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Venerdì, 19 Ottobre 2018 11:23
Il caso del giorno

Sentenza Largo Risorgimento, lettera aperta al sindaco di Giorgio Villani

A proposito delle affermazioni di Fabio Bottero apparse su  “pocketnews.it” e il quotidiano “Il Giorno” in merito alla sentenza della Corte di Appello (leggi qui) che ha condannato il comune di Trezzano al pagamento dei danni a 52 condomini che abitano nell'area Risorgimento/Indipendenza

La corte di Appello di Milano ha condannato il comune di Trezzano a risarcire i danni a 52 famiglie che abitano in Piazza Risorgimento/via Indipendenza La corte di Appello di Milano ha condannato il comune di Trezzano a risarcire i danni a 52 famiglie che abitano in Piazza Risorgimento/via Indipendenza

Caro sindaco, nel'articolo pubblicato da pocketnews.it, lei ha affermato che “Abbiamo la serenità di aver compiuto tutti i passi necessari a tutela della comunità” e ancora: “Abbiamo anche tentato una mediazione”. Sapere che le 52 famiglie si erano sobbarcate di una spesa di oltre 120.000 euro, sapere che quell’importante importo (i soldi erano loro e non della comunità) con il trascorrere del tempo, con ogni probabilità, non sarebbe servito a nulla senza quel successivo intervento del comune bloccato dallo stesso sindaco (dichiarazione degli ingegneri che hanno curato il lavoro) e sapere di aver dato il via al ricorso in Appello senza neppure proporre un incontro con gli sfortunati attori di questa deplorevole vicenda causata dalla squinternata organizzazione del comune; sapere questo e affermare di essere “sereno” sembra, lo consenta, una provocazione al buon senso.

Chi ha barato?

E dell’ "abbiamo anche tentato una mediazione" cosa dire? Che certe ambigue affermazioni tendenti a scaricare su altri le proprie colpe non giovano a nessuno. A barare su questa vicenda non sono certamente state quelle 52 famiglie costrette a rivolgersi alla magistratura per difendersi dall’arroganza e dall’incapacità del potere locale. Se i costi di questa vicenda si sono triplicati la colpa è stata ed è solo ed esclusivamente di chi invece di effettuare i lavori ha deciso di ricorrere in Appello provocando, per giunta, anche l’ammaloramento degli interventi effettuati dai condomini.

La convezione scaduta

La sua mediazione, signor sindaco, è consistita nel negare nella forma più perentoria ogni accordo su quella convenzione (scaduta nel 2004) che consentirebbe di confermare quanto concordato dai suoi predecessori e cioé il rapporto tra pubblico e privato sia sulla manutenzione ordinaria e straordinaria di parte della via Indipendenza e di Largo Risorgimento, sia e soprattutto sul transito delle 25.000 vetture; convenzione che ha un preciso nome: utilizzo di un’area privata ad uso pubblico. Convenzione che Lei si rifiuta persino di discutere in spregio alle sentenze del Tribunale e alle sollecitazioni delle famiglie.

Proposta azzardata

Non solo ma prima in modo diretto e poi attraverso i suoi legali (sempre a poche settimane dal giudizio) si è persino azzardato a proporre l’esecuzione dei lavori alle famiglie, stabilendo, (si perché scaricare tutte le responsabilità su chi ha subito e sta subendo il sopruso è troppo poco) di versare il 50% come acconto prima dei lavori, previa esibizione di un capitolato delle opere redatto dall’impresa incaricata e ovviamente conforme a quello redatto dal Ctu (prima lo disconoscete non effettuando quanto ha proposto al Giudice poi lo richiamate in causa sui lavori che chiedete di fare ad altri; incredibile!) ed il restante 50% come saldo a fine lavori su presentazione di rendiconto da parte delle famiglie e verifica della effettiva esecuzione di quanto fatto da parte dei tecnici del comune.

Dichiarazioni dubbie

Caro sindaco, quando i problemi sono delicati e ci sono famiglie che hanno fatto enormi sacrifici economici per risolverli, non si può scherzare e neppure fare dichiarazioni dalla dubbia interpretazione. Si ricordi che in questi casi il silenzio è d’oro.

Giorgio Villani

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