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Venerdì, 06 Settembre 2019 09:18
L'inchiesta

Rozzano, il fantasma delle mazzette si aggira sull’Humanitas

Finito agli arresti domiciliari l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Basilio. Sono trentadue gli indagati per episodi avvenuti tra il 2015 e il 2016

Nel mirino dei finanzieri sono finiti lavori e concessioni per la realizzazione del Campus universitario Nel mirino dei finanzieri sono finiti lavori e concessioni per la realizzazione del Campus universitario

L’indagine è a uno step importante e potrebbe rivelare nuovi e imprevisti risvolti. È di ieri sera la notizia che la Guardia di finanza ha notificato dieci ordinanze cautelari ad altrettanti professionisti, dipendenti comunali e a due architetti che lavorano per l’Humanitas. Il comando provinciale delle Fiamme gialle sta indagando su ordine del sostituto procuratore del tribunale di Milano Luca Poniz. Il reato ipotizzato è: corruzione.

Tecnici e imprenditori

Trentadue gli indagati in totale nell’inchiesta per episodi avvenuti tra il 2015 e il 2016. Nel mirino degli investigatori sono finiti, l'ingegner Arturo Guadagnolo, agli arresti domiciliari; Piero Angelo Riffaldi, dipendente del settore tecnico di Pieve Emanuele, sospeso dall’esercizio dai pubblici uffici per sei mesi; Marco Gaiazzi e Renato Restelli, dipendenti del gruppo Humanitas, oltre ad alcuni imprenditori.

Responsabilità amministrativa

Le indagini ipotizzano diversi episodi di corruzione che sarebbero avvenuti in relazione ad alcuni appalti di servizi e per la realizzazione di opere comunali. Il valore complessivo delle opere al vaglio degli inquirenti è di 8milioni di euro. Il gruppo Humanitas risulta coinvolto in base alla legge sulla “responsabilità amministrativa degli enti”.

Il Campus

Nel mirino sono finiti lavori e concessioni per la realizzazione del Campus universitario. In quest’ambito gli intrecci sono abbastanza complicati. Secondo l’accusa, gli architetti Gaiazzi e Restelli,  avrebbero garantito lavori che avrebbero fruttato oneri di urbanizzazione di una certa consistenza. Invece, alla verifica dei fatti ne avrebbero effettuati di meno.

L'ufficio di collocamento

Guadagnolo, per evitare di sollevare problemi, avrebbe ottenuto non solo l’assunzione del figlio della compagna alla Fondazione Humanitas, ma anche l’impegno ad assumere altri suoi parenti. In un altro filone dell’inchiesta, sempre Guadagnolo è ancora accusato di una serie di atti corruzione.

Le tangenti

Uno dei tanti riguarda una consulenza per il cognato ingegnere, un altro, la promessa di una casa e di 100mila euro come tangente per favorire un’impresa aveva richiesto un permesso a costruire a Basiglio, comune dove l’indagato era responsabile per l’edilizia. I vertici del polo sanitario hanno reagito alla notizia dell'inchiesta con un comunicato nel quale hanno ribadito che "Humanitas ha sempre agito con correttezza e trasparenza ed hanno espresso "il massimo della fiducia nella Magistratura che dimostrerà la correttezza del nostro operato"

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