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Venerdì, 15 Novembre 2019 14:57
Il caso del giorno

Rozzano: per una serie di errori si fa un anno di arresti domiciliari

Donato C. è il protagonista di una vicenda che ha dell’incredibile e che dovrebbe dare il via a una considerevole richiesta di danni

Prima un errore dei carabinieri, poi quello di un magistrato, infine quello di un avvocato poco attento. Così, Donato C. 43 anni, ha trascorso un anno agli arresti domiciliari, senza che il provvedimento sia stato adottato da alcuno. Si tratta di una vicenda kafkiana che ha dell’incredibile e che dovrebbe dare il via a una considerevole richiesta di danni.

L'inizio

La vicenda è stata resa pubblica dall’agenzia di stampa Agi, cui si è rivolta l’attuale avvocato del protagonista. Tutto ha inizio nel 2017, quando il Tribunale di Milano dispone l’immediata scarcerazione per Donato C. rinchiuso in una cella di san Vittore perché  condannato a un anno e tre mesi per favoreggiamento nella latitanza di un ricercato.  

In libertà

I giudici lo rimettono in libertà ritenendo che, “nonostante i precedenti penali” Donato C, non aveva mai subito carcerazioni e quindi la sua vicenda processuale avrebbe potuto “sortire adeguato effetto deterrente” senza “l’applicazione di ulteriori misure cautelari”.

Primo errore

Quella sera stessa, secondo quanto risulta dalle carte, Donato C. si presentò alla stazione dei carabinieri di Rozzano esibendo il provvedimento firmato dal giudice. Il militare di servizio nella caserma, è scritto in una nota in cui il comandante della stazione ammette l'errore, "nell'erroneo convincimento che si trattasse della sostituzione della custodia cautelare con la misura meno afflittiva dei domiciliari redasse il verbale di sottoposizione” certificando che, da quel momento, il comando aveva assunto l'onere dei controlli sulla persona sottoposta a misura restrittiva.

Secondo errore

Il bis dell’errore avvenne sempre lo stesso giorno, quando il suo legale presentò al Tribunale un'istanza per autorizzare il suo assistito ad allontanarsi da casa per qualche ora al giorno per la
spesa, le cure mediche e altre necessità quotidiane. Il tris, pochi giorni dopo: il 31 luglio, un giudice della sezione feriale del Tribunale non si rese conto che Donato C. avrebbe dovuto essere libero e lo autorizzò ad allontanarsi dalla propria abitazione dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

La svolta

La svolta è arrivata quando l'uomo, stanco di ripetere che un giudice lo aveva messo in libertà, ha deciso di cambiare avvocato e si è rivolto a Debora Piazza la quale, incredula, verifica come effettivamente Donato C. sia vittima di un grave errore giudiziario.

La diffida

Il 19 luglio 2018, Piazza ha inviato una 'diffida' ai carabinieri di Rozzano nella quale ha sottolineato che il suo assistito è stato sottoposto a "un inspiegabile e del tutto ingiustificato provvedimento" e "ha scontato un anno di arresto domiciliari in modo del tutto illegittimo".

La revoca degli arresti

Il giorno dopo, è arrivata la revoca dei domiciliari. L'esito grottesco di questa sequela di errori si è vewrificata quando Donato C. è stato processato, su richiesta della Procura, per evasione perché si sarebbe allontanato "senza autorizzazione" dalla sua abitazione violando - si legge nel capo d'imputazione - "l'ordinanza che ha disposto i domiciliari". Accusa da cui è stato assolto il 6 novembre scorso 'perché il fatto non sussiste'.

Manuale di diritto

Ora, tramite il suo legale, Donato C. chiederà un lauto risarcimento per ingiusta detenzione. “È una vicenda che lascia basiti - commenta l'avvocato Piazza - e certifica la lontananza dei principi contenuti nei manuali del diritto dalla realta'".

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