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Venerdì, 15 Marzo 2019 14:11
L'addio

Macaluso: lascio il Pd e scrivo una nuova storia politica In evidenza

L’ex segretario lascia il partito e si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Si iscrive alla competizione elettorale di Rozzano ma non rivela ancora con quali alleati

Nella foto, Marco Macaluso, ex segretario del Pd di Rozzano con la moglie Nella foto, Marco Macaluso, ex segretario del Pd di Rozzano con la moglie

Forse, anzi quasi sicuramente, è l’epilogo di un percorso umano e ideologico, e l’apertura di una nuovo camino che ancora oggi, a poche settimane dalle amministrative 2019, non sa ancora dove porterà, né con quali compagni di viaggio.

Pd addio

Di certo c’è che Marco Macaluso non finisce di sorprendere. Dopo che nei mesi scorsi aveva lasciato la segreteria del Pd di Rozzano, è di questa mattina la notizia che lascia il partito. Non sarà più un iscritto e nemmeno un militante. Si dedicherà totalmente alla nascita del suo nuovo soggetto politico e alla ricerca di alleanze che gli permettano di partecipare, e magari vincere, alle prossime amministrative.

I sassolini

Nella lettera di addio ai vecchi compagni del Pd si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, che come dice lui, “con la nuova stagione cominciano a far male”.  “Non lascio – ha scritto in un lungo post su Facebook - senza strappi nell’animo, perché se mi guardo indietro vedo tanta fatica e tante battaglie, vedo riunioni, discussioni, vedo documenti in cui una sola virgola poteva cambiare il contesto del discorso, vedo difficoltà a volte affrontate da solo”.  

La delusione

La solitudine in cui è stato lasciato è il tasto dolente che ripete in continuazione. Il suo sfogo comincia da quando ha lasciato la segreteria per dedicarsi alla nascita della figlia. “Sono un po' deluso – ha sottolineato - da come sia stata mal interpretata una mia vicenda personale e familiare, che richiedeva comprensione sin dal principio, senza che dovessi ad oggi giustificare l’accaduto. Mi spiace prima di tutto perché ho sempre creduto di trovarmi in un gruppo familiare, ma sono io che sbaglio e che mi illudo. Ho avuto qualche delusione soprattutto da persone che più mi sono state vicine. Mi spiace che si sia dubitato di me, pur avendo sempre dimostrato lealtà”.

Un partito disunito

Poi ha puntato l’indice su coloro che avrebbero dovuto supportarlo. “Io credevo in un partito coeso che avrebbe coinvolto i militanti nelle decisioni fondamentali e invece mi ritrovo in un partito dove la linea politica, spesso, è dettata e imposta dalle prese di posizione dei singoli, senza che vi sia stato alcun dialogo, nessuna intermediazione. Spesso nella conduzione da solo del Pd di Rozzano ho chiesto aiuto senza trovarne”.

Militanti mozzi

Ha espresso anche il rammarico sulla gestione dei militanti e non ha risparmiato stoccate. “I circoli del Pd hanno delle potenzialità di elaborazione politica e programmatica che non sono state considerate, mentre i militanti meriterebbero molto di più che essere utilizzati solo come forza lavoro per i gazebo e per volantinare. Non ci si può accorgere che esiste una militanza solo sotto elezioni. Gli elettori e i militanti non sono i mozzi di un peschereccio, utili solo a calare le reti e a tirarle su al momento opportuno, portando i voti in barca, per poi essere rimandati in stiva al momento di scegliere la rotta da seguire. Gli elettori e i simpatizzanti non possono e non devono essere solo un comitato elettorale”.

Una piccola barca in un mare in tempesta

Il futuro? “Preferisco ripartire da una piccola barca, dove la presenza e l’equilibrio costante di tutto l’equipaggio è fondamentale alla tenuta stessa del gruppo. Altrimenti si affonda”.  E conferma: “Nei mesi scorsi sono stato avvicinato da alcuni ragazzi del territorio, uomini e donne, persone interessanti, coinvolgenti, pieni di motivazione e con idee forti. Oggi insieme stiamo gettando le basi per costruire un progetto politico nuovo”. Con quali prospettive? “Sarà una sfida nuova, ed anche se la strada sarà tutta in ripida salita, questo non ci spaventa, perché sappiamo fin d’ora di poter contare sull’energia ed il traino collettivi dei pochi o tanti che saremo. Il nostro punto di forza sarà quello di non andare solamente a caccia di voti, ma di idee e progetti, ed attorno a quelli costruire la nostra identità”.  

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