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Domenica, 18 Febbraio 2018 18:33
L'intervista

Parla il comandante Genna: “L’emergenza traffico si risolve con scelte coraggiose” In evidenza

Solo Trezzano, ogni giorno, viene attraversata da circa 100mila veicoli. La stessa cifra riguarda Cesano, Corsico e Buccinasco. A rendere ancora più drammatica la situazione è il traffico pesante causato dalle aziende ad alto rischio ambientale

Nella foto, Michele Genna, comandante della polizia locale di Trezzano e Cusago Nella foto, Michele Genna, comandante della polizia locale di Trezzano e Cusago

Un comandante di lungo corso. Per anni ha diretto prima la polizia locale di Zibido san Giacomo, poi quella di Trezzano. Da qualche tempo, da dopo la firma della convenzione che ha “associato” il servizio,  si occupa anche di quella di Cusago. Dispone di diciotto agenti (due di  Cusago integrati con i sedici di Trezzano) con i quali deve controllare un territorio vastissimo, con numerose problematiche. Il suo è un osservatorio privilegiato ed è per questo motivo che pocketnews.it lo ha intervistato.

Sono sufficienti 16 agenti per assolvere i compiti che le norme vi assegnano?

“No. È prevista l’assunzione di un terzo agente per Cusago e di un ufficiale per Trezzano. Quando saremo in venti, più i quattro amministrativi in pianta organica, allora avremo a disposizione tutte le risorse sufficienti alle nostre funzioni”.

Quali sono le emergenze che affliggono questo territorio?

“Cusago non ha grandi turbative, soffre per la presenza del campo nomadi (spesso autori di furti e reati contro il patrimonio) di via Martirano, a Milano e di un deficit per gli incidenti che avvengono sulla strada provinciale 114, quella che da Albairate  porta a Milano. Su Trezzano, invece, pesano i problemi legati alla viabilità, al traffico, alla sicurezza urbana, alle aziende ad alto rischio, al controllo delle attività commerciali, allo smaltimento dei rifiuti”.

Sono problemi che affliggono anche Cesano, e Corsico e tutti i comuni che si affacciano sulla Nuova e vecchia Vigevanese?

“Certamente. Tutti, compreso Gaggiano e Buccinasco, soffrono della stessa  sindrome: la mancanza di un piano strategico che permetta di regolare il traffico che confluisce verso le gradi superfici di vendita presenti suoi loro territori o in quelli limitrofi, o sulla Tangenzale. Solo Trezzano, ogni giorno, viene attraversata da circa 100mila veicoli. La stessa cifra riguarda gli altri comuni. A rendere ancora più drammatica la situazione è il traffico pesante causato dalle aziende ad alto rischio ambientale come la Brenntag, la Air liquid ed altre che hanno un grande impatto sul territorio, visto che vengono rifornite e fanno circolare i loro prodotti solo con traffico su gomma”.

Quali potrebbero essere le soluzioni?

“Per quanto riguarda Trezzano, una circonvallazione esterna che liberi il centro storico dalla morsa del traffico. Si tratta di una infrastruttura che, in passato, era stata già inserita sia nei piani di gestione del territorio, sia in quello di gestione del traffico.  Certo si tratta di una soluzione che ha bisogno di anni per essere realizzata, ma si deve entrare nell’ottica che è insostituibile. Per risolvere il problema, c’è bisogno di scelte coraggiose che potrebbero essere condivise e creare consenso, ma anche essere contrastate e creare forte dissenso verso quelle amministrazioni che dovessero passare alla fase operativa”.

Il ponte sul Naviglio è l’unica via di comunicazione Nord Sud. È una specie di girone infermale che gli automobilisti devono affrontare quotidianamente. Come si risolve il problema?

“Una soluzione va trovata. L’amministrazione aveva anche valutato una sorta di  zona a traffico limitato, ma non si è arrivati a una conclusione condivisa: come detto per affrontare questo tipo di problema serve coraggio anche se si corre il rischio di perdere consensi”.

