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Giovedì, 28 Maggio 2020 10:13
Il post Covid

Dopo le tensioni di ieri e l’intervento dei carabinieri, ecco le cause dei disservizi bancari

L’esasperazione (a Rozzano e nei comuni limitrofi) sta arrivando ai massimi livelli anche per i mancati e continui rinvii, spesso ingiustificati, per il prestito da 25.000 euro garantito dallo Stato

Nella foto, la camionetta dei carabinieri intervenuti alla sede di BancaIntesa di viale Lombardia Nella foto, la camionetta dei carabinieri intervenuti alla sede di BancaIntesa di viale Lombardia

Personale insufficiente, nuovi servizi, clientela concentrata in un’unica filiale. Sarebbero questi i motivi dei momenti di tensione vissuti ieri alla sede della banca Intesa San Paolo di viale Lombardia a Rozzano, tensioni che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri (leggi qui) e che hanno spaventato alcuni clienti in fila assieme ai loro bambini.

La tensione

Come la moglie di Gabriele Lo Bosco, che vista la situazione, ha preferito portare via suo figlio. Che qualcosa non funzioni all’interno del circuito bancario locale pare evidente. Le difficoltà provocate dal Coronavirus, la mancanza di liquidità, la mancanza di prospettive per famiglie e piccoli e grandi imprenditori, ha portato il livello di tensione a quote mai viste.

Filiale chiusa

Sulla vicenda è intervenuta anche la Libas, l’unione consumatori che ha sede a Rozzano, secondo la quale una delle cause delle code infinite agli sportelli di Intesa San Paolo è dovuta alla chiusura dell'agenzia di Quinto, “frazione di oltre 7500 abitanti con tessuto industriale molto ricco”, chiusura che di conseguenza ha ulteriormente  ingolfato gli sportelli della sede di Viale Lombardia”.

L'avamposto

Molti correntisti della vecchia sede, secondo Libas, “si sono riversati  all'ufficio Postale di Quinto, un vero avamposto non in grado di soddisfare  la nuova clientela sia come tempi, sia come  specifica professionalità. Tutto questo è esploso con la contingenza  sul Decreto  liquidità e  le misure straordinarie per la Cig, cassa integrazione straordinaria, che l'Inps ha riversato sugli sportelli bancari”.

L'esasperazione

In tutta Rozzano, la tensione per la crisi si taglia con il coltello. L’esasperazione sta arrivando ai massimi livelli anche per i mancati e continui rinvii, spesso ingiustificati per il prestito da 25.000 euro garantito dallo Stato, Che in molti hanno richiesto ma che ancora pochi, anzi pochissimi hanno ricevuto.  Chi ha bisogno di informazioni dello state dell’arte della richiesta non riesce ad approdare agli sportelli o le linee telefoniche per gli appuntamenti di persona.

Il sostegno

Alcuni sono allo stremo delle forze. Un esempio? Il Caf che collabora con Libas sta rivolgersi ai carabinieri per aiutare un commerciante  che non riesce a bloccare un finanziamento postale con la Findomestic perché il numero verde della finanziaria non risponde mai. Si parla di quasi 700 euro prelevati sullo stipendio di una famiglia che non incassa più alcunché visto che il negozio è chiuso. Decine di casi simili sono allo studio degli esperti dell’associazione.

Il fondo di garanzia

La Libas, assieme ad alcuni imprenditori, ha proposto al sindaco Gianni Ferretti la creazione di un Fondo di garanzia oppure l'emanazione di  Boc comunali (titoli di crowdfunding e social equity) che possano dar respiro e risorse agli stessi imprenditori  travolti dal Covid-19. A tutti coloro che avessero bisogno di consulenza, non solo sui diritti del consumatore ma anche sui prodotti e loro costi impliciti, l’associazione ha messo a disposizione il numero di Libas ascolto: 0236516345 e una mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..  

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