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Venerdì, 08 Febbraio 2019 11:01
Il caso del giorno

Arbitro aggredito: il giudice sportivo squalifica tre giocatori e mister del Corsico

La società annuncia il ricorso “per l’accertamento della verità”. Se la sentenza non sarà ribaltata, atleti e allenatore dovranno scontare complessivamente tre anni lontani dai campi di calcio

La squalifica complessiva per mister e giocatori del Corsico è di tre anni La squalifica complessiva per mister e giocatori del Corsico è di tre anni

La notizia è stata ripresa  da tutti i giornali e anche dai telegiornali: il giudice sportivo ha punito allenatore e giocatori del Corsico calcio squalificandoli complessivamente per quasi tre anni. Il motivo?  Per “aver aggredito un arbitro durante una partita del campionato di Seconda Categoria di Milano”. Si tratta della gara Freccia Azzurra Gaggiano – Corsico disputatasi domenica, terminata 2 a 1 per i gaggianesi.

Insulti e minacce

Secondo quanto riporta il referto diffuso ieri sera, il direttore di gara sarebbe stato bersagliato da insulti, minacce, spintoni, manate e, addirittura, dal lancio di una spazzola. Sfuggito ai suoi aggressori, l’arbitro si è recato al pronto soccorso dove gli è stata diagnosticata una contusione allo sterno con cinque giorni di prognosi.

Le squalifiche

Il tecnico della squadra, Matteo Pugnaghi, è stato fermato fino al 30 giugno 2020 perché, secondo quanto si legge nel documento firmato dal giudice sportivo, a fine gara ha “trattenuto per la divisa il direttore di gara, permettendo a un suo calciatore, (Savarese, a sua volta squalificato fino al 31 marzo 2020), di colpirlo con violenza tre volte col palmo della mano sul petto, dopo avergli rivolto offese e minacce”. Un secondo giocatore, Gianluca Carusi, il bomber del Corsico, è stato squalificato per quattro turni per condotta irriguardosa e spinte all'arbitro.

La spazzola

L’aggressione, secondo il referto del direttore di gara,  non si è esaurita sul campo alla fine della gara, ma è continuata anche subito dopo. Minacce e offese sono arrivate negli spogliatoi da un terzo calciatore, il portiere Guerrini, colpevole di aver lanciato con forza una spazzola che ha sfiorato il volto del direttore di gara: è stato squalificato fino al 30 giugno.

Sconcerto in società

La decisione del giudice sportivo è stata accolta con sconcerto da presidente della società corsichese Fabio Durante, che ha annunciato un ricorso “per accertamento della verità”.  Secondo Durante, la gara, sul terreno di gioco, non aveva dato alcun motivo di contestazione nei confronti dell’arbitro e degli avversari. “È accaduto tutto negli spogliatoi – dice il dirigente – e non abbiamo ancora capito qual sia stata la scintilla che ha fatto scoppiare questo incendio”.

Capire cosa è successo

Infine, il presidente ha concluso: “La prima squadra, per noi, che da poco abbiamo approvato un preciso codice etico, è un esempio per tutto il settore giovanile. Carusi, Savarese e Guerrini, poi, nel corso della loro carriera sportiva non sono mai stati protagonisti di episodi sgradevoli. Se qualcuno ha sbagliato siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma vogliamo capire da cosa è nata l’intera vicenda”. Alla partita ha assistito un commissario della federazione.

Il sindaco

Sull'episodio è intervenuto il sindaco Filippo Errante che sottolinea: "Ho appreso dai giornali che un allenatore e tre giocatori di Corsico sono stati squalificati per quasi tre anni dopo aver aggredito un arbitro durante una partita del Campionato di seconda categoria. Ha fatto bene il giudice sportivo. Ritengo, infatti, doveroso ricordare l’importanza dello sport come valore, capace di insegnare alle giovani generazioni il rispetto dell’avversario, di chi deve giudicare, dei propri compagni di squadra. Se manca tutto questo non si può parlare di sport. La competizione si disputa in campo con le regole che si è deciso di condividere".

L'assessore

Anche l'assessore allo sport Amos Pennati si dice amareggiato per quanto accaduto, evidenziando che "lo sport deve essere soprattutto educazione e rispetto. Si tratta di un caso isolato, che però non vogliamo sottovalutare. Intendo convocare tutte le società sportive corsichesi per valutare insieme un percorso di sensibilizzazione, rivolto alle famiglie, ai giocatori e a chi riveste un ruolo nelle squadre. Perché ogni forma di violenza, sia fisica sia verbale, non deve mai essere confusa con lo sport".

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