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Martedì, 11 Aprile 2017 15:49
Inquinamento

Rozzano, allarme per le emissioni inquinanti in via Lillà

Presentata un’interrogazione al Pirellone: “La salute dei cittadini va tutelata, Regione Lombardia accerti la natura dei fumi emessi dalle caldaie del teleriscaldamento”

I fumi di scarico provenienti dalle due caldaie installate all’esterno della centrale termica di via Lillà I fumi di scarico provenienti dalle due caldaie installate all’esterno della centrale termica di via Lillà

La lega Nord dichiara guerra ai rumori e ai fumi che provengono dalle caldaie installate in via Lillà, a Rozzano, per sopperire la scarsa capacità di riscaldare le case Aler con il teleriscaldamento. Lo ha fatto con una interrogazione presentata questa mattina a Palazzo Pirelli, sede del governo regionale lombardo, da Fabrizio Cecchetti, vicepresidente del Consiglio. Il documento invita gli organi preposti della Regione Lombardia ad accertare la pericolosità delle emissioni sonore e dei fumi provenienti dalle caldaie di via Lillà e a chiedere al Comune il perché non sarebbe stato garantito il teleriscaldamento a tutti i residenti nel quartiere Aler.

Caldaie che non funzionano

L’interrogazione nasce in seguito alle molte segnalazioni da parte di cittadini di Rozzano che da tempo lamentano i disagi provocati dai rumori molesti e dai fumi di scarico provenienti dalle due caldaie installate all’esterno della centrale termica di via Lillà.  “Ama e il Comune di Rozzano - ha spiegato Cecchetti in una nota - avrebbero dovuto, in virtù di una convenzione con Aler Milano, garantire la copertura totale delle abitazioni del quartiere popolare con il teleriscaldamento”. L’impegno non sarebbe stato mantenuto. E quel che è certo, è che, per evitare i rigori del freddo invernale sono stati installati due generatori di calore che però non funzionano o funzionano male, come lamentano i residenti. 

Dare risposte

 “Abbiamo inviato numerosi esposti all’Arpa, l'ultimo del 31 gennaio 2017- ha rivelato Cristina Perazzolo, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale - “Ai nostri rilievi non è seguito a oggi alcun riscontro per iscritto. Per questo motivo abbiamo interessato la Regione Lombardia: vogliamo dare una risposta e trovare finalmente una soluzione. I cittadini che pagano bollette salate di quota di teleriscaldamento hanno diritto ad avere un servizio adeguato e a vedere tutelata la loro salute”.

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