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Venerdì, 11 Gennaio 2019 09:46
Amministrative 2019

Rozzano, la «guerra dei Roses» infiamma la Confcommercio

Rischia di finire in tribunale la “querelle” che vede contrapposto Francesco Belluscio da una parte e i vertici locali dell’associazione dei commercianti

Nella foto Barbara Agogliati, l’assessore Marco Ercoli, il dirigente al Commercio architetto Antonio Panzarino, e i rappresentanti di Confcommercio di Binasco con il presidente Eraldo Orsi, il segretario Antonio De Palma (con il funzionario Carlo Conti), e Massimiliano Durante, presidente della Delegazione Confcommercio di Rozzano. Nel riquadro Francesco Belluscio Nella foto Barbara Agogliati, l’assessore Marco Ercoli, il dirigente al Commercio architetto Antonio Panzarino, e i rappresentanti di Confcommercio di Binasco con il presidente Eraldo Orsi, il segretario Antonio De Palma (con il funzionario Carlo Conti), e Massimiliano Durante, presidente della Delegazione Confcommercio di Rozzano. Nel riquadro Francesco Belluscio

Continua senza esclusione di colpi la guerra tra i vertici della Confcommercio di Rozzano e Francesco Belluscio, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative. Una specie di guerra dei Roses che infiamma il dibattito politico in città. Il fondatore di Libas era membro del consiglio direttivo dell’associazione degli esercenti: espulso dall’organizzazione, ha deciso di impugnare il provvedimento in tutte le sedi che riterrà più opportune.

Regole violate?

Nel mirino di Belluscio sono finiti Massimiliano Durante rappresentante rozzanese nella delegazione territoriale di Binasco da cui dipende Rozzano ed Eraldo Orsi, presidente della stessa delegazione. I due, assieme ai loro sodali, si sarebbero resi responsabili di  “violare le regole statutarie e costituzionali fondate sull'onorabilità professionale e sulla libertà personali” e per questo motivo ne risponderanno nelle sedi istituzionali. La guerra ha radici lontane. Prese il via dalla decisione dell’ampliamento del Fiordaliso e dai contributi di compensazione che i vertici del centro commerciale concordarono di versare con il segretario generale della Confcommercio e con l’approvazione di Durante e Orsi: 300mila euro.

Compensazione insufficiente

Briciole secondo Belluscio che aveva accusato i due di aver scavalcato il consiglio dell’associazione di commercianti, delegata all’esame della questione. Briciole se confrontate a quanto previsto dalle tabelle regionali sulle compensazioni: si parla di milioni di euro che i grandi centri commerciali dovrebbero versare per compensare i danni provocati dal loro insediamento al commercio di vicinato. Questo e altri motivi (la decisione di far installare una decina di chioschi senza consultare il consiglio direttivo, la scelta di rendere il redivivo Distretto urbano commerciale una macchina propagandistica al servizio del sindaco Agogliati), avevano spinto Belluscio a denunciare i vertici locali dell’organizzazione al collegio dei proibiviri della Confcommercio di Milano.

"Vade retro" Belluscio

La reazione è stata quella dell’espulsione. Comunicata a Belluscio con una lettera del 30 luglio scorso firmata dal segretario della delegazione territoriale di Binasco e Rozzano della Confcommercio, Antonio De Palma e dal presidente Orsi. Il documento cita una riunione del Consiglio direttivo dell’associazione che avrebbe “stabilito all’unanimità” l’espulsione di Belluscio dall’organizzazione. Formula che il destinatario contesta: “Ci sono membri del direttivo che interpellati hanno detto di non essere mai stati informati né della riunione, né dell’ordine del giorno”.

Calati dall'alto

In un comunicato stampa che ha annunciato il ricorso all’espulsione,  Belluscio ha sottolineato come “L'atto che in se stesso denota tutta la (viltà) corporativa di certi soggetti  che rivestono ruoli apicali all'interno dell'associazione che si badi bene, non iscritti, non eletti e calati dall'alto e, con notevoli conflitti d'interesse che sfociano nelle loro molteplici cariche rappresentative, tanto da farne  un vero esempio negativo di democrazia rappresentativa”.

"Cattive" frequetazioni

Poi ha sparato ad alzo zero: “Ribadisco quello che avevo già segnalato ai Probiviri nella mia denuncia, esistono legami di natura politico affaristica su questo territorio e quello Metropolitano che vedono convergere coloro che invece dovrebbero allertarsi e vigilare sui rapporti ed equilibri economici. Inoltre ricordo l'essenza statutaria dell'associazione apolitica e apartitica, distante dalle segrete stanze che invece vengono frequentate - pro domo sua- da  qualche personaggetto alla mercè dell'amministrazione locale di Rozzano”.

La replica di Durante

pocketnews.it ha chiesto a Massimiliano Durante un commento su questa vicenda. “Non mi pronuncio – ha detto – su una situazione che è in mano alla segreteria dell’associazione a Milano. Qualunque affermazione lascerebbe il tempo che trova. C’è stato un consiglio e il consiglio ha preso una decisione. Si sono verificate una serie di situazioni che si sono ammalorate e che hanno portato delle conseguenze”. “Non ho nulla contro Belluscio – ha concluso Durante – e molte sue posizioni possono essere condivise, ma c’è modo e modo di sottoporle all’attenzione degli altri soci Confcommercio. Non sono stati i delegati di Rozzano a decidere la sua espulsione, ma il mandamento di Binasco da cui dipende anche Rozzano”. La disputa ora si sposta nelle sedi “istituzionali” e rischia di finire in tribunale.

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