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Giovedì, 06 Aprile 2017 20:17
La sentenza

Aveva assassinato il fratello, condannato all’ergastolo Sandro Tromboni In evidenza

Era stata la madre Angiolina Robustini a scoprire il cadavere del figlio che aveva compiuto 50 anni il giorno prima di essere ucciso

Il cortile dello  stabilimento di via Brenta a Rozzano dove la sera del 19 marzo 2015 è avvenuto il delitto Il cortile dello stabilimento di via Brenta a Rozzano dove la sera del 19 marzo 2015 è avvenuto il delitto

Ergastolo. È la pena cui è stato condannato Sandro Tromboni, riconosciuto colpevole dell’assassinio del fratello Luca. La sentenza è stata emessa nel pomeriggio, dai giudici della prima sezione della Corte d'Assise di Milano. I magistrati hanno così accolto le richieste del pubblico ministero Gaetano Ruta. Riconosciuto anche il movente del delitto, dovuto a problemi economici. Secondo l’accusa Sandro Tromboni, in pochi mesi, aveva accumulato poco meno di un milione di euro nella gestione dell’azienda di famiglia che trasformava derivati ferrosi e sfornava viti e bulloni.  Ed è proprio nello stabilimento di via Brenta a Rozzano che la sera del 19 marzo 2015 era avvenuto il delitto.  Luca, 50 anni, era  amministratore delegato dell’azienda di famiglia.

Uno scenario inquietante

Era stata la madre Angiolina Robustini, a scoprire il cadavere del figlio che aveva compiuto 50 anni il giorno prima di essere ucciso. Dai primi risultati delle indagini era emerso uno scenario inquietante sulla gestione dell’attività da parte di Sandro Tromboni che aveva nascosto perdite più di 800mila euro. Proprio la decisione di allontanarlo dalla società avrebbe fatto scattare la decisione di eliminare il fratello.A uccidere Luca erano stati tre proiettili calibro 7,65. Uno al braccio, il secondo al ventre, l’ultimo alla tempia. A sparare una pistola calibro 7.65.

Le bugie

Erano state le mille bugie a far cadere Sandro Tromboni nella rete tesagli dagli investigatori. Che avevano interrogato una donna alla quale il più giovane dei Tromboni aveva riferito che il fratello era stato freddato con tre colpi di pistola. Quel particolare non era stato ancora reso pubblico. Non solo. Qualche giorno prima dell’omicidio, lo stesso Tromboni aveva fatto delle ricerche in internet su come smontare e pulire proprio una pistola calibro 7.65. Per completare il quadro, il killer aveva raccontato che al momento del delitto era a fare jogging. Invece soffriva di una fascite e gli era stato proibito di svolgere qualsiasi attività fisica. Nel pomeriggio, dopo quattro ore di camera di consiglio, l’epilogo: Sandro Tromboni è stato condannato all’ergastolo.

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