lunedì - 26 Settembre 2022
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Tangenti sulle mense: nel mirino dei magistrati anche altri funzionari comunali e aziende

Nella rete dei finanzieri sono caduti due personaggi molto noti in città. Sotto la lente anche la Ernesto Pellegrini spa, dell'ex presidente dell'Inter

inchiesta-menseÈ coinvolta anche la Ernesto Pellegrini nell’inchiesta sulle mense che ha portato all’arresto di 11 persone tra funzionari comunali, imprenditori e politici. L’indagine ipotizza una serie di corruttele che vede al centro la Fabbro srl, azienda del settore della ristorazione che avrebbe foraggiato alcuni dipendenti comunali con regalie e versamenti, anche a “rate” di tangenti per vincere gli appalti.

Sotto la lente degli inquirenti anche gli appalti per la gestione della mensa di Buccinasco. Nella rete dei finanzieri, per il momento, sono caduti due personaggi molto noti in città. Il primo è Massimiliano Rottigli, ingegnere di 56anni, dirigente del settore Istruzione del Comune. Il secondo è Carmelo Sparacino, 63enne di origini siciliane, consulente di aziende del settore ristorazione, in organico alla Fabbro srl. Sotto indagine ci sarebbero anche altri dipendenti del municipio di via Roma.

L’operazione dei finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza, coordinati dal pm Giovanni Polizzi e dalla pm Giovanna Cavalleri e dall’aggiunto Maurizio Romanelli, era scattata ieri mattina. Il bilancio narra dell’arresto di 11 persone. In tre sono finiti in carcere con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta. Sono il dirigente della Fabbro Food Carmelo Sparacino, Massimo Cosimo Manco, responsabile dell’area Servizi al cittadino del comune di Cornaredo e responsabile unico di diversi procedimenti e Antonietta Monteleone, membro di commissione di gara a Buccinasco, ma anche responsabile Qualità della ristorazione a Mediglia e consulente del comune di Ranica, in provincia di Bergamo.

Ai domiciliari, invece, è finito Massimiliano Rottigni, responsabile del settore Istruzione del comune di Buccinasco e Rup della gara sulla refezione scolastica. Stessa sorte è toccata anche agli imprenditori Filippo Ricotti (Chef service), Maurizio Enrico Maria Boccardi (Alma sas), ai fratelli William e Massimiliano Fabbro (Fabbro Food), Fabio Grigoli (Sodexo Italia), Lorenzo Del Sarto (Compass Group), Guido Maria Oggioni (Ticinia bus).

Tra gli indagati – in tutto 23 – figurano anche i nomi di altri funzionari delle amministrazioni di Buccinasco, Cornaredo, Mediglia, Ranica, Flero. Tra loro, anche il vicesindaco di Mediglia Paolo Bianchi, eletto nelle liste di Fratelli d’Italia, che ha retto le redini del Comune fino allo scorso anno.

La novità di giornata è il coinvolgimento della Ernesto Pellegrini spa. Le intercettazioni dimostrerebbero che l’ex presidente dell’Inter sapeva dell’esito favorevole della gara ancora prima della conclusione delle operazioni di valutazione dell’offerta e avrebbe telefonato all’allora sindaco di Cornaredo, Bianchi per ringraziarlo. Sulla vicenda, il difensore di Pellegrini, Massimo Dinoia, assicura «massima tranquillità» dell’imprenditore indagato per ipotesi di turbativa d’asta.

Il cuore dell’inchiesta è la Fabbro srl, di cui il buccinaschino Carmelo Sparacino era il referente. Si tratta di un’azienda con 130 milioni di euro di fatturato e 2000 dipendenti impegnati nella ristorazione collettiva. È presieduta da Massimiliano Fabbro e dal fratello William amministratore delegato. Entrambi sono agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta.

I giudici Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri indagano 11 contratti di fornitura per un valore complessivo di 39 milioni di euro, contratti che sarebbero stati assegnati con modalità illecite da funzionari di Buccinasco, Cornaredo e Mediglia. La Fabbro non è l’unica impresa sotto la lente dei magistrati.

Nel fascicolo ce ne sono altre, e la Pellegrini dovrebbe essere una, disposte a pagare ai funzionari, o a versare dall’1 al 2 % del valore delle gare pluriennali, con denaro contante, con promesse di future assunzioni di familiari, con buoni pasto, un’auto nuova da 25.000 euro, o una bicicletta da corsa in fibra di carbonio da 3.000 euro.

A coinvolgere i due fratelli Fabbro, sarebbe stato proprio Carmelo Sparacino. In alcune sue intercettazioni avrebbe fatto capire di avere l’autorizzazione dei vertici dell’azienda, mentre secondo l’azienda si tratterebbe solo di millanterie. I pm avevano proposto per tutti gli inquisiti anche l’accusa di associazione a delinquere,ma il giudice per le indagini preliminari Tiziana Gueli l’ha negata.
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1 commento

  1. Spero che parta un’accurata indagine a 360° su tutti gli appalti milionari vinti dalla Fabbro, sulla fornitura delle materie prime alle mense e sulla gestione del personale al limite dello sfruttamento

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