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Giovedì, 08 Febbraio 2018 23:49
La "querelle"

Bricoman chiede al Comune più di 2milioni e mezzo di danni In evidenza

La multinazionale aveva acquistato il terreno alla Cascina Antonietta, dove doveva sorgere un nuovo centro commerciale spendendo circa 160mila euro. Con la parziale bocciatura del Pgt di Trezzano, il progetto è naufragato e chiede di essere risarcita

La multinazionale Bricoman doveva aprire un nuovo centro commerciale sull'area della Cascina Antonietta La multinazionale Bricoman doveva aprire un nuovo centro commerciale sull'area della Cascina Antonietta

Piove sul bagnato. E a Trezzano il terreno delle dispute legali tra amministrazione comunale e aziende o cittadini, più che bagnato, è inondato. L’ultima tegola in ordine di tempo riguarda un ricorso notificato lo scorso 26 gennaio, con il quale la Bricoman (grande distributore, specialista di prodotti tecnici professionali per la costruzione e ristrutturazione della casa con vendita sia all'ingrosso sia al dettaglio) ha chiesto al comune più di 2milioni e mezzo di danni.

Il fiore all'occhiello

Il motivo? La mancata approvazione della variante del Pgt (piano gestione del territorio, il vecchio piano regolatore) che in un primo momento prevedeva l’insediamento di un centro commerciale Bricoman sull’area Cascina Antonietta. Assieme alla riqualificazione della Demalena, era il fiore all’occhiello della variante proposta dall’amministrazione.

Lo stralcio

Peccato che la variante, lo scorso settembre, era stata in parte smontata dai rilievi degli organismi sovra comunali. Regione e Città metropolitana avevano chiesto, in forme diverse, lo stralcio dell’intervento  previsto alla Cascina Antonietta perché l’area, a differenza di come era stata presentata dall’amministrazione, non è considerata degradata, ma di pregio ambientale. Urbanizzarla rappresenterebbe un consumo di suolo che è in contrasto con le leggi che ne tutelano la conservazione.

Accuse e controaccuse

Il dibattito in Consiglio aveva registrato momenti di alta tensione soprattutto tra il sindaco Bottero e il consigliere Russomanno, che aveva accusato il primo cittadino di Trezzano di “essere inadeguato” a svolgere le funzioni di assessore all’Urbanistica e lo aveva invitato a rimettere le deleghe a qualcuno più competente.

Il ricorso

Sembrava tutto superato quando come un fulmine a ciel sereno è arrivato il ricorso della Bricoman, che proprio in funzione dell’inserimento dell’area della Cascina Antonietta nella variante che ne modificava la destinazione d’uso, aveva acquistato il terreno spendendo circa 160mila euro e avviato la progettazione del nuovo centro commerciale.

Danno emergente

Bricoman ha chiesto ai giudici amministrativi di riconoscergli un “ipotetico danno ingiusto imputabile alla condotta dell’amministrazione” quantificato in 456.525 euro e a titolo di “danno emergente”altri 2milioni e 300mila euro. Il totale fa 2milioni e 756mila 525 euro. Una cifra impossibile da sostenere per le già esangui casse trezzanesi.

Tutto sbagliato! No, tutto ok!

Secondo Giuseppe Russomanno di Controcorrente, “il ricorso Bricomann è l’ennesima dimostrazione della inadeguatezza dell’amministrazione Bottero a gestire il bene pubblico di Trezzano”. Il sindaco, da parte sua, interpellato da pocketnews.it ha dichiarato “di essere tranquillo perché le richieste della Bricoman sono infondate. La procedura della variante ha seguito tutte le norme e ha accolto come doveva le osservazioni della Regione in merito all’area Antonietta”.

Il suggeritore

Alla domanda chi abbia suggerito a Bricoman l’acquisto del terreno prima che il cambio di destinazione d’uso fosse operativo, Bottero ha risposto: “È stata una loro scelta. Hanno partecipato a un’asta e l’hanno vinta. Non hanno avuto alcun suggeritore che li abbia spinti su quella strada.”  È tutto per il momento. In attesa che il Tar e probabilmente il Consiglio di Stato decidano.

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