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Giovedì, 20 Settembre 2018 13:23
Il caso del giorno

Trezzano, residenti si ribellano alla puzza prodotta da un’azienda farmaceutica In evidenza

Sono decine gli abitanti del quartiere Boschetto che si sono rivolti in comune affinché intervenga e risolva una situazione che sta diventando insostenibile

L'esterno della Siit, con nel riquadro il cortile interno della fabbrica farmaceutica L'esterno della Siit, con nel riquadro il cortile interno della fabbrica farmaceutica

L’odore acre penetra nelle narici e non ti abbandona più. Impregna gli abiti e le pareti delle case. Diventa nauseante.  Pian piano invade tutto il quartiere Boschetto: via Boccaccio, via Ariosto, via Edison, via Pergolesi. A volte, secondo le condizioni meteo si propaga sino alla scuola di via Annibal Caro e va oltre.

Fabbrica inquietante

Sono decine i residenti che si sono rivolti in comune affinché intervenga e risolva una situazione che sta diventando insostenibile.  Secondo la stragrande maggioranza, la puzza si leva da una delle più inquietanti (almeno dal punto di vista architettonico) fabbriche costruite a Trezzano, la Siit (produce integratori alimentari e dispositivi medici), che si affaccia su via Boccaccio come un gigantesco cubo in cemento attraversato da tubature in cui scorre chissà che cosa.

Senza vie di fuga

Sono mesi che, periodicamente, la puzza invade il quartiere. Sin dallo scorso luglio, però, la situazione sembra essere degenerata. Ci sono serate in cui è tutto tranquillo e serate in cui “ci viene da vomitare” come afferma chi ci abita nelle immediate vicinanze. L’odore arriva e poi sembra stagnare negli ambienti che invade, rendendo quasi impossibile soggiornarvi. Il bello è che non ci sono locali in cui ci si può rifugiare.

Guasto al sistema produttivo

Il sindaco Bottero ha tentato di tranquillizzare tutti e sui social su cui la questione sta assumendo carattere virale ha scritto: “Nei giorni scorsi ho incontrato i rappresentanti di una azienda del quartiere. Mi hanno confermato che il problema di fine agosto inizio settembre è stato causato da un guasto al sistema produttivo. Preciso che l'odore percepito non era stato generato da componenti chimiche sintetiche”

Agenti in putrefazione

L’odore, infatti, sarebbe stato generato da alcuni agenti naturali utilizzati in una delle produzioni della Siit che invece di essere smaltiti dai depuratori interni, sono andati in putrefazione. La loro decomposizione avrebbe provocato i fumi che poi si sono diffusi nel quartiere. Il sindaco ha aggiunto: “I responsabile dell’azienda, mi hanno anche spiegato che in pochi giorni il problema era stato risolto come avrete potuto verificare non sentendo più odori. Verificheremo questo nuovo caso che potrebbe derivare anche da altri siti”.

Il focolaio

Il problema è che la puzza è sempre la stessa. Ha le stesse modalità di diffusione e gli stessi odori. Difficile che provenga da altri siti. In via Ariosto, in via Pergolesi, in via Boccaccio abitano centinaia di residenti. Nella stessa via Boccaccio, c’è un edificio in cui vivono alcune famiglie, che si affaccia sul cortile della Siit. La stragrande maggioranza è concorde il focolaio si sviluppa proprio lì. A pocketnews.it Bottero ha sottolineato : “Ho chiamato l’amministratore delegato della Siit, che ha attivato subito i suoi ingegneri. In questo momento si stanno facendo delle verifiche sui pozzetti, e controlli sulla fognatura in cui vengono convogliati i residui depurati delle lavorazioni”. Appena saranno pronti, i dati saranno resi pubblici.

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