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Lunedì, 23 Luglio 2018 09:33
Tutela del patrimonio

Recuperati i quadri di un furto da 26milioni di euro In evidenza

Finisce in una bolla di sapone, il sogno di un croato, residente a Trezzano, protagonista di un “colpo” milionario

Nell'immagine, "Le fanciulle sul prato" di Auguste Renoir e "La sacra famiglia" del pittore fiammingo Rubens rubate da un trezzanese e dai suoi complici Nell'immagine, "Le fanciulle sul prato" di Auguste Renoir e "La sacra famiglia" del pittore fiammingo Rubens rubate da un trezzanese e dai suoi complici

Nella prima decade di giugno era stato arrestato dai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale, nei giorni scorsi, le opere che aveva rubato sono state recuperate. Finisce in una bolla di sapone, il sogno di un croato, residente a Trezzano, protagonista di un furto da 26milioni di euro. Non incasserà una lira e dovrà trascorrere, si spera, i prossimi anni nelle patrie galere.

Le indagini

I dipinti erano stati rubati a due galleristi durante un incontro per una compravendita tra privati. Si tratta de "La sacra famiglia" del pittore fiammingo Rubens e "Le fanciulle sul prato" dell'impressionista francese  Auguste Renoir.  Come pubblicato da pocketnews.it lo scorso 12 giugno (leggi qui), le indagini erano partite dalla denuncia presentata ad aprile 2017 da un commerciante d'arte cagliaritano ai carabinieri di Monza.

La truffa

L'uomo aveva raccontato che, al termine di una trattativa durata alcune settimane per la compravendita dei due dipinti, uno di sua proprietà l'altro di una gallerista piemontese, si era accordato con l'acquirente, che diceva di essere alto rappresentante della comunità ebraica milanese e diplomatico con passaporto israeliano, per incontrarsi in una casa privata di via Quintino Sella a Monza.

La fuga

Il luogo non era stato scelto a caso, ma perché al piano superiore c'era la sede del consolato onorario d'Albania, per rendere più credibile le potenzialità economiche dell'acquirente. Per le opere, infatti, era stata pattuita la somma complessiva di 26 milioni di euro. Durante la formalizzazione dei documenti di acquisto, i dipinti erano stati caricati a bordo di un furgoncino sul quale il presunto diplomatico era scappato.

I complici

Lo scorso 12 giugno, cinque persone ritenute responsabili del furto dei due quadri erano state arrestate.  Si trattava appunto di un croato di 44 anni di Trezzano e due fratelli monzesi di 52 e 59 anni, che avevano messo a disposizione i locali per il furto, più padre e figlio, 62 anni e 33 di Vigevano  e Seregno, che avevano fornito il supporto logistico e le utenze telefoniche mobili utilizzate per organizzare la simulata compravendita.

Glli arresti

I primi tre erano finiti in una cella del carcere di Monza, gli altri due ai domiciliari, mentre due complici erano stati denunciati a piede libero per aver avuto un ruolo secondario di mediazione. Nei giorni scorsi le due opere sono state ritrovate in un nascondiglio che non è stato reso pubblico. Al termine del processo, accertata la loro provenienza e autenticità, saranno restituite ai legittimi proprietari.

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