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Venerdì, 28 Settembre 2018 13:21
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Rozzano, il comune cerca un nuovo liquidatore della fallita Api

Pubblicato all’albo pretorio il bando per la presentazione delle candidature per la nomina di un professionista che si occupi della municipalizzata

Nella foto, il sindaco di Rozzano, Barbara Agogliati Nella foto, il sindaco di Rozzano, Barbara Agogliati

AAA cercasi liquidatore. Non si sa se urgentemente o disperatamente, vista la situazione. Di certo si sa che il Comune di Rozzano ha pubblicato sull’albo pretorio un bando per la ricerca di un professionista che possa seguire le procedure per la liquidazione dell’Api, la municipalizzata che il Tribunale di Milano ha dichiarato fallita nel maggio del 2017, con un buco di decine di milioni di euro.

Domande senza risposte

L’ultimo, l’avvocato Renato Colavolpe dimessosi un mese prima la dichiarazione di insolvenza da parte dei giudici milanesi, non è stato sostituito. Nell’attesa, “vista la complessità delle procedure di fallimento”, il comune ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Funzione pubblica, informazioni sull’eventualità o meno di una nuova nomina.

Il bando di concorso

Dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, probabilmente affaccendati in altre faccende, hanno risposto con il silenzio assoluto. Così si è deciso di indire un bando di concorso per cercarne uno nuovo. Ed è il comune ad avere il compito di farlo, così come recita lo stesso statuto della municipalizzata fallita. A lasciare perplessi sono le condizioni offerte.

No perditempo e …

Il candidato vincitore la gara, infatti, oltre ad avere una serie di requisiti e “una documentata competenza professionale” comprovata da precedenti incarichi svolti in ambito pubblico dovrà “svolgere gli adempimenti connessi alla procedura fallimentare e le attività richieste dal socio unico” cioè il comune. Non solo. Saranno esclusi dalla gara tutti coloro che “avendo svolto nei cinque anni precedenti incarico di amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico, abbia fatto registrare per tre esercizi consecutivi un progressivo peggioramento dei conti”.  

Lo stipendio?

L’incarico avrà la durata di un anno, “salvo eventuale proroga”. E quanto guadagnerà questo professionista per tentare di salvare il salvabile dal fallimento? Nulla, zero, nothing, nada, rien, intet, per dirla in italiano, inglese, spagnolo, francese  o danese. E sì, perché con la società fallita, i fondi, se ce ne erano, sono stati bloccati.

Mission impossible…

E allora? Allora non è chiaro a cosa serva questo bando. Trovare un professionista serio che per un anno si occupi di una vicenda intricata come il fallimento Api in cui ballano decine di milioni di euro e sono a rischio alcuni beni immobiliari di proprietà del comune, sarà difficilissimo. Quasi impossibile.  

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