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Lunedì, 23 Luglio 2018 16:32
Dopo l'assoluzione

La rinascita dell’ex assessore Osnato: da imputato a deputato In evidenza

L’ex titolare del Bilancio e della Sicurezza Urbana del comune di Trezzano, dopo sette anni vissuti con sul capo, l’accusa di aver manipolato una gara di appalto per la manutenzione del verde, una volta assolto è stato eletto in Parlamento

Nella foto, Marco Osnato (con gli occhiali) in compagnia di Antonino Russo, suo amico e suo grande elettore Nella foto, Marco Osnato (con gli occhiali) in compagnia di Antonino Russo, suo amico e suo grande elettore

Nel 2010 era stato denunciato di “abuso d'ufficio” per aver manipolato una gara di appalto per la manutenzione del verde e per la pulizia e lo smaltimento dei rifiuti negli stabili Aler. Dopo sette anni,  la Corte di Appello del Tribunale di Milano lo aveva prosciolto da ogni accusa. Dopo otto, alle elezioni dello scorso 4 marzo, riacquistata la sua “credibilità politica” è stato eletto in Parlamento.

Gli amici

Marco Osnato, dal 2001 al 2004, è stato assessore al Comune di Trezzano.  In una intervista rilasciata a pocketnews.it (leggi qui) aveva sottolineato come quell’esperienza fosse stata “un momento formativo importante, che, oltre all’aspetto amministrativo, gli era servita servita ad allacciare una serie di rapporti umani che continuano ancora oggi”. E ancora oggi, Osnato torna spesso a Trezzano dove annovera amici che non gli hanno mai fatto mancare il proprio appoggio. Anche in termini elettorali.

Come ci si sente a ritrovarsi da imputato a deputato?
“Il tempo è galantuomo e ti restituisce quello che qualcuno ha cercato di toglierti. A me ha restituito la dignità politica che alcuni personaggi avevano tentato di privarmi. L’elezione a deputato non è un risarcimento, ma solo l’aver ripreso un percorso politico che si era, anzi era stato, interrotto”

Perché alle politiche si è presentato nel collegio di Como-Lecco-Sondrio e non come era più naturale in quello che comprendeva anche Trezzano?
“Il sistema elettorale prevedeva liste bloccate, senza l’indicazione di preferenze: si va dove c’è posto o dove il partito ha bisogno. Fratelli d’Italia aveva bisogno di me in quel territorio e io ci sono andato. Avrei preferito concorrere a Trezzano, dove le preferenze verso la mia persona non sono mai mancate, ma non è stato possibile”.

Cosa può fare un politico cresciuto a Trezzano, per Trezzano, una volta che è stato eletto in parlamento?
“Molto, soprattutto per le piccole e medie imprese che costellano il territorio. Sono in commissione finanze in cui si affrontano i temi di finanza pubblica e fiscali. Lavorare per ridurre il cuneo fiscale o studiare nuovi incentivi per le assunzioni significa aiutare le aziende trezzanesi, assieme a quelle di tutte le altre regioni d’Italia”.

Però, la percezione di quel che si fa a Roma per chi vive a Trezzano o nel Corsichese non è immediata, anzi la sensazione è che “passata la festa, gabbato lo santo” e l’eletto dimentichi il territorio da cui proviene o che ha attraversato. Capita così anche nei suoi confronti?
“Niente di quello che si fa alle Camere viene percepito immediatamente dalle realtà locali. Stiamo però lavorando per dare alle amministrazioni locali, appunto, strumenti che permettano loro di superare le difficoltà cui le hanno costrette gli ultimi governi di centrosinistra”.

A livello locale, però, come Fratelli d’Italia avete ancora pochi sindaci e altrettanto pochi amministratori. State lavorando per la concorrenza?
“Stiamo lavorando per gli italiani. Alle prossime elezioni contiamo invece sul cambio di molte amministrazioni con l’ingresso di più rappresentanti del nostro partito. Stiamo allargando il consenso sul territorio e a breve presenteremo nuovi innesti e nuove strutture che contribuiranno a raggiungere questo risultato”.

State facendo campagne di reclutamento come con Gilardi a Corsico e dintorni?
“Non facciamo campagne di reclutamento, ma proselitismo di chi condivide le nostre idee: per loro le porte sono sempre aperte”.

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