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Mercoledì, 01 Febbraio 2017 16:09
Visto da palazzo di Giustizia

L’ex sindaco D'avolio rinviato a giudizio In evidenza

Questa mattina, il Gup ha fissato la prima udienza per il prossimo 5 aprile presso la IV sezione penale

Massimo D'Avolio, sarebbe stato rinviato a giudizio. La notizia ha cominciato a circolare in Rete. Massimo D'Avolio, sarebbe stato rinviato a giudizio. La notizia ha cominciato a circolare in Rete.

Tanto tuonò che alla fine piovve. . Il temporale sarebbe dovuto scoppiare il 19 gennaio. Invece, nonostante i cupi brontolii, è arrivato a fine gennaio, anzi al primo di febbraio. Concluse le fasi finali delle indagini, l’ex sindaco di Rozzano e consigliere regionale Pd, Massimo D'Avolio,è stato rinviato a giudizio. La notizia è stata pubblicata su un blog di Rozzano (rozzanofuturo), e ha cominciato a circolare in Rete.
Secondo, appunto rozzanofuturo, “il 31 gennaio, in chiusura dell'udienza preliminare, dopo aver ascoltato gli avvocati della difesa, il Gup si era riservato di decidere” se rinviare o meno a giudizio D’Avolio. Ieri mattina, il giudice ha deciso per il rinvio a giudizio e ha fissato la prima udienza per il prossimo 5 aprile presso la IV sezione penale. Non è ancora chiaro su quali e quanti capi di imputazione D’Avolio dovrebbe rispondere. Assieme a lui, erano indagati anche la moglie, Laura Tesse, l'ex direttore tecnico di Ama,  Vito Ancora, e altre quattro persone coinvolte a vario titolo nella vicenda.

La cronistoria dell’indagine

Quella del 5 aprile, se sarà confermata, sarà una tappa fondamentale per il destino di Massimo D’Avolio e degli altri indagati. Era il 20 gennaio 2014, quando la Guardia di Finanza fece irruzione in Municipio, nelle sedi di Ama, l’azienda municipalizzata rozzanese, nell’ufficio che Massimo D’Avolio aveva nel palazzo della Regione e nella sua abitazione. L’ex sindaco Pd di Rozzano fu il destinatario di un avviso di garanzia e che lo informava di un’indagine della Procura di Milano di cui era oggetto. Nella stessa indagine erano coinvolti politici e tecnici, come Vito Ancora, ingegnere, allora capogruppo comunale del Pd di Segrate. Gli investigatori avevano agito su disposizione dei pm Luca Poniz e Letizia Mannella. Nella sede del comune di Rozzano, nell’ufficio tecnico al terzo piano del municipio di piazza Foglia, e nella municipalizzata Ama, avevano raccolto pacchi di documentazione su appalti e delibere degli anni in cui D’Avolio era sindaco e Ancora un importante consulente in Ama.

I filoni dell’inchiesta

Tre, secondo l’accusa, coordinata dal dipartimento del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, i filoni dell’inchiesta. Riguarderebbero alcune delibere con le quali l’ex sindaco avrebbe autorizzato il pagamento da parte della partecipata Ama ad alcune società della moglie; il buco che ha portato la stessa Ama sull’orlo del fallimento; e infine un presunto danno erariale legato alla compravendita di un’area industriale in cui risulta coinvolto un dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Rozzano. Con il rinvio a giudizio si entra finalmente nel vivo del dibattimento che chiarirà le responsabilità di ognuno.

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