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Mercoledì, 26 Febbraio 2020 09:53
L'emergenza

Rozzano sovra-indebitata? Nasce lo sportello in difesa dei consumatori

Sono centinaia dentro i confini cittadini le persone, le imprese individuali e non, le piccole aziende che sono sull’orlo del collasso a causa dei troppi debiti

Si è tenuto questa mattina in municipio un incontro tra una delegazione della giunta di Rozzano guidata dal sindaco Ferretti e dal vice sindaco Perazzolo e l’associazione di consumatori Libas rappresentata da Francesco Belluscio e Desmazure Emmanuelle. Obiettivo dell'incontro: arrestare la vera “pandemia” di Rozzano, ovvero  il sovraindebitamento delle famiglie, dei privati e delle piccole aziende, oltre alla mancanza di lavoro.

Vittime dell'usura

Sono centinaia, infatti, dentro i confini cittadini le persone, le imprese individuali e non, le piccole aziende che sono sull’orlo del collasso a causa dei troppi debiti che hanno nei confronti degli enti privati (banche e compagnia bella) ma anche di municipalizzate e partecipate o enti come l'Aler. Debiti che non permettono loro di svolgere una qualche regolare attività. Molti, per sopravvivere, cadono vittima dell’usura.

Lo sportello

Libas ha proposto di istituire uno sportello d'accoglienza anti-usura e anti-sovraindebitamento curato dall’associazione con un numero telefonico a cui si possono rivolgere coloro che vivono le situazioni più drammatiche. Lo sportello andrebbe di pari passo con la creazione di un fondo di garanzia a supporto delle persone non bancabili (che sono fuori dal circuito dei prestiti e dei fidi per la propria attività) che potrebbero inventarsi un lavoro.

Lo studio di fattibilità

Il sindaco Ferretti ha accolto favorevolmente la proposta e ha incaricato un dirigente (Volpe) di approntare uno studio di fattibilità dell’iniziativa che verifichi l’assenza di conflitto d'interesse con l’ente locale. Un quesito rimasto aperto è il reperimento delle risorse per aiutare i soggetti travolti dal sovraindebitamento o che vorrebbero riavere un’occupazione.

Le norme

Trattandosi di materia che riguarda la "curatela fallimentare civile" le cui norme prevedono  che il ricorrente dimostri di essere meritevole dell’aiuto, e procedure non garantite dal libero patrocinio non garantisce, è necessario trovare dei fondi che garantiscano l’attività dello sportello e che finanzino coloro che vogliano reimmettersi nel circuito del lavoro. Senza risorse è difficile ipotizzare qualsiasi intervento.

I fondi

Libas  ha suggerito di reperirli attingendoli da fondi come quello che custodiscono la Confcommercio e il sindaco (300.000 euro incassati per compensare l’allargamento  del Fiordaliso e la riapertura del Distretto urbano commerciale), oltre alle risorse della Fondazione Welfare Ambrosiano che opera in Afol sud. Chissà cosa ne pensa Confcommercio.

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