel 2015 da 183 Nazioni, dichiarati nell'articolato programma di trasformazioni previsto dall'agenda 2030 e sintetizzati in 17 punti, partiamo da lì!

E' necessario operare con la consapevolezza che ogni nostra scelta e decisione impatta sempre in aspetti interrelati, è necessario riportare gli equilibri planetari a partire dalla propria città e dal proprio quartiere, ma con la consapevolezza che oggi siamo tutti interconnessi globalmente anche nelle più piccole attività che facciamo nella vita di tutti i giorni. Al primo posto della trasformazione ci sono i cittadini. Loro sono il soggetto delle politiche di cambiamento sociale, ambientale, economico. Loro devono essere informati e responsabilizzati perchè diventino partecipi del cambiamento.

Se si vuole fare la politica del cambiamento le tematiche alle nostre riunioni devono cambiare, pensare globale e agire locale (Think globally, act locally). Infine un messaggio riguardo l’attacco subito al mio profillo Facebook in questi ultimi giorni: Giudici di Facebook, nascosti dietro slogan preconfezionati poco metabolizzati, intimidatori e fautori del cyber bullismo riguadagnatevi il titolo di attivisti altrimenti a breve finiranno per chiamarvi squadristi.

Chiara Crosti

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