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Giovedì, 07 Marzo 2019 12:27
L'intervista

Rozzano, parla l’ex segretario Pd: “Sono pronto a tornare in prima linea”

Marco Macaluso lavora a un progetto che punta a creare una nuova classe dirigente rozzanese, una classe dirigente che sia orgogliosa delle sue radici

Marco Macaluso e nato il 4 marzo, come Lucio Dalla Marco Macaluso e nato il 4 marzo, come Lucio Dalla

È nato il 4 marzo, come Lucio Dalla. Suo padre non veniva dal mare, ma sul mare ha vissuto (era di Agrigento). Ha una figlia di tre mesi che gli riempie la vita. Per starle vicino, lo scorso ottobre, ha rinunciato alla carica di segretario del Pd di Rozzano. Da allora, non passa giorno che qualcuno non lo tiri per la giacca, non gli chieda cosa farà da grande e, soprattutto, cosa farà alle prossime elezioni comunali.

Il ritorno

Marco Macaluso alle ultime amministrative è stato il candidato del Pd che ha ottenuto il maggior numero di preferenze. Eletto in Consiglio comunale con l’ultimo governo D’Avolio, ha fatto il bis con l’ultima (sperano in tanti) Agogliati. Nel momento di lasciare la segreteria del partito democratico aveva promesso che sarebbe tornato in prima linea. Con chi, con il Pd?

Italia in Comune

“No – risponde a pocketnews.it – con Marco Macaluso e con un gruppo che si sta costituendo. Forze giovani con forti valori morali e culturali che, come me, hanno forti legami con la mia città: Rozzano. Un gruppo che ha come punto di riferimento “Italia in Comune” fondato da Alessio Pascucci e da una moltitudine di sindaci che hanno ben operato nelle proprie realtà. È da lì che vogliamo ripartire, dai territori, da realtà che hanno vissuto esperienze virtuose”.

Una volta si diceva che la migliore classe dirigente era quella che si formava a livello locale perché, a differenza della politica nazionale, era abituata ad affrontare i problemi e a risolverli. Ma c’è tempo per far conoscere un nuovo soggetto politico di questo tipo, vista la battaglia che si preannuncia per conquistare la poltrona di sindaco di Rozzano? “Il gruppo – conferma Macaluso -  vedrà la luce a breve. Abbiamo tempo e risorse sufficienti perché prenda corpo”.

Risorse economiche? “Esistono molte forme di finanziamento, ma se si hanno i collaboratori giusti, con il giusto impegno, possono valere molto più di mega consulenti della politica di cui sento parlare continuamente”.

Sarà Macaluso il candidato sindaco della nuova formazione? “Non è detto. Potrei giocare la partita da punta, ma anche da centrocampista o da mediano. Quel che so è che sono deciso a giocarla”.

Con quale schema o con quali alleanze? “Non disconosco certo il passato. Con D’Avolio e con la Agogliati ho vissuto due esperienze molto forti in cui sono state fatte cose buone e altre meno buone”.

Quindi la direzione è quella del centrosinistra? “Escluderei un’alleanza con D’Avolio perché non capisco che senso ha la sua candidatura che spacca il fronte della sinistra, ma non sono io a decidere, la scelta sarà collegiale. L’ipotesi, al momento, è lavorare a un centrosinistra allargato come quello di Sala, a Milano, che è risultato vincente”.

Il “caso” D’Avolio ha ulteriormente leso la credibilità del Pd. Da peculato, l’accusa nei suoi confronti si è trasformata in corruzione… “Ho piena fiducia nella magistratura che sono certo chiarirà tutte le ombre della gestione D’Avolio. Io sono stato spettatore non pagante di una vicenda, la sua, che ha dell’incredibile. Però so che sino al terzo grado di giudizio, siamo tutti innocenti”.

Ipotesi Agogliati, allora? “È la più probabile. Io non rinnego la mia storia, però lavoro a un progetto che non sia subalterno al Pd, un progetto che possa incidere sul programma elettorale, che abbia una visione di città condivisa e, perché abbia successo, sono disponibile a parlare con chiunque, anche con Gianni Ferretti se si svincolasse dall’abbraccio della Lega e puntasse a una coalizione di centro: se ne potrebbe discutere…”

L’Agogliati sembra un cavallo perdente. Sin ora ha scaricato le responsabilità del fallimento Api, del dissesto di Area sud e delle difficoltà di Ama sugli altri. Non si è mai assunta alcuna responsabilità. Eppure è stata assessore alle partecipate ed è sindaco da cinque anni. Troppo facile tirarsi fuori e far finta di nulla. Crede che Rozzano perdonerà questo modo di amministrare? “Io so solo che Barbara (Agogliati ndr) ci mette la faccia anche su argomenti scomodi. Ha presentato un piano di razionalizzazione delle municipalizzate le quali, assicurata la salvaguardia dei posti di lavoro, potrebbero esternalizzare i servizi o affidarli, come nel caso del teleriscaldamento o della raccolta rifiuti a chi li sa gestire”.

Il problema è che nessuno vuole investire più un euro nelle municipalizzate rozzanesi. Sono anni che Cesano Boscone tenta di vendere le sue quote di Area Sud ma non ci riesce… “Certo, è un’eredità pesante che va gestita con estrema ratio e senza tentennamenti, individuando soluzioni il meno dolorose possibili e mettendo al centro i servizi e il capitale umano”.

Secondo gli addetti ai lavori, a Rozzano, la partita elettorale si gioca tra il Movimento 5 stelle e il centrodestra. Se davvero fosse così, vale la pena entrare in scena adesso o sarebbe meglio aspettare tempi migliori? “La politica locale non è come quella nazionale, le dinamiche sono diverse. Qui contano le persone e i progetti condivisi. Da parte mia sono abituato a vincere e non escludo che una coalizione con a capo la Agogliati possa arrivare al ballottaggio con dati decenti”.

Che tipo di shock subirebbe il Pd se perdesse anche Rozzano? “Lo stesso che ha subito a Sesto San Giovanni, Cinisello, Corsico. Ma, indipendentemente dal Pd, io giocherò la partita con un progetto a lungo respiro, che ha un solo obiettivo: creare una nuova classe dirigente rozzanese, una classe dirigente che sia orgogliosa delle sue radici”.

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