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Mercoledì, 13 Settembre 2017 14:21
Il caso del giorno

Riscaldamento case popolari, il Pd accusa Aler, ma dimentica gli impegni dell’Ama In evidenza

Promessa dal direttore generale delle case popolari la restituzione agli inquilini di circa 2 milioni di euro, per i democratici il merito è tutto dell’amministrazione Agogliati

Nella foto le case Aler in viale Don Angelo Lonni Nella foto le case Aler in viale Don Angelo Lonni

Va in scena una nuova puntata della “querelle” sulle tariffe dei servizi Ama pagate dagli inquilini dell’Aler di Rozzano. Prendendo spunto da un volantino distribuito nei giorni scorsi nei caseggiati Aler con il quale Sunia e Comitato Tutti Insieme hanno annunciato la restituzione da parte di Aler agli inquilini di circa 2 milioni di euro, il Pd scende in campo e attribuisce i meriti di questa decisione a scelte e comportamenti dell’amministrazione Agogliati.  

La "querelle"

La vicenda delle tariffe troppo care pagate dagli inquilini è nota a tutti. Da tempo è aperto un contenzioso tra Aler e Ama e quindi con il Comune. La prima accusa la seconda di non aver ottemperato a quando previsto dagli accordi in merito all’adeguamento delle infrastrutture del teleriscaldamento, adeguamento per il quale gli stessi inquilini hanno già versato il loro contributo.

Congelare i conguagli

L’accusa è scritta nero su bianco. Così pure la restituzione di quanto pagato, senza che i servizi siano stati adeguati. La firma è del direttore generale dell’Aler, Elio Borsani. “Nel corso degli ultimi quattro anni di gestione  - ha scritto in una lettera distribuita alle circa seimila famiglie ospiti nei palazzi a gestione Aler, - sono sorte delle criticità nell’erogazione e nella contabilizzazione del servizio che hanno comportato e comportano tutt’ora un serrato confronto tra le parti per la corretta quantificazione di quanto dovuto in riferimento alle prescrizioni della citata convenzione. In accordo con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle autogestioni si è deciso di congelare l’emissione delle fatturazioni di conguaglio del teleriscaldamento all’utenza fino al raggiungimento dell’accordo tra Aler e Ama, in merito alle divergenti posizioni.

Due milioni

“Nonostante i numerosi incontri tecnici e i vari tentativi di giungere ad una soluzione condivisa  della vertenza, - continua la lettera di Borsani - ad oggi le posizioni sono ancora distanti.  Alla luce di quanto sopra, dopo consultazione con le rappresentanze dell’utenza, Aler ritiene di scogliere la riserva e conguagliare la spesa secondo quella che è la propria contabilizzazione del servizio che riduce l’importo fatturato da Ama Rozzano per una somma complessiva superiore a 2 milioni di euro”.

Chi ha ragione?

Nel comunicato del Pd invece si legge che se il contenuto del volantino del Sunia fosse vero ed è vero visto che conferma l'accordo con l'Aler, "sarebbe sicuramente positivo. Se così fosse, avrebbe ragione l’Amministrazione Comunale che sostiene da anni che Aler ha imposto agli inquilini preventivi maggiori di quanto Aler abbia realmente pagato al fornitore del servizio (Ama)”. Sorvolando sul fatto che la decisione di restituire i due milioni di euro è stata presa autonomamente, il documento prosegue: “Verrebbe così a cadere il castello di accuse per cui Ama imporrebbe prezzi alti per questo servizio. La verità è che in questi anni Aler ha chiesto agli inquilini tariffe più alte rispetto ai costi effettivi. Tutto ciò a discapito dei cittadini e di Ama, con pagamenti in ritardo che  hanno prodotto danni finanziari alla partecipata comunale Ama e il blocco del piano di investimenti per il miglioramento dei servizi. Finalmente Aler rimette nelle tasche degli inquilini il maltolto!”

Domande senza risposta

In poche parole, la responsabilità di quanto è avvenuto sarebbe tutta dell’Istituto case popolari e di nessun altro. E l’adeguamento delle strutture mai avvenuto? E l’accusa ad Ama di non aver rispettato la convenzione? E il tentativo di conciliazione tentato da Regione Lombardia lo scorso giugno al quale nessuno né Ama, né comune si è presentato (leggi qui)? La storia continua…

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