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Venerdì, 19 Luglio 2019 22:41
La "querelle"

Il Pd non ci sta e rivendica la paternità del progetto videosorveglianza

Gli uomini della Agogliati attaccano: “Consideriamo diffamatorio quanto dichiarato dal sindaco Ferretti e dal vicesindaco Perazzolo”

Nell'immagine, telecamere della videosorveglianza Nell'immagine, telecamere della videosorveglianza

L’articolo pubblicato ieri sulle verifiche del sistema di videosorveglianza che dovrebbe garantire maggiore sicurezza per i residenti di Rozzano ha provocato, com’era prevedibile, la reazione del Pd e dell’ex sindaco Barbara Agogliati. Secondo un documento diffuso dall’ufficio stampa del comune, solo 15 videocamere su un totale di oltre duecento funzionerebbero e questo per colpa dei ritardi della vecchia amministrazione nel metterle a regime.

Imbarazzante

In un documento diffuso in serata, il Pd locale ha definito “imbarazzante da parte del sindaco Ferretti e del vicesindaco Perazzolo cercare di prendersene il merito. “Si continua a voler dipingere una realtà diversa da quella che è – è l’attacco del comuncato del circolo di via Gerani - . Ci dispiace molto che si usino addirittura i canali istituzionali per continuare a polemizzare con la precedente amministrazione, invece che dare le informazioni utili al cittadino”. “In questo caso – scrivono i responsabili del Pd - dobbiamo ricordare alla vicesindaca Perazzolo e al Sindaco Ferretti che chi ha avviato il più importante progetto di videosorveglianza in città è stata la Giunta Agogliati,  attraverso il bando della illuminazione pubblica, da loro osteggiato”. Poi...

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Progetto da completare

Poi però riconoscono: “Certamente il progetto deve essere ultimato con la posa delle ultime telecamere e il completamento delle infrastrutture tecniche di supporto ma quando sarà completato avremo sul territorio 280 telecamere che si aggiungeranno alla ventina già attive (che sempre noi abbiamo installato e reso operative) che darà una copertura totale di tutti i varchi, di tutti i quartieri e dei punti sensibili della città”.

L'indice puntato

L’ex partito al governo di Rozzano puinta poi l’indice: “senza un minimo di riconoscimento per quanto fatto da chi li ha preceduti, credono di prendersi tutti i meriti, quando tra breve sarà completato. Noi rivendichiamo fermamente e in modo chiaro che lo abbiamo voluto, lo abbiamo finanziato, lo abbiamo quasi completato. Chi arriva all’ultimo minuto, avendo pure votato contro questo progetto e pretende di metterci su il cappello è solo ridicolo”.

Problema di server

Sul fatto che solo 15 telecamere su 24 impianti funzionino correttamente mentre ce ne sono 180 che non sono collegate hanno puntualizzato: “le telecamere sono andate in disuso per aver collocato il nuovo sistema server per immagazzinare le immagini, comprese 15 nuove telecamere ottenute con il finanziamento bando da € 50.000,00, l'obbiettivo era quello di modernizzare il server in funzione per il nuovo impianto che si andava a mettere al bando con illuminazione pubblica.

Dichiarazioni diffamatorie

Il comunicato si chiude con: “Consideriamo diffamatorio quanto dichiarato “La sicurezza  della città e dei nostri cittadini è uno dei nostri obbiettivi principali – spiega il sindaco Gianni Ferretti.  Ereditiamo dai nostri predecessori una cattiva gestione della video sorveglianza e siamo certi che riusciremo a dare una risposta positiva al territorio. I nostri uffici si sono già attivati  per risolvere le problematiche.” La vecchia amministrazione ha fatto il 90% delle lavorazioni e delle collocazioni nonché quella della pubblica illuminazione, loro devono solamente alzare l'interruttore e dare avvio ad un sistema che ricevono su un tappeto rosso dalla precedente amministrazione. Anche su questo possono vivere di rendita”. L’impressione è che la querelle sia solo alle prime battute.

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