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Trezzano, gemellaggi a sorpresa: sindaco in trasferta, la commissione resta a casa (senza biglietto)

C’erano una volta i gemellaggi. Quelli veri, con i pullman pieni di entusiasmo, pacchetti di biscotti fatti in casa da donare ai fratelli d’oltralpe. Poi....

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Nella foto qui in alto, una veduta della cittadina di Eching in Germania, gemellata con Trezzano sul naviglio e, nel riquadro, il sindaco Giuseppe Morandi
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Nella foto qui in alto, una veduta della cittadina di Eching, in Germania, gemellata con Trezzano sul naviglio e, nel riquadro, il sindaco Giuseppe Morandi

C’erano una volta i gemellaggi. Quelli veri, con i pullman pieni di entusiasmo, pacchetti di biscotti fatti in casa da donare ai fratelli d’oltralpe, qualche melanzano sotto’olio, e una lunga lista di “autorità” in trasferta. Scene d’altri tempi, tra strette di mano, scambi di gagliardetti e fiumi di prosecco (o birra, dipendeva dalle destinazioni) in nome della fratellanza tra i popoli. Poi è arrivata l’era dei post su Facebook, e tutto è cambiato. Almeno per la Commissione Gemellaggio di Trezzano, che ha scoperto di essere… rimasta a casa. In mutande, si direbbe, se non fosse per il caldo torrido che già impone un abbigliamento minimo.

A lanciare il sasso nello stagno (vuoto, causa siccità e tagli alle manutenzioni) è Claudio Albini, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che con una punta di sarcasmo e una colata di ironia degna di Zalone denuncia: “Scopro da un post che il nostro amato (ironico, naturalmente) sindaco Morandi si è recato ad Eching, una delle città gemellate con Trezzano (assiene a Buie, in Croazia ndr). Con lui, l’assessore Paola Ferrante e… la Commissione Gemellaggio!”

Ah sì? Quale commissione, verrebbe da chiedere? Perché – dettaglio non irrilevante sottolinea Albini – nessuno dei membri ufficiali di quella commissione (che dovrebbe essere deputata proprio all’organizzazione delle attività di gemellaggio) sapeva nulla della trasferta. Né Giamaria Coccia, né Elena Felisatti, né Mattia Garramone – tutti regolarmente nominati dalle minoranze consiliari – hanno ricevuto un invito, un’email, un piccione viaggiatore. Albini lo dice chiaramente: “Nessuno si aspettava di essere invitato, per carità. Ma almeno un avviso, una condivisione, un ‘oh raga, noi si va ad Eching’ sarebbe stato gradito. Anche per salvare le apparenze”.

Soprattutto perché il post celebrativo della trasferta – probabilmente redatto con entusiasmo e poco senso dell’opportunità politica – si apre con la frase: “Con la Commissione Gemellaggio ad Eching…”  Ma quale commissione? Quella composta da chi ha le chiavi del Comune, o quella che – formalmente  accusa Albini– dovrebbe rappresentare l’intera comunità? Il rischio, a questo punto, è che i gemellaggi si trasformino in viaggi privati con contorno istituzionale. E il tutto mentre i membri della minoranza osservano dalla panchina, con lo stesso sguardo sconsolato di chi guarda l’autobus partire mentre ancora sta cercando il biglietto.

Dunque, domanda finale (quella seria): a cosa serve una Commissione Gemellaggio se poi non viene coinvolta? Pocketnews.it ha rivolto la domanda ai responsabili comunali.  Che hanno inviato questa dichiarazione del primo cittadino Giuseppe Morandi: “Il viaggio è stato organizzato a seguito ad un invito del sindaco di Eching a me e al presidente della commissione gemellaggio, per presenziare con una piccola delegazione alla gemeindefest di Eching. L’invito è stato dal sindaco esteso all’assessore Ferrante e dal presidente Cirincione alla vice presidente Scarongella che per altri impegni ha dovuto declinare. L’ospitalità è stata a carico del comune di Eching, per tale motivo la delegazione era in numero ridotto. La mancata comunicazione ai membri della commissione si è trattata di una svista del presidente della commissione gemellaggio, il quale si è scusato subito con l’intera commissione non appena si è reso conto dell’errore commesso”. Come direbbe Pirandello: Cos’ è, se vi pare”.

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