Seguici su Fb - Rss

Mercoledì, 08 Aprile 2020 15:30
Voci dal fronte

Coronavirus: nasce Humanitas Voice, le storie dal fronte della cura

Un canale podcast con la voce dei professionisti dell’ospedale di Rozzano impegnati in prima linea nella lotta al Coronavirus

Dal fronte della cura si leva un coro di voci: sono quelle di medici, infermieri, operatori socio sanitari, staff, tecnici, ingegneri e informatici e specializzandi di Humanitas University impegnati nella gestione dell’ emergenza Coronavirus.

Storie dal fronte

La lotta al Coronavirus combattuta al fronte è ora sul podcast Humanitas Voice: le storie dal fronte della cura, canale che raccoglie testimonianze da più città: Rozzano, Milano, Bergamo, Torino e Castellanza, dove gli ospedali Humanitas si sono rapidamente trasformati per assistere centinaia di pazienti contagiati dal virus.

I testimonial

I podcast sono disponibili sulle principali piattaforme musicali, come Spreaker, Spotify e Deezer, suddivisi in playlist a seconda della città. ALl’iniziativa hanno aderio molti testimonial amici dell’ospedale: Gerry Scotti, Amadeus, Fiorello, Antonella Clerici, Massimo Boldi, Sergio Sgrilli, Javier Zanetti, Sofia Goggia, Odette Giuffrida.

I giornalisti

Da parte loro, messaggi di solidarietà e di incoraggiamento. E poi le voci commosse dei giornalisti di Corriere della Sera, la Repubblica, Gazzetta dello Sport, RAI, Sky TG24, Oggi, Bergamo News, impegnati a raccontare i fatti di questi giorni. Gli audio saranno caricati via via sulla piattaforma e resi disponibili anche ai pazienti ricoverati grazie ai volontari presenti in corsia con i tablet.

Gli studenti

 Un contributo speciale, infine, arriva dagli studenti di Humanitas University, anche loro impegnati al fronte come volontari ai Check Point di ingresso in ospedale, postazioni in cui si rileva la temperatura corporea e lo stato di salute di chiunque acceda alla struttura.

Il diario

Quello che ne risulta è un grande diario vocale, in continua costruzione, destinato a lasciare una traccia viva di un momento importante della nostra storia. Nelle voci dei professionisti al fronte ospedaliero non c’è solo la fatica, ma anche lo stupore di vedere come l’emergenza abbia spinto ogni persona a dare il massimo. Sono storie di chi resiste e spera, aggrappandosi alle emozioni comunicate con gli occhi e ai sorrisi dei primi pazienti guariti.

Le testimonianze

“Alle sei del pomeriggio arriva il test: positivo. Mi mandano a casa. Non volevo crederci: 14 giorni di malattia […]. Sono andata via piangendo e sbattendo le porte. Sono tutt’ora in quarantena, sono arrabbiata, sto bene, voglio e devo tornare. Il Covid non ha capito con chi ha a che fare”. – M. Aloise, Medico di Pronto Soccorso.

“Nel giro di pochissimi giorni ci ritroviamo al centro del peggior focolaio epidemico d’Italia: Bergamo. […] A noi chirurghi generali viene affidato l’avamposto: il Dipartimento di Emergenza. In quella che veniva chiamata Osservazione Breve Intensiva, i posti letto in una giornata da otto diventano dieci, poi quattordici, poi venti. Dopo quasi quarantotto ore arriviamo a quaranta pazienti acuti da trattare contemporaneamente”. – G. Quartierini, Chirurgo Generale.

“Mi trovo al totem del day hospital oncologico, sento la mascherina come un muro sottile che mi separa dai pazienti; non vedere completamente il loro viso mi permette di focalizzarmi sul loro sguardo, preoccupato ma con la speranza che gli dà la forza di “uscire di casa” per continuare le loro cure nonostante la condizione rischiosa che li circonda, così che anche i gesti più scontati, come il disinfettarsi le mani, acquistano un valore essenziale” – Barzaghi, studentessa medicina Humanitas University.

“L’amore vero si manifesta nei piccoli gesti, negli sguardi attenti, nelle carezze inattese, nella presenza silenziosa che dice più di mille parole. […] Siamo stati catapultati in una realtà che nessun libro mi aveva preparato ad affrontare e che, a parole, un giorno, sarà difficile raccontare. Da un giorno all’altro ci è stato chiesto di creare posti di blocco per gli esterni, per filtrarli, osservarli e intervistarli, come fossero portatori di qualcosa che poteva cambiare le sorti di tutti. Da quel giorno, ogni piccolo gesto ha fatto la differenza”.  – S. Pagani, Infermiera.

“Questo evento ha creato una grande coesione tra medici, infermieri, operatori socio sanitari, personale amministrativo e dirigenziale. I rapporti nella nostra comunità si sono rafforzati. E credo che questo cambierà per sempre il nostro modo di lavorare e probabilmente di essere. L’uso obbligatorio di mascherine segna il volto di tutti, ma non è questo che conta in quanto è parte naturale del nostro lavoro. Le mascherine tuttavia ci hanno insegnato a sorridere con gli occhi. Ne usciremo e ne usciremo tutti più forti”. – H. Kurihara, Chirurgo.

Seguici sulla nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Potrebbero interessarti

Articoli correlati (da tag)

Attualità
Il post Covid
Dopo le tensioni di ieri e l’intervento dei carabinieri, ecco le cause dei disservizi bancari

Dopo le tensioni di ieri e l’intervento dei carabinieri, ecco le cause dei disservizi bancari

L’esasperazione (a Rozzano e nei comuni limitrofi) sta arrivando ai massimi livelli anche per i mancati e continui rinvii, spesso ingiustificati, per il prestito da 25.000 euro garantito dallo Stato

Attualità
Nuove frontiere
Nuove tecnologie: nasce l’ambulatorio virtuale per combattere cancro

Nuove tecnologie: nasce l’ambulatorio virtuale per combattere cancro

L’opinione di Armando Santoro, direttore del Cancer Center dell’Humanitas di Rozzano, sulla piattaforma digitale presentata in occasione della Digital Week, tenutasi lo scorso weekend a Milano

Attualità
Amministrazione pubblica
Certificati anagrafici? Al bar serviti al tavolino con caffè e giornali

Certificati anagrafici? Al bar serviti al tavolino con caffè e giornali

Il Comune di Cesano ha pubblicato un avviso riservato ai titolari di esercizi pubblici che vogliono aderire all’iniziativa