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Trezzano: “Il presidente del Consiglio comunale rispetti ruolo e compiti della minoranza”

Sale la tensione sul fronte politico, i consiglieri di opposizione accusano Claudio Albini di gestione antidemocratica delle assemblee cittadine

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Nella foto, Claudio Albini, presidente del Consiglio comunale di Trezzano
Nella foto, Claudio Albini, presidente del Consiglio comunale di Trezzano

Dopo qualche settimana di calma apparente torna a salire la temperatura sul fronte politico a Trezzano sul Naviglio. In una lettera protocollata ieri pomeriggio, la minoranza presente in Consiglio comunale ha “denunciato” quelli che, secondo lei, sarebbero i metodi “poco democratici” con il quale Claudio Albini, Pd, presidente dello stesso consiglio comunale gestisce le sedute dell’assemblea cittadina.

“Egregio Signor Presidente, – comincia la lettera – come abbiamo avuto modo di segnalarle già in più occasioni, siamo a sottolineare la nostra insoddisfazione in merito al modo con cui gestisce il Consiglio Comunale ed il rapporto con i consiglieri di opposizione. Nei fatti questo suo comportamento contribuisce a generare un clima di tensione che non giova al dibattito”.

“Le ricordiamo – continua – che il suo ruolo deve contribuire, in modo significativo, alla gestione democratica del confronto e per fare questo deve utilizzare i suoi poteri per operare nell’interesse di tutto il Consiglio e non solo di una parte di esso. Riportare il Sindaco a rispondere alle interpellanze, ignorando le domande poste, rientra nei suoi compiti istituzionali. Anche i tempi d’intervento dello stesso Sindaco sono fuori controllo e vengono utilizzati spesso in modo improprio”.

Secondo gli autori della lettera, Albini non tutelerebbe né il loro ruolo, né quello dell’istituzione che rappresentano. “La gestione dell’assemblea – scrivono – è fondamentale per un leale confronto, consentire troppo spesso che elementi della maggioranza, in modo gratuito, offendano o denigrino altri consiglieri non contribuisce certo al buon esito dell’assemblea stessa”.

Albini terrebbe lo stesso comportamento anche in merito alla gestione della conferenza dei Capogruppo dove si decidono argomenti e date di convocazione del Consiglio comunale: “Riteniamo che il ruolo dei rappresentanti dell’opposizione sia stato, fino ad oggi, relegato a semplici ascoltatori non potendo in nessun modo incidere sulle sue, seppur autorevoli, decisioni. Riteniamo che così come si sono svolti e si svolgono gli incontri non sia dignitoso per il nostro ruolo.  Avere le informazioni poche ore prima della convocazione ufficiale non rappresenta un elemento sufficiente per considerare utile il “confronto”.

“Visti i suoi ultimi atteggiamenti siamo certi che la sfiducia nel suo operato così come la decisione di non presentarci alla convocazione della Conferenza dei capigruppo del 19 Ottobre., come segno tangibile di protesta, la lascerà del tutto indifferente ma questo riteniamo sia significativo per segnalare il nostro disagio. Vogliamo con questa comunicazione, condivisa da tutte le forze di opposizione che mi leggono in copia, informarla che non ci fermeremo qui e, nel caso non si dovessero evidenziare cambiamenti nella conduzione dei prossimi Consigli, coinvolgere anche gli organi superiori”.

La risposta di Albini non si è fatta attendere. “Se la minoranza ha temi da approfondire, sono disponibile al confronto nelle sedi istituzionali, disertare la conferenza dei capigruppo non è utile ad approfondire eventuali problemi. E poi, in estrema ratio, se non sono soddisfatti di come gestisco le sedute, possono sempre presentare una mozione di sfiducia nei miei confronti”.

“Se ci fossero rilievi concreti da addebitarmi, il Consiglio comunale e la conferenza dei capigruppo – ha proseguito Albini – sono i luoghi deputati a discuterne. Sono le norme previste dal regolamento comunale, norme che non ho alcun problema a seguire. Non mi preoccupa nemmeno la minaccia di rivolgersi a “organismi superiori”: tutte le volte che lo hanno fatto, la Prefettura ha sempre confermato il rispetto da parte mia delle regole”.

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