
Dopo giorni di fibrillazioni, sospetti di crisi aperta e un consiglio comunale – quello del 30 dicembre – passato alla cronaca per le tensioni palpabili e l’uscita dall’aula dell’intera maggioranza, sindaco compreso, la politica a Trezzano sembra aver voltato pagina. Almeno per il momento. La seduta di ieri sera si è infatti chiusa in un clima diametralmente opposto, con un epilogo che molti, con un’espressione d’altri tempi, hanno definito “a tarallucci e vino”. Se per per qualcuno i tarallucci e il vino sono risultati indigesti, non lo ha dato da vedere.
Ufficialmente, la crisi della maggioranza di centrodestra è rientrata. Il Bilancio di previsione è stato approvato e l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Morandi può ora riprendere il proprio cammino, almeno sul piano formale, con l’obiettivo dichiarato di affrontare e risolvere i problemi che affliggono la città. Il consiglio di ieri sera ha restituito l’immagine di una coalizione che ha scelto di archiviare, almeno per ora, le lacerazioni delle scorse settimane. Dimenticate le tensioni esplose all’interno di Fratelli d’Italia, culminate nella battaglia politica per l’esautorazione dell’ex capogruppo Giuseppe Russomanno. Dimenticate anche le richieste di chiarimenti arrivate da più parti nei confronti del sindaco e della sua giunta. La parola d’ordine è stata una sola: andare avanti.
C’è però un elemento che stona nel quadro di ritrovata unità. Mario Malacarne, eletto nelle fila di Forza Italia e da tempo dichiaratosi indipendente dopo il ritiro della delega all’assessore Argirò, ha votato contro tutti i punti all’ordine del giorno proposti dalla maggioranza, compreso proprio quel Bilancio di previsione predisposto dallo stesso Argirò prima di essere politicamente defenestrato. Un voto contrario che segna una linea di frattura evidente, pur se isolata, all’interno dell’aula. Anche perché Malacarne ha votato a favore di quasi tutti i punti proposti dall’opposizione.
Per il resto, la maggioranza ha ritrovato un nuovo equilibrio, frutto di un accordo politico che non si sa quanto tempo reggerà. Tra i protagonisti della coalizione sarebbe stato sottoscritto un vero e proprio patto: tra un anno ci si siederà attorno a un tavolo per valutare quanto fatto, chi lo ha fatto e come lo ha fatto. Se necessario, non si escludono nuovi aggiustamenti o una correzione di rotta, ma sempre all’interno del perimetro del centrodestra. Anche la questione interna a Forza Italia sembrerebbe superata. Il direttivo del partito avrebbe confermato il proprio sostegno a Luisella Pirani, subentrata ad Argirò in giunta. Un appoggio politico che, tuttavia, non si tradurrà in una rappresentanza consiliare diretta, dal momento che Malacarne ha ribadito la sua totale indipendenza “da tutto e da tutti”.
Trezzano, dunque, riparte. Le tensioni non sono scomparse, ma sono state messe sotto il tappeto in nome della stabilità amministrativa. Il banco di prova vero, però, non sarà il consiglio di ieri sera, bensì il prossimo anno di governo: allora si capirà se la pace siglata reggerà o se le fratture, mai del tutto sanate, torneranno a riemergere.