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Martedì, 17 Luglio 2018 13:57
L'intervista

Giorgio Ghilardi: “Alle prossime elezioni comunali la Lega correrà da sola” In evidenza

L’esponente leghista sarà il candidato sindaco del suo partito, a Trezzano. Dice: “La più grande scommessa è la riorganizzazione della macchina comunale. Alcune mancanze hanno determinato contenziosi lunghi che potrebbero costare alle casse comunali risorse che invece dovrebbero essere riservate a risolvere i veri problemi del paese”

Nella foto, Giorgio Ghilardi, consigliere comunale della Lega, prossimo candidato sindaco alle amministrative di Trezzano Nella foto, Giorgio Ghilardi, consigliere comunale della Lega, prossimo candidato sindaco alle amministrative di Trezzano

Ha 69 anni, è sposato ed ha una figlia che coordina le associazioni che ruotano attorno all’Università Bicocca. Ha militato nel Partito Repubblicano di Spadolini, poi, dopo un periodo di disimpegno dalla vita politica, ha aderito a Forza Italia, subito lasciata per la “scarsa capacità di sintesi” del movimento berlusconiano. Dal 2006 è iscritto alla Lega, prima di Bossi, poi di Maroni, infine di Salvini. E della Lega sarà il candidato sindaco alle prossime amministrative di Trezzano.

Doppio mandato

Qui si parla di Giorgio Ghilardi, ingegnere elettronico, da due legislature consigliere comunale trezzanese. La prima con Giorgio Tomasino sindaco, (uscito dalla maggioranza perché “non era possibile non accorgersi degli episodi che l’hanno travolta”), la seconda con Fabio Bottero di cui riconosce la grande capacità di comunicazione, ma gli imputa la scarsa visione “del quadro generale” in cui opera.

Quale è stata la sua esperienza amministrativa nella giunta Tomasino?
“Ho presieduto la commissione istituzionale e fatto adottare alcune metodologie per la gestione delle assemblee consiliari che davano maggiore continuità al lavoro dei consiglieri, metodologie poi accantonate dal duo Bottero- Albini”.

La prossima primavera Trezzano sarà chiamata alle urne per le amministrative. A sinistra, il preside Coccia si è autocandidato. Cosa farà il centrodestra e cosa farà la Lega? Con chi si presenterà davanti al giudizio degli elettori?
“L’esperienza della Lega a Trezzano è legata a campagne condotte in assoluta autonomia, tranne poi, dopo il primo turno, condividere gli obiettivi con chi li fa propri”.

Significa che la Lega si presenterà da sola e non all’interno di un’alleanza di centrodestra o con il Movimento 5 stelle?
“Sì. Noi abbiamo già focalizzato gli obiettivi e stiamo sviluppando i contenuti, per esempio sulla sicurezza fisica, informatica e personale. Ma sono tanti i punti del nostro programma che potrebbero essere condivisi da altre forze politiche”.

Il problema è che a tutt’oggi non si ha sentore di una classe dirigente locale del centrodestra, o della Lega, che sia riconoscibile dall’elettorato. A sinistra, Bottero e lo stesso Albini, la fanno da padroni, a destra non si intravedono personaggi che possano raccogliere il consenso necessario per governare…
“Essere sconosciuti, per noi è un vantaggio. Ogni nostro candidato sarà abbinato a un progetto e saranno poi i risultati a dimostrare la validità sia del candidato, sia dello stesso progetto”.

Un esempio?
“La più grande scommessa è la riorganizzazione della macchina comunale. Alcune mancanze hanno determinato contenziosi lunghi che potrebbero costare alle casse comunali risorse che invece dovrebbero essere riservate a risolvere i veri problemi del paese. Non solo. Sino ad ora la giunta Bottero, sulle cose da fare è andata avanti con spot comunicativi presto dimenticati e senza che si sia dato seguito alla realizzazione dei contenuti”.

A cosa si riferisce?
“Prendiamo il progetto della casa di riposo. Dopo l’annuncio e l’approvazione della variante del Pgt che ne autorizzava la realizzazione, è sparita dai radar. Eppure è una priorità del territorio. Oppure il recupero della Demalena, nei progetti che abbiamo visto manca totalmente un piano della viabilità e un piano parcheggi che possano soddisfare le esigenze dei nuovi insediamenti residenziali e commerciali. Il richio è che invece di risolvere i problemi, il recupero di quell’area li peggiori”.

L’accusa qual è?
“Gli argomenti affrontati non vengono esaminati tenendo conto dell’insieme delle esigenze e dei servizi che bisognerebbe garantire a una città come Trezzano. Si va avanti, appunto, con spot che avviano o promuovono un’iniziativa senza tener conto di quel che le accade vicino o in quale contesto sociale e urbano devono trovare una collocazione”.

Sta parlando dell’idea di riunire i mercati rionali in un unico grande mercato?
“Anche. Come si fa a promuovere un’iniziativa di questo tipo quando nel solo quartiere Zingone ci sono circa cinque-seimila anziani, poco meno nella fascia tra Nuova e Vecchia Vigevanese. Fare il mercato sul parcheggio della stazione ferroviaria di Trezzano li avrebbe costretti a un lungo tragitto. I mercati vanno portati vicino alla gente, non allontanati”.

Le ultime polemiche pare riguardino la pista ciclabile che si sta realizzando in via Cavour. Cosa c’è che non va?
“Innanzitutto non si riduce la carreggiata di una strada ad alta intensità di traffico da 10 a 7 metri, poi non si destina l’ex casa delle associazioni che si trova sulla stessa via Cavour al 22, al fianco della ciclabile, a una cooperativa per l’assistenza di minori che presentano criticità dal punto di vista educativo. Come faranno a entrare? Non c’è lo spazio per parcheggiare alcuna automobile e nel caso lo si facesse, vista la riduzione della carreggiata, ci sarebbe il costante rischio incidente. Si dovrà scavalcare la pista. Con un minimo di attenzione in più si sarebbe potuto individuare un percorso alternativo, magari lungo le strade interne al quartiere”.

In consiglio comunale spesso sono scintille. È tutto da addebitare alla scarsa capacità con la quale - lei dice – è gestita la macchina comunale o a cosa?
“Che la macchina comunale sia gestita in modo non consono lo dicono anche i revisori dei conti che, per esempio, nel caso dell’illuminazione pubblica e del contratto proposto da A2A hanno sollevato tre problemi: uno di congruità sulla spesa corrente, uno sul livello dei servizi non pattuito, uno sulla base di gara. Probabilmente è dipeso dalla fretta con cui si è predisposta la documentazione, ma il livello di approssimazione è ormai intollerabile”.

Quindi qual è la soluzione che lei propone?
“Il nocciolo è l’aspetto organizzativo. Serve un sistema integrato che sia sincronizzato con tutte le componenti della macchina comunale. Ogni settore deve essere in simbiosi con gli altri, ogni ambito deve coinvolgere gli altri affinché non ci siano dissonanze. Bottero è un ottimo uomo di relazione, ma il sistema non è in sintonia con lui e quindi i problemi emergono facilmente e, ancor più grave, in continuazione”.

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