Quando la Tangenziale è bloccata anche le strade urbane si trasformano in un inferno: la gestione Serravalle è esonerata dall’intervenire?

“No.  Solo che la Serravalle non è molto attenta al problema. Dovrebbe anticipare gli svincoli o realizzarne alcuni canalizzati verso i centri commerciali più grandi, creare delle bretelle che conducano direttamente il traffico al loro interno come ha già fatto con il raddoppio dell’Ikea o con la realizzazione dello svincolo del Fiordaliso”.

Perché non lo fa in altre situazioni?

“Per questioni economiche. Infatti in quei casi sono state le grandi strutture di vendita che hanno contribuito a quelle soluzioni. Oggi, i Comuni non riescono più a gestire i piani viabilistici perché hanno costi che le loro casse non riescono più a supportare. Lo stesso refrain è utilizzato da Serravalle”.

Quindi ogni centro commerciale dovrebbe costruirsi la sua strada di accesso da e per la Tangenziale per evitare di gravare sulle casse dei Comuni e alleggerire il peso del traffico sulle strade urbane?

“È la soluzione che era stata prevista se si fosse realizzato il Bricocenter sull’area della Cascina Antonietta”.

Non c’è quindi alcuna altra soluzione adottabile nell’immediato?

“Sul traffico si va avanti con correttivi che siano compatibili con gli strumenti e le risorse economiche disponibili. Per accelerare i tempi, le soluzioni dovevano essere state già prese… e non da ieri”.

Però si continuano a costruire centri commerciali. Tra poco dovrebbe riaprire anche l’ex Happening…

“Al momento non c’è altro da fare che far finanziare la viabilità dai privati. Tra la Happening e la Denicar, in via Copernico dovrebbe essere realizzato un grande svincolo che convoglierà il traffico nel centro commerciale direttamente dalla Tangenziale. Però, si stanno analizzando ancora le norme sulle fasce di rispetto dal Naviglio. Se le opere si potranno realizzare, la tempistica non sarà immediata”.

Da anni, comitati per la difesa dell’ambiente e comuni cittadini chiedono che la Brenntag e le altre aziende ad alto rischio traslochino da Trezzano e si trasferiscano altrove. Perché non è ancora avvenuto?

“Non è un problema di facile soluzione. La delocalizzazione di aziende di questo tipo ha aspetti economici di grande rilevanza che difficilmente vengono affrontati o comunque non è facile poi risolvere. Ogni trattativa, infatti, è sempre naufragata perché non si è trovato il giusto equilibrio economico o almeno giusto per tutte le parti in causa. Oggi, la Brenntagg è un’azienda controllata, ha un piano di emergenza interno, però rimane sempre un’azienda ad alto rischio che si trova in una zona ad alta densità residenziale”.

Molti residenti lamentano presunti ritardi quando la polizia locale viene chiamata in causa per un soccorso o per un controllo. Perché questo disagio?

“Gestiamo un territorio molto ampio e per questo i tempi si dilatano. Dipende dal tipo di intervento richiesto. Tra i nostri compiti ci sono tante attività che e difficile gestire e che, a volte, richiedono professionalità non sempre disponibili”.

La soluzione?

“La coesione interna e la collaborazione con gli altri comandi locali. Esiste già una convenzione di mutuo soccorso con Corsico e Cesano e molti altri comuni dell’hinterland milanese che permette agli agenti di un comando di intervenire, in caso di emergenza, sul territorio di un comando vicino”.

Il problema è anche di organizzazione e priorità. A Trezzano avete dovuto lavorare indossando le divise estive sino a inverno inoltrato. Come si può poi pretendere coesione e collaborazione?

“La vicenda delle divise ha creato un certo malessere: nel comando non c’era un clima ottimale. C’è una questione di indennità che l’amministrazione  sta valutando e starebbe per risolversi. Attualmente il clima è migliorato e i rapporti si stanno normalizzando”.

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