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Martedì, 30 Ottobre 2018 15:32
Il caso del giorno

Una maschera in carbonio per continuare a correre e giocare

Federico Di Davide aveva subìto la frattura della parete orbitale dopo uno scontro fortuito in allenamento. L'intervento del Centro ortopedico Ocs di Trezzano gli ha permesso di riprendere l’attività sportiva: eccome come

Nella foto, Jonathan Mezzela, tecnico ortopedico Ocs di Trezzano e, con la maschera protettiva, Federico Di Davide, centrocampista del Gaggiano Nella foto, Jonathan Mezzela, tecnico ortopedico Ocs di Trezzano e, con la maschera protettiva, Federico Di Davide, centrocampista del Gaggiano

Un allenamento stava per tramutarsi in un incubo per un centrocampista dell'Accademia Gaggiano, che milita nel campionato di Promozione lombarda. Lo scontro fortuito con un compagno di squadra gli ha causato la frattura della parete orbitale inferiore. Inevitabile l'intervento chirurgico all'ospedale Fatebenefratelli di Milano per ridurre la frattura, con l'applicazione di una placca in titanio. Il calciatore rischiava di stare fermo per circa sei mesi, il tempo necessario all'osso per completare la guarigione. Invece, da due domeniche, l'atleta scende regolarmente in campo.

Prima il calco, poi il carbonio su misura

Non è un miracolo. Il merito è di una maschera in carbonio realizzata su misura dal Centro ortopedico Ocs di Trezzano, contattato dallo staff medico della società gaggianese. “Abbiamo fatto il calco in gesso del volto del calciatore e successivamente abbiamo realizzata la maschera che consente di “scaricare” la zona infortunata – spiega Jonathan Mezzela, tecnico ortopedico del centro che ha sede in piazza San Lorenzo -. Il materiale utilizzato nell'occasione è leggero, ultraresistente, e consente il proseguimento dell'attività agonistica. Offriamo questo tipo di servizio anche in conseguenza di fratture al setto nasale, alle ossa sopracigliari e degli zigomi, così da evitare eventuali problemi derivanti da pallonate o contatti, come accade nel calcio ma anche in altri sport, soprattutto di squadra.”

“Maschera comoda, un sollievo”

Come risponde l'atleta alle sollecitazioni? “La maschera è molto comoda  - spiega Federico Di Davide, protagonista di questa storia – e la porterò almeno per il resto del campionato. Non ho ovviamente l'ampia visuale come a occhio nudo, ma poco importa perché per me è già tanto continuare a giocare senza alcuna paura di ricaduta. La placca che mi è stata applicata sarà assorbita dal tessuto osseo in un arco temporale compreso fra uno o due anni.” ?

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