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Domenica, 17 Novembre 2019 14:06
Formazione

Arrivano i robot: l’Omnicomprensivo “Monte Amiata” apre le porte al futuro

Inaugurato il nuovo laboratorio di coding e robotica: attrezzature ipertecnologiche a disposizione degli studenti della Secondaria di I grado. La dirigente Mansi: “Formiamo i cittadini del futuro”

Nella foto il nuovo laboratorio di robotica dell'Istituto Monte Amiata a Rozzano e, nel riquadro, la sua cerimonia di presentazione Nella foto il nuovo laboratorio di robotica dell'Istituto Monte Amiata a Rozzano e, nel riquadro, la sua cerimonia di presentazione

di Antonio Casa

Conclusi gli studi, chi oggi frequenta la scuola secondaria di I grado (l'ex scuola media che Salvini vorrebbe abolire) dovrà trovarsi un'occupazione stabile fra il 2025 e il 2030, anni in cui la tecnologia sarà così avanti che oggi non riusciamo a immaginare la loro reale applicazione. Gli attuali adolescenti potranno affacciarsi sul mercato del lavoro se saranno dotati delle conoscenze specifiche, che vanno molto al di là del modello spesso teorico applicato nell'attuale didattica. Le scuole, sin d'ora, sono chiamate a fare un salto di qualità, superando l'impostazione statica novecentesca, per formare appieno i cittadini del futuro.

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Postazioni futuristiche

L'inaugurazione del nuovo laboratorio di coding e robotica dell'Istituto Comprensivo “Monte Amiata” di Rozzano, avvenuta sabato mattina nell'ultimo piano del complesso scolastico di viale Lambro 92, apre agli scenari sopra descritti e funge da spunto di riflessione. In sé, il nuovo “RoboHub” è un attrezzato laboratorio tecnologico che sembra uscito da una delle serie tv poliziesche su Netflix, unito a postazioni con sedie a rotelle per muoversi liberamente nello spazio circostante e tablet incorporato sui banchi ergonomici, oltre a una comoda sala multimediale. Macchine e strumenti che invoglierebbero chiunque a studiare o a tornare nella scuola a passo con i tempi.

“Scuola del futuro”

“Una visione della scuola del futuro” ha detto la dirigente scolastica Monica Barbara Mansi, fulcro di un'iniziativa che ha visto l'alleanza strategica fra pubblico e privato: l'Ic “Monte Amiata”, il Comune di Rozzano (l'attuale e la precedente amministrazione), Tdk, Pearson e Apple. In sintesi: l'idea è nata a scuola, ha avuto l'avallo di Barbara Agogliati prima e di Gianni Ferretti poi, quindi ha incontrato le partnership delle multinazionali che hanno donato soldi, attrezzature e un formidabile contributo di conoscenza.

Aziende a caccia di tecnici iperspecializzati

Secondo Emanuele Saiu, amministratore delegato di Tdk Foil, “le aziende hanno bisogno di tecnici in grado di governare macchine sempre più complesse, che la scuola attuale, nel suo insieme, non forniscono; per cui le imprese, che devono riformare i neo assunti, si aprono al territorio per cercare di diminuire questa differenza fra teoria e pratica, fra scuole e aziende.”

Apertura alla formazione permanente

“Questa è una zona che ha investito molto sull'istruzione. Il RoboHub è un laboratorio dell'Istituto comprensivo e della comunità rozzanese, con finalità di formazione permanente” ha ricordato la deputata Valentina Aprea, già a capo del distretto scolastico del sud milanese. Per Nadia Ambrosetti, dell'Ufficio scolastico provinciale, uno degli obiettivi del RoboHub sarà l'interazione fra insegnamento della lingua inglese e della tecnologia, in gergo “Clil”.

Gli ospiti

L'assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, ha ricordato i benefici dell'utilizzo della tecnologia nel campo medico in Lombardia. All'incontro hanno preso parte anche Massimiliano Abbritti, direttore sviluppo vendite di Pearson Italia, e Andrea Maricelli, della sezione educational di Apple.

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